Fotografia Europea dal 2 maggio. C’è pure Herbert List

Fotografia Europea 2014: VEDERE – UNO SGUARDO INFINITO
(2 – 4 maggio 2014 – Mostre fino al 15 giugno)

Preview per la stampa martedì 29 aprile ore 11 da Palazzo Casotti
Inaugurazione venerdì 2 maggio ore 18 – Chiostri di San Pietro

22/4/2014 – Tra le mostre d’eccezione della nona edizione di Fotografia Europea c’è la retrospettiva dedicata a Herbert List, The Magical in Passing. Un centinaio di opere  per restituire l’intera ricerca dell’artista tedesco dell’agenzia fotografica Magnum.

Ospite speciale dell’edizione 2014 di Fotografia Europea è Magnum Photos. La storica agenzia fondata nel 1947 da giganti della fotografia mondiale tra cui Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, oggi operativa attraverso quattro uffici a New York, Londra, Parigi e Tokyo, è protagonista di diversi appuntamenti il primo dei quali consiste nella retrospettiva dedicata a Herbert List The Magical in Passing che sarà allestita nei Chiostri di San Domenico dal 2 maggio al 15 giugno. Curata da Peer-Olaf Richter, la mostra comprende un centinaio di opere provenienti da Herbert List Estate.

Intento della retrospettiva è restituire l’intera ricerca dell’artista tedesco, presentando  i capolavori rigorosamente  in bianco e nero accanto ad opere meno note. Il risultato è un viaggio visivo che accompagna il visitatore dagli enigmatici scatti notturni, attraverso composizioni surreali e cupe, alla abbagliante luce del Mediterraneo che si riflette sui corpi di giovani uomini e sulle rovine dell’antica Grecia. Proseguendo attraverso i ritratti di celebri artisti del ventesimo secolo si giunge alla dichiarazione d’amore di List per l’Italia e alla celebrazione dell’eterna bellezza della vita. The Magical in Passing è una coproduzione The Herbert List Estate e Magnum Photos in collaborazione con Silvana Editoriale e Fotografia Europea. La mostra viene presentata per la prima volta a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea.

All’età di 70 anni, ripensando alla sua carriera, Herbert List disse che aveva mirato “non sempre con successo, a ritrarre oggetti il cui significato sotteso si rivelasse in se stesso”. I tentativi più efficaci furono quelli in cui riuscì ad afferrare la magia del momento in modo quasi fortuito. La capacità di catturare il momento en passant, cogliendone il significato più evanescente nel perfetto magico istante, caratterizza le sue immagini migliori. “Tali immagini irradiano un’aura che né la logica né l’estetica possono spiegare.”

Questa selezione di 100 opere getta nuova luce sull’opera elusiva del fotografo tedesco e sul perché sia così difficile classificarne il lavoro. (info www.fotografiaeuropea.it).

Biografia

Nato in una ricca famiglia di commercianti, Herbert List inizia la sua carriera studiando letteratura e storia dell’arte e realizzando fotografie senza alcuna pretesa artistica. Nel 1930, grazie all’incontro con Andreas Feininger, fotografo del movimento Bauhaus, scopre la Rolleiflex. Sotto l’influenza degli artisti del movimento Bauhaus e del Surrealismo, List sviluppa presto un suo personale linguaggio visivo affine al Realismo Magico.

Nel 1936, costretto ad abbandonare la Germania nazista, deve rapidamente trasformare il suo hobby in professione. Lavorando in seguito a Parigi e a Londra per “Harper’s Bazar”, rimane insoddisfatto delle sfide della fotografia di moda. List, quindi, si concentra sul suo progetto Fotografia Metafisica realizzando nature morte simili ai dipinti di Max Ernst e Giorgio de Chirico. Meno di un anno dopo la Grecia e l’Italia diventano il principale interesse di List e Atene la sua residenza temporanea, dove spera di sfuggire alla guerra. Immortalando gli antichi templi, le sculture e i paesaggi crea un diario fotografico della vita del Mediterraneo, che include le sue famose immagini di giovani uomini. Con gli occhi di un poeta, List fotografa anche i grandi artisti del suo tempo, da Picasso a Morandi, dalla Magnani alla Dietrich.

Dopo la guerra Herbert List incontra Robert Capa e decide di entrare a far parte dell’agenzia fotografica Magnum. Qui scopre la fotocamera 35mm e il suo lavoro diventa più spontaneo e viene influenzato dal suo collega della Magnum, Henri Cartier-Bresson, e dal Neo-Realismo Italiano. Dopo il 1965 perde interesse per la fotografia, ma ancor oggi le sue immagini si possono trovare nelle maggiori collezioni fotografiche del mondo.

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