“Ucraina, niente può giustificare Putin”. Lettera da Kiev di Paolo Belli, economista di Castelnovo Monti

6/3/2014 – Una importante testimonianza sulla situazione in Ucraina arriva da Paolo Belli, economista originario di Castelnovo Monti, sposato con due figli, funzionario della Banca Mondiale. E’ da tempo a Kiev a dirigere il progetto Ucraina.  Per ragioni di sicurezza la famiglia ha lasciato il Paese.

Ha inviato una lettera al direttore di Repubblica per contestare le affermazioni di un articolo di Barbara Spinelli pubblicato mercoledì 5 marzo: «Ritorno all’Ottocento».

Scrive Belli: «Nel nuovo governo non ci sono forze neonaziste, la comunità ebraica si è schierata apertamente a favore della rivolta. Da quando i rivoltosi hanno assunto il controllo di Kiev non un negozio è stato saccheggiato, non un episodio di violenza e intimidazione è avvenuto».

Ecco la lettera dell’economista Paolo Belli.

«Sono un funzionario della Banca Mondiale, e lavoro e vivo a Kiev da quasi quattro anni. Ho seguito, sia dal punto professionale che personale, la rivoluzione di Kiev molto da vicino.  Con tutto il rispetto, secondo me l’articolo della Spinelli è disinformato…  
Contiene delle affermazioni vere, mischiate però con inesattezze e delle vere e proprie menzogne. 
Partiamo dalle inesattezze:– Non e’ vero che nel movimento rivoluzionario Ucraino e nell’attuale governo ci siano forze “neonaziste”. I rappresentanti della comunita’ ebraica ucraina, incluso il rabbino capo, si sono schierati apertamente a favore della rivolta. Forse che gli ebrei ucraini sono tutti impazziti per schierarsi apertamente a fianco di nazisti?

In realta’, fra i principali rappresentanti del movimento e del nuovo governo, inclusi il Primo Ministro Yatsenuk, ci sono ebrei, persone di origine ebraica e/o molto vicini alla comunita’ ebraica. E’ vero che ci sono attivisti nazionalisti, ed è vero che alcuni di questi (il partito Sloboda, che e’ uno dei tre partiti della coalizione che e’ adesso al governo) vedono in Bandera un esempio passato di lotta coraggiosa contro l’occupazione russa. L’odio di Bandera per l’occupazione e le nefandezze staliniste, incluso l’olocausto di 10 milioni di contadini kulaki e delle loro famiglie nel 1932-33, li porto’ inizialmente ad accogliere gli invasori tedeschi, romeni, italiani ed ungheresi quasi come liberatori.

C’e’ una bella differenza fra l’essere nazionalisti, magari ignoranti della storia, come sicuramente alcuni dei dimostrati sono (se mi permette, anche il nostro mitico Giuseppe Garibaldi potrebbe essere categorizzato come un “nazionalista ignorante”), ed essere nazisti. I metodi della rivolta, basati prima sulla resistenza pacifica e poi sull’attacco frontale del palazzo del Presidente senza uso di armi da fuoco, gli slogan cantati, e tutto il resto, non sono stati metodi di lotta ne’ fascisti ne’ tanto meno nazisti.

Lei deve anche sapere che non un solo negozio è stato saccheggiato, e non un solo episodio di violenza o intimidazione verso minoranze è avvenuto da quando i rivoltosi hanno assunto il controllo di Kiev due settimane fa’. Il modo in cui Yanukovich, Azarov e le forze speciali di polizia hanno combattutto la rivolta, facendo sparire le persone di notte o dagli ospedali (213 ancora ufficialmente scomparse ad oggi), torturandole, e alle fine sparando sulla folla inerme, questi sì che sono stati metodi fascisti e nazisti.

