La tragedia del Magati: oggi i funerali di Andrea e del padre Enrico, uniti nell’addio

23/4/2014 – Oggi pomeriggio, mercoledì alle 15, nella chiesa romanica di San Faustino di Rubiera, i funerali di Andrea e Enrico Degani, le vittime della stessa, immensa tragedia che ha avuto per teatro l’ospedale Magati di Scandiano.

Andrea, il figlio ricoverato in Medicina, ucciso con un colpo di pistola sparato dal padre. Enrico, il padre malato di tumore, che subito dopo aver sparato al figlio ha rivolto la pistola contro di sé.

Le salme arriveranno dall’istituto di Medicina Legale di Modena. E’ prevedibile un grande afflusso, considerato lo sgomento che il fatto ha suscitato in quanti hanno conosciuto i due Degani.

Un fatto che, sul piano giudiziario, può già considerarsi concluso come un omicidio, quello del padre, seguito immediatamente dopo dal suicidio dello stesso genitore. La successione dei fatti, della quale c’è una testimone praticamente diretta, una donna che nella stessa stanza del Magati assisteva un altro degente, non lascia dubbi: prima sente, al di là del divisorio che separa i letti, il figlio che si lamenta con il padre per i propri problemi legati alla tossicodipendenza, poi lo sparo, subito dopo il quale Enrico, il padre, va nel bagno della stanza e, mentre la testimone si precipita in corridoio per cercare aiuto, echeggia un altro sparo. La rapida successione temporale di questi fatti non lascia spazio ad altre ipotesi.

Per puro scrupolo il sostituto procuratore Pier Cristina Giannusa ha disposto anche lo stub, cioè la ricerca delle sostanze prodotte dall’esplosione, sulle mani del padre. Non sono state trovate lettere di spiegazioni, messaggi o altro, la stessa moglie e madre non aveva avvertito alcun segnale nel comportamento di Enrico.

Pubblichiamo di seguito il commovente ricordo di Andrea scritto in un post a Reggio Report da una ragazza che l’anno scorso aveva condiviso con lui momenti difficili, di sostegno reciproco e amicizia autentica. “Amava molto la sua famiglia, molto la madre e anche il padre. Ne parlava commosso, con il verde delle praterie che aveva negli occhi bagnati. Gli scrisse anche una lettera per ringraziarli di quello che avevano fatto per lui”.

LINDA RICORDA ANDREA DEGANI: “AVEVA UNA GRANDEZZA INTERIORE COME POCHI”

Andrea Degani, ucciso dal padre Enrico all'ospedale Magati di Scandiano

Andrea Degani, ucciso dal padre Enrico all’ospedale Magati di Scandiano qualche sera fa

Ho conosciuto Andrea l’anno scorso, in questo periodo. Era una persona di una grandezza e di uno spessore interiore come pochi, viveva in sè tutta la frustrazione che il fallimento poteva portare. Amava la sua famiglia, molto la madre ed anche il padre. Del fratello parlava poco. Abbiamo passato giornate intere a parlare di noi e delle nostre paure e a scambiarci abbracci che ci mancavano così tanto nella voragine in cui eravamo entrambi.
Ci conoscemmo in una struttura, io dopo un percorso di anni in una comunità vicino a Brescia, lui dopo mesi di strada. Si ritrovò a scegliere di entrare nella mia stessa comunità, forse memore di come vedeva me, senza dubbio più forte di lui in quei momenti. Il mio percorso era stato diverso dal suo, a detta e a ragione del SERT. Tante lettere tra noi, molto affetto. Ci cercavamo, ci mancava quell’affetto che tra noi aveva potuto nascere, quindi mi sento di dire che Andrea si era perso, non sapeva più tornare, ma sapeva ancora provare affetti ed emozioni pure. Combatteva, si vedeva dai suoi occhi talvolta sofferenti, ma finché aveva quell’affetto resisteva. E dal suo abbraccio capii l’immenso valore del suo affetto e dell’uomo che potenzialmente avrebbe potuto essere .
Non lo dimenticherò mai, l’ho conosciuto in un contesto sincero, nudo come ogni re che si spoglia delle sue menzogne e zavorre.
Scrisse ai genitori, per ringraziarli di tutto ciò che per lui avevano fatto, ma non so se poi ebbe il coraggio di spedire quella lettera, io credo di sì. Per come ne parlava era molto affezionato ad entrambi i genitori, ne parlava commosso, con il verde delle praterie che aveva negli occhi bagnati.
Ora io vivo libera da sostanze, ma sempre all’erta, l’errore mi costerebbe la vita, ne sono consapevole. Andrea non ce l’ha fatta, forse era molto più sensibile di me, a volte, ma rimarrà SEMPRE nel mio cuore e nella mia mente. Andrea era una persona impossibile da dimenticare

(LINDA, e-mail)

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