Rapina violenta in oreficeria
Blitz della polizia, banditi catturati

2/4/2014 – Rapina in grande stile questa mattina a Reggio, all’oreficeria “Il tempo e l’oro” al numero 5 di via del Gattaglio. Due banditi hanno picchiato e legato i due anziani orefici e si sono impossessati di ben 103 orologi.

Nessuno all’esterno si è accorto di nulla, ma la polizia è arrivata in tempo con due pattuglie e li ha arrestati. Uno degli arrestati, Carmine Talamo, 26 anni, napoletano ufficialmente senza fissa dimora, ha precedenti per rissa mentre l’altro, Angelo Palma, 33 anni, anche lui napoletano ma residente a Bologna, ha precedenti per rapina.

Alle 8,50 un tipo con una pettorina gialla ha suonato alla porta del negozio, unico accesso al locale. Aveva una busta in mano e Laura Gualandri, 75 anni, che era dietro il banco, ha pensato a un postino, o a un fattorino addetto alle consegne, e senza sospetti ha azionato il pulsante per aprire. Il marito, Luciano Berni, restava intanto davanti al bancone. L’uomo con la pettorina è entrato, lasciando la porta socchiusa, e si è avvicinato alla Gualandri per consegnarle la busta. Intanto entrava  anche l’altro, mascherato con cappuccio e scaldacollo rialzato.

Il finto postino ha estratto dalla pettorina una rivoltella, una riproduzione, alla quale era stato tolto il tappo rosso obbligatorio: una replica molto fedele e, soprattutto, fatta di metallo pesante. Il rapinatore mascherato ha estratto delle fascette bloccanti e con quelle ha legato Berni, portandolo nel retrobottega. L’altro ha tentato di  legare la moglie, ma la donna ha avuto una reazione. Il rapinatore l’ha allora colpita alla testa con il calcio della pistola, finta ma pur sempre metallica. Per il colpo, la Gualandri sarà poi giudicata guaribile in 8 giorni.

Anche la donna è stata poi portata nel retro, e i due banditi, aperti i cassetti, si sono messi a riempire  i loro zainetti con gli orologi che trovavano: 103 in tutto, e per la maggior parte di grandi marche. Erano orologi portati da clienti per le riparazioni, perché il negozio di via del Gattaglio si è fatto da tempo un nome per questa sua specializzazione.

Nonostante la sua esperienza di rapinatore, Palma non ha tenuto in considerazione la possibilità che il negozio avesse un sistema di allarme. Invece l’aveva: era di tipo a pedale, dietro il bancone, e la Gualandri, prima di essere trascinata via, è riuscita a schiacciarlo. Il congegno è in collegamento diretto con la sala operativa del 113, che ha diramato via radio l’allarme.

Lo hanno raccolto due pattuglie che si trovavano in zona e si sono precipitate sul posto. Due agenti si sono posti davanti all’ingresso, hanno sbirciato dentro mentre altri due si sono assicurati che non esistessero vie di fuga. Poi, attraverso la porta, ancora aperta, l’irruzione e la cattura del primo bandito e la liberazione dei sequestrati, ovviamente scossi. Il secondo si era rifugiato. La donna era dolorante ed è stato subito portata al pronto soccorso.

Mancava all’appello un secondo bandito, Palma. Non era in negozio, non era nel retrobottega adibito a laboratorio. L’hanno trovato nello sgabuzzino – ripostiglio, dove cercava di nascondersi sotto un tavolo. I due zainetti con gli orologi rapinati sono stati recuperati. Dentro c’erano anche altre fascette.

Al momento non si può escludere che i rapinatori siano arrivati in zona con un’auto condotta da un complice, con il compito di fare da palo e di caricarli non appena compiuto il colpo. Se così è stato, il palo deve aver preso discretamente il largo non appena ha visto arrivare le due volanti della polizia.

Parte della refurtiva recuperata dalla Polizia

Parte della refurtiva recuperata dalla Polizia

 

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