I misteri dell’attentato a Vito Lombardo. Per lui il mandante era Giulio Bonaccio

9/4/2014 – Nuova udienza, davanti all’Assise presieduta da Francesco Caruso, del processo per l’attentato a Vito Lombardo, ferito il 23 novembre 2010 alla rotonda della sede Iren di Reggio. Imputato dell’agguato è l’imprenditore Gino Renato, calabrese, collega e compaesano di Lombardo.

Oggi Lombardo è stato chiamato a dare spiegazioni sul contenuto delle registrazioni compiute da sua figlia, all’insaputa di lui, dopo il ferimento. Lombardo era rimasto in coma e, da quando si era ripreso ed aveva cominciato a parlare, la figlia si era messa a registrare di nascosto tutte le conversazioni, per cercare di capire qualcosa di più sui motivi dell’agguato al quale suo padre era scampato.

Vito Lombardo ha ribadito la sua convinzione, ma senza averne alcuna prova: il mandante andrebbe cercato in Giulio Bonaccio, con il quale aveva avuto frizioni, anni prima, per ragioni di lavoro. L’ultima volta che l’aveva visto, nel 2005, su di una spiaggia calabrese, Bonaccio era appena uscito dal carcere e non lo aveva neppure voluto salutare. Il processo riprenderà il 7 maggio prossimo.

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