Caos trasporti Seta, torna la rivolta. Donatella Prampolini racconta di un’assemblea infuocata

24/4/2014 – Chi pensava che dopo l’ira seguita alla tragedia di Sylvester , lo studente di 14 anni morto il 18 gennaio alla fermata di Porta Santa Croce cadendo da un bus della linea 2, sarebbe tornata la normalità, si è sbagliato di grosso. Nulla è cambiato nella disastrosa situazione del trasporto Seta, e gli studenti sono di nuovo sul filo della rivolta.

Il disastro di una gestione su cui nessuno interviene (evidentemente gli enti locali soci non contano più niente) è stato denunciato per l’ennesima volta l’altra sera nel corso di un dibattito sulla scuola organizzato dall’associazione studentesca Novarès, che ha organizzato un confronto con i candidati sindaci di Reggio. I ragazzi e i loro genitori hanno alzato la voce sul caos delle ore di punta quando i bus urbani diventano carri bestiame (provare per credere), sui ritardi insostenibili della linea 2 e sulle partenze a porte aperte. Non è più disagio: è esasperazione. Se n’è fatta portavoce la candidata a sindaco di Reggio Donatella Prampolini, che ha partecipato all’incontro di Novarès

Scrive la Prampolini: «Così come era successo con altre società partecipate . Iren ne è un esempio lampante – l’aumento della dimensione aziendale in termini di fatturato e di area vasta non ha assolutamente prodotto i benefici sbandierati dalle amministrazioni.  Anche nel trasporto pubblico il costo dei servizi non è calato e la qualità dei servizi è peggiorata. Inoltre, avere la “testa” di queste società lontana dai territori serviti fa sì che sia un’impresa titanica cercare risposte alle più semplici e banali domande». E aggiunge: «Da genitore, prima ancora che da candidato sindaco, mi rifiuto di pensare che si debba vivere quotidianamente nell’ansia, in attesa del ritorno dei figli, per paura che qualcosa vada storto.

Anche senza arrivare alle conseguenze tragiche di gennaio, ci sono state riportate situazioni gravissime, di autobus che partono con le porte aperte, di pensiline inesistenti, di resse per accaparrarsi un posto in piedi, in quanto negli orari di entrata e di uscita dalle scuole l’offerta è del tutto insufficiente. Occorre una gestione diversa,secondo la Prampolini, che parta dal recupero delle risorse per fare manutenzione del parco mezzi, attraverso un sistema più rigido di controllo dei “furbetti”». In una parola, adottare sistemi che permettano di azzerare l’evasione: «Le famiglie degli studenti pagano regolarmente gli abbonamenti, accollandosi anche il costo di coloro che durante il giorno si sentono in diritto di usare i mezzi della collettività gratuitamente».

«Nel nostro programma elettorale abbiamo molto bene il sistema per impedire che queste situazioni si verifichino consentendo, con le risorse recuperate, di ridare dignità al trasporto pubblico. Inoltre, in assenza di possibilità di aumentare le corse e i mezzi, occorre ridefinire le priorità, aumentando la presenza nelle fasce orarie “calde” e diminuendo la frequenza nelle tratte che hanno pochissimi passeggeri».

La sicurezza dei passeggeri, specialmente dei ragazzi e degli anziani, deve essere una priorità per una città che si vuole definire “delle persone”. E’ inaccettabile che le fermate siano munite di pensiline inesistenti e inadeguate, soprattutto perché abbiamo avuto una prova concreta di ciò che può accadere.

In ultimo «va ripensata la viabilità reggiana in generale. Siamo a 40 minuti da Milano, con l’alta velocità, ma il piano della mobilità, il più fumoso della storia, non ha assolutamente risolto i problemi dei reggiani che devono arrivare in stazione e spesso impiegano più di un’ora, nelle fasce orarie di uscita dalle scuole, per attraversare la città».

Colpa di una classe dirigente che «godendo di una autoreferenzialità derivante da settant’anni di monocolore, ha smesso da tempo di confrontarsi con la città».

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