Sostegno economico agli esodati, voto unanime. Poi la sinistra, divisa sugli F-35, fa mancare il numero legale

8/4/2014 – Luci e ombre del consiglio comunale. Far saltare il numero legale per non affrontare temi scomodi, in questo crepuscolo di legislatura, sembra diventato uno sport per il Pd in Sala del Tricolore. Lo denuncia la cittadina deputata Maria Edera Spadoni, di M5S: «Pd e Sel presentano un ordine del giorno urgente al Consiglio Comunale di Reggio Emilia per aderire all’appello del 25 aprile 2014 all’Arena di Verona: una Giornata nazionale per la Pace e per il Disarmo perché “la resistenza oggi si chiama non violenza e la liberazione oggi si chiama disarmo”.

Giuste parole – scrive la deputata grillina – Il documento ricorda però con dettaglio gli impegni presi da Delrio e Renzi quando erano sindaci, impegni chiari per la rinuncia totale al programma degli F-35. Impegni disattesi, e così quel documento diventa un atto d’accusa. Un atto d’accusa su cui è saltato due volte il numero legale e l’intera seduta in Consiglio comunale». Le parole per avere dignità devono essere sostenute dai fatti – commenta la Spadoni: «E’ passato quasi un anno da allora ma nulla è cambiato. La cosa peggiore è però il pensiero di poter mentire -in modo costante e reiterato- ai cittadini. Basta, tutto questo deve finire».

Nondimeno, sempre ieri, il Consiglio comunale prima della conclusione traumatica della seduta, è riuscito a scrivere quella che Matteo Iotti (Progetto Reggio) definisce come “una data importante”. L’assemblea cittadina, con voto unanime, ha introdotto la possibilità per le persone a reddito zero di ottenere un aiuto economico dal Comune in cambio di lavoretti di utilità sociale. Una possibilità rivolta soprattutto agli esodati, che pugnalati alle spalle dalla riforma Fornero, non possono andare in pensione e si trovano senza reddito, senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.

«Siamo vicini agli esodati da anni, e da anni cerchiamo di far passare proposte che possano migliorare questa loro situazione – scrive Iotti –  Grazie alla battaglia che abbiamo portato avanti insieme a loro, ed in attuazione di una nostra proposta, il Consiglio Comunale ha unanimemente dato la possibilità, per le persone che attualmente sono in una situazione di reddito zero, di poter svolgere lavori per conto del Comune e, in cambio, ottenere un piccolo sostegno economico.

La nostra proposta ha un duplice vantaggio – aggiunge – Il primo che si dà la possibilità a chi ha perso il posto di lavoro di poter lavorare e di avere un piccolo contributo economico, il secondo è  di ottenere risparmi dal punto di vista del bilancio comunale.

La guerra economica in corso da qualche anno sta lasciando il segno nelle classi socialmente più deboli. Occorre un nuovo modo di approcciare al tema delle tutele e degli aiuti alle persone in difficoltà.

Un importante risultato ed un grande successo, considerata soprattutto la mancanza di competenza del Comune sulla materia del lavoro. Un progetto innovativo che auspico venga seguito anche da altri Comuni, con l’obiettivo di dare tutele alle persone che vivono oggi un momento difficile della propria vita, oltre chiaramente a consentire un alleggerimento della spesa comunale. Dopo tante battaglie, per la prima volta chi riceve un aiuto economico dal Comune “in cambio” presterà qualche lavoretto per conto dell’ente. Una rivoluzione copernicana nel sistema del welfare nel Comune di Reggio Emilia».

«Domani – annuncia infine Iotti – accompagnerò una delegazione di esodati italiani (tra cui alcuni esponenti di Reggio Emilia) a Bruxelles all’incontro con l’on. Claudio Morganti, parlamentare europeo di Io Cambio, al fine di accendere un faro di interesse da parte dell’Europa sul tema spinoso della riforma Fornero e degli esodati.

Io Cambio, il movimento fondato da Angelo Alessandri e ormai presente in diverse regioni, ha depositato il suo simbolo e correrà alle elezioni europee di maggio.

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