Il caso Sylve e lo scambio di bus: Seta manda a fondo la Municipale

3/4/2014 “Non è possibile né accettabile addebitare la responsabilità all’azienda. Respingiamo ogni riferimento a possibili negligenze o inadempienze da parte dei nostri dipendenti”.

E’ dura la replica del presidente di Seta Spa, Pietro Odorici, alle “insinuazioni” e prese di posizione “spesso ingiustificate” a proposito delle responsabilità sull’incredibile scambio di bus che ha fatto ripartire praticamente da zero l’inchiesta sulla morte di Sylvester Agyemang, lo studente 14enne ghanese di Rubiera morto il 18 gennaio cadendo da un bus della linea 2 alla fermata di Porta Santa Croce a Reggio.

La dichiarazione è stata diffusa all’indomani del nuova visita dei Carabinieri negli uffici di Seta, con il prelievo di registri e documenti che dovrebbero aiutare a far chiarezza sullo scambio di bus. Infatti sarebbe finito sotto sequestro il jumbo bus sbagliato: il 2 che arriva Reggio da Rubiera alle 7.01, su cui si è poi proceduto all’incidente probatorio in contradditorio fra le parti. Invece i testimoni hanno confermato che Sylvester era salito sul mezzo delle 7.10. Le conseguenze dell’errore sono molto serie anche per l’autista, iscritto nel registro degli indagati e che ha la patente sotto sequestro, che potrebbe non esser quello alla guida del mezzo dal quale è caduto il povero Sylve.

Odorici scarica la patata bollente (evidentemente è in grado di farlo) sulla Polizia Municipale, ora estromessa dalla indagini, e sul suo comandante Antonio Russo. Seta, rivendica il presidente, ha fornito “prontamente e senza reticenze tutte le informazioni e le documentazioni richieste dagli organi di polizia allo scopo di far luce sull’esatta dinamica dell’episodio e sulle persone coinvolte”. Come dire: se c’è stato errore, lo ha compiuto chi indagava. Cioè la Municipale, che ora e in piena tempesta al pari del Comune, che dovrà fronteggiare una situazione assai delicata. Già diverse voci si sono levate per chiedere le dimissioni di Russo, e c’è anche chi vuole quelle del prosindaco Ferrari.

E mentre è ormai evidente che nell’inchiesta sulla tragica morte di Sylvester c’è stato uno scambio tra i due autobus partiti da Rubiera, e conseguentemente tra gli autisti, l’indagine va avanti . Il secondo autista indagato, è stato interrogato e ha detto di non essersi accorto di nulla di strano, alla fermata di porta Santa Croce.

IL COMUNICATO DEL PRESIDENTE DI SETA

Afferma dunque Odorici: “In merito al possibile errore di individuazione del mezzo coinvolto nel tragico incidente avvenuto lunedì 13 gennaio in Viale Piave a Reggio Emilia nel quale ha perso la vita il giovane Sylvester Agyemang, la direzione aziendale di Seta esprime il proprio sconcerto per l’accaduto.

Riteniamo che – alla luce dei fatti accertati finora – non sia possibile né accettabile addebitarne la responsabilità all’azienda, che fin dai primi minuti successivi all’evento ha mantenuto una condotta corretta e responsabile. Non appena avvisata dell’incidente, Seta si è messa a completa disposizione dell’autorità giudiziaria, fornendo prontamente e senza reticenze tutte le informazioni e le documentazioni richieste dagli organi di polizia allo scopo di far luce sull’esatta dinamica dell’episodio e sulle persone coinvolte.

Respingiamo quindi ogni riferimento a possibili negligenze o inadempienze da parte del nostro personale.

L’accertamento dei fatti (compreso il sequestro dei mezzi) non compete a Seta, ma agli organi di polizia ed alle autorità inquirenti, sul cui operato facciamo pieno affidamento. Ciò vale anche per le eventuali responsabilità personali che dovessero emergere dalle indagini.

Attendiamo con serenità l’esito delle indagini ed auspichiamo che si possa fare chiarezza al più presto, in primo luogo per il dovuto rispetto delle persone coinvolte ma anche per ristabilire un clima più disteso attorno al tema del trasporto pubblico reggiano, oggetto in questi giorni di legittime critiche ma anche di insinuazioni e prese di posizione (non di rado imprecise e strumentali) che non trovano alcuna giustificazione e non sono di alcuna utilità”.

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