Consorzio fidi Cofire: patrimonio solido. Accordo con Romagna e Parma, più garanzie per gli associati

15/4/2014 – Si è tenuta l’assemblea annuale di Cofire – Consorzio fidi Industrie Reggio Emilia – sotto la presidenza di Giancarlo Armani. L’assemblea ha letto il nuovo Direttivo, così formato:  Armani Giancarlo, Carretti Mauro, Casini Federico, Castagnetti Renzo, Ferrari Piero, Reverberi Gionata, Ricco Oscar, Riva Luciano, Zanasi Gianni.

Collegio sindacale: Guarnieri Sandro (presidente), Macchioni Elisabetta, Saccani Sara sindaci effettivi, Iotti Elena, Pazzini Monica sindaci supplenti.

Comitato tecnico: Faroni Aldino, Ghidoni Ettore.

Nella sua relazione, Armani ha sottolineato come, a scadenza del mandato triennale, l’amministrazione uscente lascia un consorzio fidi particolarmente solido dal punto di vista patrimoniale, e con una notevole mole di attività: «Questa amministrazione che ha da poco tempo concluso il suo mandato lascia un Consorzio fidi con i conti in ordine: 117 milioni di euro erogati nel triennio  per 1.685 pratiche di finanziamento gestite, 662 industrie socie ed un patrimonio sano (2.606.139 euro), con perdite estremamente contenute (146.567 euro nei tre anni) e, alla data odierna completamente disponibile, ovvero  non minato da insolvenze o sofferenze in corso. Cofire si colloca in tal modo tra i Confidi maggiormente operativi ed organizzati.”

Tutto questo, ha aggiunto Armani, nonostante che il 2013 sia stato un anno molto difficile, «sia per Cofire nella gestione delle sue attività, sia più in generale per le imprese – La ripresa economica, e quindi della produzione, tarda ad arrivare nonostante le previsioni di qualche esperto che dà superata la crisi. Le nostre imprese inoltre sono gravate da tanti e troppi oneri, costo dei servizi, costo del lavoro, fiscalità, sono molte le aziende industriali, che dal nostro osservatorio, realizzano investimenti al di fuori del nostro paese, ma non sempre per motivi di penetrazione commerciale bensì per la gravosità dei costi gestionali per chi produce in Italia. Io credo che si debbano creare le condizioni affinché le imprese non cedano a tali tentazioni e realizzino gli investimenti sul territorio.

I confidi che si sono trasferiti sull’art. 107 (trattato come vero e proprio Istituto di credito e quindi sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia)  – ha aggiunto –  oltre che  affrontare burocrazie e costi di gestione della vigilanza particolarmente onerosi, costi che si riversano sulle imprese finanziate, sono colpiti da perdite elevatissime, tanto che diversi di essi hanno dovuto interrompere o sospendere l’attività.

Mentre la convinzione che un Confidi art.107 abbia dalle banche, in cambio della garanzia cosiddetta “eligibile”, tassi di interesse per le aziende nettamente inferiori si è rivelata una effimera chimera. Si consideri poi che per i Confidi art. 107 essi sono sottoposti all’obbligo di osservare un rapporto tra patrimonio e finanziamenti erogati, con la conseguenza che se raggiunta la soglia massima di tale rapporto nessun ulteriore finanziamento potrà essere concesso alle imprese, sono circa 41 i Confidi 107 che rischiano la diffida della Banca d’Italia sia per perdite che per lo sforamento del rapporto patrimoniale».

«Questo è il motivo sostanziale per il quali Cofire, ma anche la maggioranza dei confidi, cerca di configurare la propria collocazione sull’art. 106. Gli inviti che da diverse parti giungono per progetti di fusione finalizzati ad approdare sull’art. 107 T.U.B. non raccolgono pertanto il nostro favore, ma non siamo certamente contrari a sinergie con altri confidi, tanto è vero che abbiamo nel mese di febbraio sottoscritto un accordo di rete con il Confidi Romagna (competente per le province di Forli-Cesena, Ferrara, Ravenna, Rimini) e Unionfidi Parma finalizzato appunto a porre in sistema il meglio di ciascuno di noi, il tutto volendo aumentare la qualità e la quantità di servizi alle imprese.

La rete ha già raccolto un primo risultato operativo,  è infatti possibile per i nostri associati essere assistiti sulle pratiche mediocredito, ovvero con la cosiddetta garanzia MCC essendo il Confidi Romagna certificato dallo stesso mediocredito, sarà pertanto possibile su determinate pratiche offrire al sistema bancario garanzia MCC oltre a quella Cofire, raggiungendo una percentuale particolarmente elevata (70%) anche per le aziende della Provincia di Reggio Emilia socie di Cofire».

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