Le gestioni dei centri sociali come le scarpe elettorali di Lauro? Botta e risposta tra Giovannini e Giunta

23/4/2014 – Il rinnovo delle concessioni dei centri sociali come le scarpe elettorali del comandante Laura nella Napoli degli anni Sessanta? Secondo Giacomo Giovannini, capogruppo e capolista di Progetto Reggio in vena di battute, è proprio così. Ma la Giunta risponde per le rime e lo smentisce, o almeno ritiene di smentirlo. Giovannini ha tirato in ballo anche le concessioni degli impianti sportivi, rinnovate nel 2012 – pochi mesi prima delle elezioni politiche – per ben otto anni.

“A fine 2012 – si legge in una nota – la Giunta retta dal Pd pensò bene di prolungare di ben otto anni la durata delle concessioni relative agli impianti sportivi, attualmente affidati alla fondazione per lo sport, senza intavolare nessuna discussione politica e nonostante vi fossero precisi indirizzi in merito.

Al di là delle banali giustificazioni addotte dall’Assessore competente (Mauro Del Bue, ndr.) i motivi erano chiari: dopo pochi mesi si votava per le elezioni politiche e inoltre con tale colpo di mano si è di fatto esautorata la nuova amministrazione comunale, che uscirà dalle prossime elezioni”.

E, aggiunge Giovannini, «al Pd dev’esser piaciuto quel metodo autoritario, poiché nei giorni scorsi sono state rinnovate le convenzioni con tutti i centri sociali, non per un anno, ma per due anni“.

L’amministrazione comunale ha replicato “a smentita” che «Il Comune di Reggio Emilia ha rinnovato le convenzioni con i Centri sociali alla loro naturale scadenza, con una determina dirigenziale del 30 dicembre 2013. Non nei giorni scorsi. E non vi sono quindi “nessi” di tipo elettoralistico. E’ seguito un lavoro tecnico, necessario a dare esecutività alle singole convenzioni».

Inoltre «La durata di due anni delle convenzioni è stata stabilita in considerazione dell’impegno, sottoscritto nelle nuove convenzioni, che obbliga i Centri sociali a dismettere le “slot machine”: un impegno civile del Comune di Reggio Emilia per superare gli eventuali fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo. Due anni è stato ritenuto un periodo necessario per completare il percorso di dismissioni e consentire al Centri sociali stessi di recuperare le risorse eventualmente venute a mancare».

Una motivazione nobile, ma per la verità non molto molto convincente: le gestioni dei circoli non hanno guadagnato abbastanza in questi anni in cui hanno fatto andare le slot a tutto spiano? La questione era già stata denunciata nella passata legislatura dall’allora consigliere Achille Corradini, spinto dalle prediche instancabili di don Ercole Artoni, ma la Giunta ha lasciato correre sino ad oggi.

E veniamo al rinnovo dell’affidamento degli impianti sportivi che – sostiene la Giunta – «non corrisponde a nessun intendimento autoritario, ma è stato semplicemente il presupposto tecnico-amministrativo per consentire alle società sportive, tramite la Fondazione, di continuare nella gestione dei medesimi impianti.

Non va dimenticato infatti che l’autogestione degli impianti sportivi è spesso per le società il presupposto per lo svolgimento dell’attività e per la città di Reggio Emilia è fonte di efficienza gestionale.

È stato nel novembre 2012, ben lontano quindi dalle scadenze elettorali dell’anno successivo (il 2013 non era scadenza naturale di legislatura), che il Comune di Reggio Emilia ha prorogato di otto anni la concessione degli impianti alla Fondazione per lo sport, la quale a sua volta, non provvedendovi direttamente, li affida in gestione alle società sportive.

Poiché le gestioni erano in scadenza nel giugno 2013, qualche mese prima si è resa pubblica – in maniera trasparente – una manifestazione di interesse, cui tutte le società sportive interessate avrebbero potuto partecipare.

Per consentire un affidamento almeno quadriennale, e garantire quindi alle società un minimo di continuità in questo loro impegno, da parte del Comune prima è stato necessario procedere ad una proroga della concessione degli impianti sportivi alla Fondazione.

Questo è stato un servizio alle società sportive, che con le loro gestioni consentono risparmi evidenti, e un provvedimento previdente.

Sei mesi dopo questo provvedimento, si sono affidati gli impianti alla gestione delle società sportive e non è superfluo sottolineare che ciò è avvenuto attraverso una manifestazione pubblica di interesse, in cui, grazie al senso di responsabilità di ognuno, si è potuto procedere agli affidamenti senza conflitti, consentendo a ciascuno di svolgere sul territorio della città quel ruolo insostituibile di presidio educativo e sociale».

«Tutto ciò con le elezioni politiche anticipate del 2013 non c’entrava nulla. Le concessioni degli impianti nel 2013 (a prescindere dalle vicende politiche nazionali) erano comunque in scadenza e gli impianti andavano dunque riaffidati. La delibera tecnica, istruita con molte settimane di anticipo, veniva assunta il 6 novembre 2012, quando non erano in campo crisi politiche nazionali, il governo di allora era ancora in carica e non erano state indette elezioni».

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