Sette dipendenti tutti in nero. Chiuso locale pubblico della bassa, maximulta di 30 mila euro

Grazie ad un blitz congiuntamente condotto dai Carabinieri della Compagnia di Guastalla e i colleghi del Nucleo ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, in un comune della bassa reggiana, è stata localizzato un locale pubblico che impiegava in nero il 100% della forza lavoro impiegata. Nei guai è finita una commerciante 45enne della provincia di Parma alla quale è stata comminata una maxi multa di 30 mila euro. L’attività commerciale è stata sospesa, con la chiusura immediata del locale.

La situazione di lavoro nero e di sfruttamento di manodopera clandestina è venuta a galla nel corso di un controllo effettuato congiuntamente, l’altra notte, di Carabinieri e dall’Ispettorato del lavoro in un locale pubblico della bassa reggiana gestito da una commerciante di 45 anni abitante in provincia di Parma. All’atto dei controlli Carabinieri e dei colleghi dell’Ispettorato gli operanti riscontravano la presenza di 7 dipendenti intenti a lavorare i quali sono risultati tutti non aver un contratto d’assunzione. Si tratta di connazionali dell’imprenditrice che sono risultati in prevalenza stranieri in regola con le norme di soggiorno in Italia. Col 100% della manodopera in nero, ai sensi delle attuali norme di legge l’attività aziendale veniva immediatamente sospesa che procedevano anche nei confronti della commerciante comminandole una maxi multa per circa 30.000 euro. Ora la ripresa dell’attività commerciale dipenderà dalla stessa titolare che dovrà regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e pagare la maxi multa.

 

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