Ha chiuso via mail la sede reggiana, e ora Cosepuri strapazza i soci: “Cosa volete davvero?”

3/4/2014 – Con un comunicato dal titolo «Che cosa si propongono di ottenere realmente i soci di Reggio Emilia?», il presidente della società cooperativa Cosepuri di Bologna, Gino Onofri, replica alle affermazioni dei soci reggiani, insorti con manifestazioni dopo la chiusura “via mail” della sede locale, e della legale Silvia Piccinini.

«La scelta operata da Cosepuri non avrà alcuna ricaduta o effetto negativo sui soci», ma al contrario «è finalizzata a tutelare la loro attività a fronte di una crisi contingente sempre più grave». E aggiunge: «Mantenere aperto l’ufficio dislocato a Reggio Emilia comportava costi gestionali altissimi (oltre € 150.000 annui) senza alcun ritorno in termini di vantaggi o sviluppo lavorativo». Da qui la domanda su quali siano le “reali finalità” dei soci reggiani. Resta il fatto che la chiusura dell’ufficio con il licenziamento di due dipendenti, e l’impoverimento di Reggio sul fronte dell’attività di logistica, è avvenuto appena un anno dopo la fusione di Cosepuri con il ramo bus di Transcoop.

Ecco il comunicato del presidente di Cosepuri.

 «A fronte delle dichiarazioni rese dai soci di Reggio Emilia e dal legale che li assiste,  che delineano una rappresentazione dei fatti distorta e inesatta, Cosepuri si vede costretta a replicare per ripristinare la veridicità di quanto sta accadendo.

In primo luogo i soci di Reggio Emilia non sono “soci lavoratori” ma imprese associate pertanto nei loro confronti non vi è stata, né poteva esservi, alcuna risoluzione del rapporto in essere. Non solo, la scelta operata da Cosepuri non avrà alcuna ricaduta o effetto negativo né sulla loro condizione lavorativa né sui loro diritti, ma, al contrario, è finalizzata a tutelare l’attività dei soci stessi a fronte di una crisi contingente sempre più grave che sta investendo l’intero assetto economico e il settore del trasporto in particolare.

Mantenere aperto l’ufficio dislocato a  Reggio Emilia comportava costi gestionali altissimi ( oltre € 150.000 annui), che sarebbero ricaduti inevitabilmente su tutti i soci della Cooperativa e soprattutto su quelli di Reggio Emilia, senza alcun ritorno in termini di vantaggi o sviluppo lavorativo.

 La scelta operata è stata quella di accentrare e ottimizzare le funzioni amministrative razionalizzando così i costi gestionali e sviluppando un assetto più funzionale e tecnologicamente attualizzato nella ricezione dei servizi richiesti dai clienti che continueranno, normalmente, ad essere distribuiti e assegnati ai soci di Reggio Emilia.

Così come sarà  mantenuta e semmai incrementata l’attività commerciale capillare, svolta anche direttamente sul territorio e da sempre portata avanti e  promossa dalla Cooperativa a favore dei soci di Reggio Emilia.

D’altra parte  la critica congiuntura economica del momento nota a tutti e che in particolare sta riguardando il settore dei trasporti, rende oggi più che mai necessario la continua trasformazione di modalità improduttive e costi ingiustificati in nuove risorse da investire, unica possibilità per poter rimanere competitivi  e mantenere la opportunità di lavoro in un mercato difficile.

Del resto i soci di Reggio Emilia erano già a conoscenza non solo delle scelte che si intendevano attuare, ma anche della grande profusione e dispendio di energie economiche e umane messi a disposizione da Cosepuri dalla data di fusione ad oggi.

Non ultimo, tali soci sono consapevoli del trattamento di privilegio di cui attualmente stanno ancora godendo rispetto alla maggioranza dei soci della Cooperativa, potendo  svolgere non solo i servizi assegnati dalla stessa ma anche, parallelamente, servizi in piena autonomia, contattando direttamente i potenziali clienti e concordando con loro direttamente le tariffe, acquisendo così  un fatturato ulteriore, ad esclusivo loro vantaggio e sottraendo di fatto possibili clienti e fatturato alla Cooperativa della quale fanno parte.

Resta quindi la perplessità per l’atteggiamento assunto e le dichiarazioni rese, nonché senza risposta  la legittima domanda di quali siano le reali finalità che i soci di Reggio Emilia intendono perseguire con il loro comportamento».

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