L’Eurocamera approva l’obbligo del “made in”: buone notizie per le eccellenze reggiane

16/4/2014 “E’ un passo decisivo per la tutela delle nostre eccellenze e prodotti e per valorizzare il patrimonio manifatturiero che, nelle nostre zone, rappresenta il vero valore aggiunto da cui ripartire. Stiamo parlando di migliaia di imprese che, da Reggio Emilia, raggiungono tutto il mondo grazie a una produzione di elevatissima qualità. E’ questa la forza del nostro territorio e il voto del Parlamento Europeo finalmente ci aiuta a sostenerla. E’ questa l’Europa che ci piace, non quella dei burocrati che mettono regole, ma quella di chi tutela le imprese e il saper fare”.

Così il Presidente di Lapam Confartigianato Erio Luigi Munari commenta l’approvazione, da parte del Parlamento europeo in seduta plenaria, dell’obbligo di indicazione di origine controllata contenuto nella proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti. In pratica, si definiscono nuove disposizioni in materia di made in per garantire la piena tracciabilità del prodotto, come già avviene nei principali Paesi aderenti al Wto (ad esempio Usa, Giappone, Canada e Corea). In base alle disposizioni approvate, tutti i prodotti dovranno quindi presentare il marchio ‘made in’ sulla propria etichetta per essere immessi nel mercato.

Per una volta l’Italia ha saputo fare squadra e ha raggiunto un risultato importante – sottolinea Munari – per garantire l’indicazione dell’origine dei prodotti. Le nuove norme colgono molteplici obiettivi: valorizzare il patrimonio manifatturiero dell’artigianato e dell’impresa diffusa, difendere il diritto dei consumatori a una corretta informazione sull’origine dei beni, combattere il fenomeno della contraffazione. Lapam Confartigianato – aggiunge Munari – si batte da sempre per una chiara e inequivocabile identificazione dell’origine dei prodotti e delle lavorazioni, perché il mondo cerca il Made in Italy e i consumatori sono disposti a pagare un premium price pur di avere un prodotto fatto in Italia, a regola d’arte.

A maggior ragione questo vale per Reggio Emilia e per la sua provincia, area a fortissima vocazione manifatturiera. In vista delle amministrative, che coinvolgeranno gran parte della provincia, occorre far sì che anche i futuri sindaci si rendano conto di questo: la situazione attuale non ci concede più ritardi o rinvii. Dobbiamo essere consapevoli dell’importanza del manifatturiero quale fattore di crescita, sviluppo, ricchezza e fare politiche conseguenti anche a livello locale”. 

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