Mercatone Uno chiude a Sant’Ilario e a Reggio. Lavoratori a casa da maggio. Oggi e domani sciopero

5/4/2014 – Oggi sabato 5 aprile e domani, domenica, le lavoratrici e i lavoratori del Mercatone Uno di Sant’Ilario e del TreStelle di Reggio sono in sciopero, per difendere i loro posti di lavoro. Da stamani è in corso un presidio di fronte allo storico punto vendita di via Fellini a Sant’Ilario, con la distribuzione di volantini. L’agitazione durerà anche nel pomeriggio.

Il gruppo ha deciso di chiudere le due strutture della Val d’Enza e di Reggio, e da maggio 21 dipendenti resteranno senza lavoro: 16 a Sant’Ilario e 5 a Reggio.

I lavoratori, che vantano fra l’altro un elevato livello professionale e di esperienza, chiedono di essere ricollocati «in tempi certi, a condizioni chiare e in un raggio chilometrico raggiungibile senza dover stravolgere la propria vita».

Chiedono inoltre l’applicazione dei contratti di solidarietà «in modo che i punti vendita di Parma e di Rubiera possano accogliere i lavoratori e le lavoratrici colpiti dalle chiusure».

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Una risposta a 1

  1. Fausto Rispondi

    05/04/2014 alle 21:58

    IL GIOCO DELLE 3 CARTE

    Buonasera:
    sono passato stamane davanti al Mercatone Uno di Sant’Ilario e ho notato che oltre al Sindaco di Sant’Ilario, erano presenti tutte le maestranze del punto vendita di Sant’Ilario al picchetto.

    Purtroppo chi ne fa le spese di queste situazioni, ( vedi le piu’ gravose situazioni instauratesi alcuni anni fa alla Fagioli SPA di Sant’Ilario attraverso una vertenza mai finita della GFE , Gruppo Facchini Emiliano, e poi mille altre, non ultima relativa ad un’Azienda di Formigine che andra’ in Polonia e lascera’ a casa decine di dipendenti, alternativa il seguirli in Polonia…..)
    sono solo ed esclusivamente i dipendenti.

    Allora torniamo indietro nel tempo, e consideriamo quando il Mercatone Uno decise di espandersi. L’unica soluzione e’ attivarsi bussando le porte ai vari assessorati quindi di riflesso rivolgersi ai Partiti.

    Bene: gli imprenditori favoriscono i Partiti che gli aprono le porte per aprire tanti punti vendita, poi quando la mammella non tira piu’, gli imprenditori chiudono.

    Pero’ alla fine gli stessi imprenditori si rivolgono alle stesse forze politiche, che , votate dai cittadini, permettono di far chiudere tanti punti vendita, quindi sfavorendo gli stessi elettori.

    Piccolo particolare in questa giungla politica italiana: agli imprenditori, e di seguito inserisco un articolo, piace foraggiare i vari Partiti cosi’ da averceli sempre a loro favore.

    Ecco la differenza e la beffa come spesso capita NEL GIOCO DELLE 3 CARTE.

