Sylvester, lo scambio di bus e il comandante Russo: vietato parlarne? Il Pd fa mancare il numero legale

1/4/2014 – È accaduto un fatto grave ieri sera al consiglio comunale di Reggio: è mancato il numero legale, per responsabilità del Pd, al momento di discutere un Ordine del giorno urgente presentato dal consigliere di Forza Italia Claudio Bassi sulla tragedia di Sylvester, lo studente ghanese di Rubiera morto a 14 anni cadendo da un megabus della linea 2, a proposito del ruolo della Municipale dopo la scoperta di un incredibile scambio di bus nel pieno dell’inchiesta giudiziaria: fatto che ha spinto il procuratore Grandinetti a togliere le indagini alla polizia urbana. Evidentemente le defezioni non sono un caso, ma la riprova di un imbarazzo grave dell’amministrazione e della maggioranza.

L’accaduto viene  stigmatizzato dal consigliere Matteo Iotti del gruppo Progetto Reggio, che accusa il Pd di omertà. «Un Pd omertoso quello che nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera ha fatto mancare il numero legale – scrive Iotti – al momento della discussione, tra le altre, dell’ODG d’urgenza del consigliere Bassi che chiedeva approfondimenti sul ruolo del Comandante Russo in merito alla vicenda delle indagini relative alla morte del giovane Silvester».

Un fatto gravissimo «quello del Pd che contravviene alle più elementari regole della democrazia, ovvero quella secondo cui la maggioranza è tenuta a garantire la regolarità del numero legale anche quando, ad essere discussi, sono ordini del giorno considerati “scomodi” e presentati dalle opposizioni».

«Il velo di omertà steso ieri sera dal Pd non fa altro che aumentare i legittimi sospetti in merito alla vicenda delle indagini relative alla morte di Silvester». Matteo Iotti ricorda che «l’autobus sul quale il ragazzo è morto è di proprietà di Seta (partecipata dal Comune di Reggio Emilia) e pare quantomeno inopportuno che a condurre le indagini sia proprio la Polizia Municipale che come ben noto è una “costola” del Comune di Reggio Emilia».

«Una situazione paradossale, nella quale il soggetto indagato fa parte della stessa “famiglia” del soggetto al quale sono state delegate le indagini. In questo quadro generale sono molto gravi gli errori che sono emersi in questi giorni, così come sono gravissime le dichiarazioni di Ferrari tendenti a non cercare i responsabili di questi errori.

Per il Comune di Reggio Emilia – conclude il consigliere comunale – si tratta di una situazione molto imbarazzante, di cui devono rendere conto alla famiglia del piccolo Sylvester, alla Città ed all’opinione pubblica. Un gesto grave ed intollerabile del PD che fa quadrato su quanto governato dalla sua sfera, creando a Reggio Emilia una cerchia di impunità ed omertà che mal si concilia con le tradizioni democratiche di una Città che si autodefinisce come Città delle Persone. Chiedo alla Procura della Repubblica di far luce su eventuali responsabilità, omissioni ed errori in tempi rapidi, occorre che certe cose non accadano più a Reggio Emilia».

***

L’INCHIESTA GIUDIZIARIA RIPARTE DA ZERO: IPOTESI SULLO SCAMBIO DI BUS

Intanto riparte praticamente da zero l’inchiesta sulla morte di  di Sylvester Agyemang, dopo che si è scoperto che era stato indagato l’autista sbagliato e di conseguenza era sbagliato anche il mezzo sequestrato per gli accertamenti tecnici.

L’errore, a quanto pare, è nato da una errata deduzione del conducente della linea 4: avendo visto che un giovane era rimasto ferito alla fermata di Santa Croce (lui, considerando i due mezzi partiti da Rubiera, era arrivato sul posto per terzo), aveva dedotto che fosse caduto dall’autobus partito per primo da Rubiera, e aveva chiesto spiegazioni al conducente di questo mezzo.
Ma da Rubiera erano partiti due autobus, a distanza di 9 minuti l’uno dall’altro, che arrivano a Reggio distanziati da un lasso di tempo più breve: il secondo, infatti, a differenza del primo, non fa praticamente fermate lungo il tragitto. Non è chiaro in base a quali elementi l’autista della linea 4 abbia dedotto che doveva trattarsi del primo autobus (su questo dovrà essere ascoltato) ma è chiaro che partendo dal suo errore l’inchiesta ha imboccato una strada sbagliata. Per un qualche motivo (c’è un’altra inchiesta, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato) non si è tenuto presente che da Rubiera c’era un secondo autobus. E se le conseguenze dell’incidente erano state viste e segnalate dal terzo autobus arrivato sul posto, il ragazzo non poteva che essere caduto dal secondo autobus.
Un autobus inspiegabilmente ignorato e la  cui esistenza è stata scoperta, consultando gli orari, dai difensori del primo autista indagato, gli avvocati Alessandro Nizzoli e Federica Bassissi. E, rileggendo le testimonianze con il senno di poi, si è visto che Sylvester era in effetti in compagnia di giovani partiti con il secondo mezzo. Questo ferma proprio nelle vicinanze del polo scolastico di via Makallè, e per loro era perciò più comodo.
 I carabinieri, che già nei giorni immediatamente successivi al dramma hanno controllato, in borghese, quanto avviene alla fermata di Porta Santa Croce e sugli autobus, hanno provveduto anche al sequestro di numerosa documentazione nella sede di Seta, in via del Chionso. Particolare attenzione viene prestata alla lettura dei registri dell’officina: si vuole sapere se il secondo autobus, nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, sia stato sottoposto a un qualche tipo di manutenzione.

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Rispondi

    01/04/2014 alle 21:14

    L’Odg dell’Avv.Bassi per la maggioranza del PD era “scomodo” ed hanno fatto mancare “democraticamente” il numero legale!!! Un plauso invece ai difensori dell’autista indagato ingiustamente!!!

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