I francesi ci rispettano. Un bel po’ di soldi nel contratto firmato alla Oto Fives di Boretto

4/4/2014 – Accordo raggiunto alla Fives Oto di Boretto, ex controllata del gruppo Marcegaglia recentemente ceduta alla Multinazionale francese Fives. La Fives Oto (già Oto Mills) ha 178 dipendenti, ed è una società di engineering e automazione, specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti ‘chiavi in mano’ ad alta tecnologia destinati al settore metallurgico.

Ne dà notizia la Fiom di Reggio Emilia, secondo cui «l’accordo prevede importanti interventi sia sul versante delle normative che sulle parti economiche. Ad un premio di risultato massimo erogabile di 1600 euro annui, si aggiungono il riconoscimento di una indennità di produttività individuale collegata alle giornate di effettiva prestazione di 200 euro annui, oltre ad un incremento strutturale della retribuzione di 50 euro mensili a regime (1.12.2015, cifra che aumenta di quasi il 40% il valore della retribuzione stabilito nell’intesa separata nazionale sottoscritta tra Fim-Uilm e Federmeccanica».

Inoltre «viene riconosciuto un valore di integrazione del trattamento mensa che dimezza gli attuali costi a carico dei lavoratori» e l’istituzione di una nuove voce salariale (indennità di mansione) a partire però dal 2018.

Sottolinea ancora il sindacato di via Roma: «Dal punto di vista normativo diventano operativi i contenuti della cosiddetta “carta rivendicativa” della Fiom, stabilendo che non esiste nessuna penalizzazione del trattamento economico di malattia (inserita invece nel Ccnl separato del dicembre 2012). Stabilisce che le prestazioni supplementari sono attuabili (straordinario e flessibilità nella misura massima rispettiva di 40 e 64 ore anno) solo tramite il raggiungimento di apposite intese aziendali e che tra dipendenti Fives Oto e lavoratori somministrati vige un criterio di parità retributiva. Sono inoltre stabilite 2 pause collettive giornaliere per un totale di 25 minuti (7 ore e 35 minuti di effettiva prestazione pagate 8), uno schema di orario flessibile per gli impiegati (entrata ed uscita giornaliera in una forbice massima di 30 minuti), ed una serie di interventi specifici sul tema della salute e sicurezza in azienda».

Si tratta di una intesa rilevante, sia sul piano politico che per gli avanzamenti nella condizione concreta di chi lavora in Oto – dichiara Marco Begnozzi della Fiom che ha seguito la trattativa – Siamo molto soddisfatti anche per il dialogo che siamo riusciti a costruire con la nuova proprietà, insediata in tempi molto recenti,  e alla quale devo dare atto di un approccio sicuramente positivo. C’è uno snodo fondamentale nel mese di aprile quando dovremo discutere il piano di investimenti per Oto e definire così il profilo industriale per il futuro del sito produttivo”.

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