    Ecco chi finanzia i partiti
    di Michela Scacchioli – La Repubblica 1/4/2014

    Il partito che ha incassato più soldi è Forza Italia: 291 milioni di euro. Il personaggio politico più finanziato è Letizia Moratti, ex sindaco di Milano eletta in quota centrodestra (18,3 milioni), seguita dall’eu-roparlamentare Vito Bonsi-gnore, ex Fi oggi Ned ( 5,6 milioni ). Tr a le società private, invece, la Publitalia 80 fondata da Silvio Berlusconi risulta al primo posto per denaro elargito, mentre tra i partiti spicca il Pdl con 212 milioni erogati ( buonaparte dei quali alla stessa Fi). Secondo i dati forniti a Repubblica da Openpolis, in 21 anni  dal 1992 al 2013  aziende, privati e singoli eletti hanno finanziato lapoliticacon 1,5 miliardi di euro. Una cifra che si affianca ai 2,7 miliardi di soldi pubblici che le stesse forze hanno ricevuto a partire dal 1994, per un totale di 4,2 miliardi. Il finanziamento privato ai partiti, infatti, è un groviglio di “dare e avere” che va ad affiancarsi ai rimborsi elettorali. A oggi la normativa impone di dichiarare gli importi superiori a una determinata cifra. Fino al 2003, il tetto stabilito era di 6.600 euro. Nel 2004 l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alzò la soglia agli attuali 50mila euro. Nelle scorse settimane il commissario per la spending review, Carlo Cotta-relli, ha bocciato il decreto legge che ha rimodulato il finanziamento ai partiti e che è diventato norma dello Stato poco più di un mese fa. Quel testo prevede un atterraggio morbido per i partiti, che hanno ancora tre anni a disposizione prima di veder sparire l’afflusso di soldi pubblici nelle tesorerie delle sezioni. Come compensazione riceveranno  su base volontaria dei cittadini contribuenti  la quota del 2 per mille del reddito Irpef. Ma “chi ha pagato chi” in questi 21 anni? Si va dalle aziende ai privati (come il finanziere americano George Soros che ha dato 2 milioni alla lista Marco Pannella, l’ex presidente Abi Giuseppe Mussari con quasi 700mila euro ai Ds di Siena e il proprietario del Palermo Calcio Maurizio Zamparmi con 460mila euro spalmati tra Msi, An e Udc) fino alle singole associazioni di categoria. Costruttori, imprese edili, banche, società immobiliari e di pubblicità, pianeta agricolo e mondo farmaceutico sono tra i principali finanziatori. Nella classifica spicca la Publitalia 80 Spa (43,7 milioni di euro divisi negli anni tra Psi, De, Pli, Pri, Msi, Lega Nord e Forzaltalia) .Aruota,figurano Gianmarco Moratti (12,3 milioni a Letizia Moratti ) e la Beta Immobiliare Sri ( 11,5 milioni al Pds ) seguiti, tra gli altri, dalla Mec Spa di Torino, holding legata alla famiglia Bonsi-gnore (4,8 milioni allo stesso VitoBonsignore) Bancalntesa (3,1 milioni ai Ds), Fininvest ( 3 milioni a Forza Italia ), il conte Giannino Marzotto ( 2 milioni di euro tra Forza Italia e Lega Nord), famiglia Caltagirone (1,5 milioni di euro in buona parte all’Udc), Autostrade Spa (1,1 milioni ad An,ForzaItalia, LegaNord, Udc, Udeur, Prodie Margherita), Mondadori (485mila euro a Forza Italia), Manutencoop (470mila euro tra Ds, Margherita e Ulivo), Confederazione generale dell’agricoltura ( 377mila euro divisi tra Ppi e singoli politici), Farmindustria (374mila euro tra Lega Nord, Forza Italia, comitato Rutelli e Pietro Folena ), ed Esselunga (335mila euro perlopiù a Forza Italia e Ccd ). Nella lista, con 467mila euro spalmati tra Lega Nord, Ds, Pd, Udc e Pdl, c’è anche laProgetto 90 Sri di Sergio Scaramellini, immobiliarista romano che da anni affitta appartamenti alla Cameradeideputati. Piùinbas- so, anche la Pizzarotti Spa di Parma (315mila euro) che nel 2008-2009 ha finanziato Forza Italia e Pdl. Sempre a Forza Italia, nel 2004 sono stati erogati 3 3 Ornila e uro dalla famiglia Riva ( Uva ), dalla Merloni elettrodomestici (41 mila euro) e dal-laAirOnediCarloTotochecon 90mila euro complessivi ha sostenuto anche An, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema. A guidare la classifica delle forze politiche “riceventi” è Forza Italia che inizia a incassare soldi nel 1994 (2,7 milioni) e raggiunge il culmine nel 2005 (18milioni). Apartire dal 2007 la cifra comincia a scendere drasticamente (726mila euro ) ma inizia a lievitare quella del Pdl, nato per volontà dello stesso Berlusconi dalla fusione tra Fi e An. La situazione tornerà a ribaltarsi nel 2013, quando la scissione interna tornerà a dar vita a Forza Italia (con la contestuale nascita del Ned di Angelino Alfano ) : al Pdl andranno 13,5 milioni, alla rinata Fi ben 15 milioni. A seguire, sul podio si piazzano i Ds (con 175 milioni) e la Margherita ( con 117 milioni). Ma a finanziare sono anche i singoli politici: guida la lista Paolo Vigevano, ex tesoriere del Partito radicale ed ex deputato Fi, che ha versato 4,2 milioni alla lista Pannella. Fausto Bertinotti (Pr e) ha finanziato il proprio partito con 1,7 milioni di euro, Emma Bonino (Radicali) ha fornito 1,5 milioni alla lista Pannella e Nichi Vendola (oggi Sei) ha dato 980mila euro al Prc.

    E vi pare poco ??

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