– Non e’ assolutamente vero che ci sia stata alcuna minaccia ai cittadini della Crimea che possa in alcun modo giustificare l’invasione di Putin. Putin non e’ in Crimea per proteggere gli abitanti della Crimea. La Crimea gode di ampia autonomia (ha anche un suo Primo Ministro), e la convivenza fra Russi, Ucraini e Tartari è stata sempre pacifica negli ultimi venti anni, da quando esiste la nazione ucraina. In realtà, la Russia si e’ impegnata a rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina, inclusa la Crimea, quando l’Ucraina ha rinunciato alle sue testate atomiche (piu’ di 70) e ha firmato il procolllo di Budapest nel 1994. Nel 1991, al voto per l’indipendenza dell’Ucraina dall’URSS, il 55 percento dell’elettoratto della Crimea votò a favore.

– Non e’ vero che i cittadini Ucraini di lingua russa siano Russi. In Ucraina piu’ del 50 percento della popolazione, con l’esclusione dell’Ovest del paese, parla russo ogni giorno. La lingua e il senso di appartenenza alla nuova nazione Ucraina non sono conseguenti o dipendenti l’uno dall’altro. La maggior parte delle persone in Maidan, dove sono stato molte volte, parla russo, non ucraino. Il russo fino a venti anni fa era l’unica lingua accettata nella scuola, circoli accademici, e l’ucraino si poteva parlare praticamente solo a casa. Per questo il russo è così prevalente ancora oggi, e per questo c’è nell’ovest del paese un certo revanscismo per reintrodurre la lingua ucraina.
La parte dell’ articolo della Spinelli che trovo delirante e’ la parte in cui lei accomuna l’America e la Russia di Putin come nazioni solo dominate dalla “ricerca di profitto e potere” Queste frasi massimaliste mi ricordano il linguaggio delirante dell’era staliniana e dello sterminio dei kulaki, quando se un contadino aveva due vacche veniva automaticamente catalogato come nemico del popolo e sterminato perche’ corrotto dalla “ricerca del profitto”. Anche la lotta al terrorismo condotta dagli Stati Uniti e l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, o la lotta con i droni, anche se non le ho condivise, non possono certo essere paragonate all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, come scrive la Spinelli. C’era un attacco terroristico sugli USA e l’Europa (si ricorda i morti di Londra e quelli di Madrid?), e la necessita’ di difendersi.Al contrario, gli USA ancora una volta stanno provando di essere una delle poche nazioni dove la spinta ideale ha un peso nelle scelte di politica estera; è la nazione che ha preso la posizione più chiara in difesa della rivoluzione di Kiev. Si vada a leggere il discorso del Segretario di Stato Kerry ieri a Kiev.  Il mio sogno sarebbe vedere un politico Italiano fare un discorso simile. Peraltro gli Stati Uniti sono l’unico paese che per il momento ha dato aiuti finanziari al nuovo governo di Kiev, con decisione presa proprio ieri.

In generale, il suo articolo non coglie assolutamente il dato di fondo di quello che sta succedendo, cioè la reazione scomposta di un dittatore, Putin, di fronte alla prima rivoluzione popolare in un paese slavo ex-sovietico, che è riuscita a denunciare e alla fine spodestare un altro dittatore ladro e criminale, Yanukovich. Lo slogan della rivoluzione e’ stato: “Via la mafia!” Ha poco a vedere con l’Europa di oggi, purtroppo. L’Europa è stata vista dai dimostranti come un simbolo e un baluardo di libertà e democrazia. Se al Cremlino ci fosse stato un regime democratico e non corrotto, i manifestanti avrebbero issato bandiere Russe, invece che Europee.

Articoli come quello della Spinelli, che mettono tutto in un unico calderone infarcito di inesattezze e bugie, finiscono solo per confondere la realtà e la gente: “Siccome sono tutti uguali, meglio starne fuori”. Sarebbe meglio raccontare la verita’ con un minimo senso di responsabilità e rispetto per gli eroi che nella battaglia di Kiev andavano incontro armata solo di scudi alla polizia che sparava loro addosso, o per le vittime torturate e uccise nei garage del ministero degli Interni dagli aguzzini di Yanukovich.

Cordiali saluti,
Paolo Belli

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. daniele gallina Rispondi

    16/02/2016 alle 08:42

    Leggerti a distanza di due anni non e’ nemmeno comico, nemmeno ridicolo. Solo “teneramente” di parte. Anche questi tristi personaggi prima o poi apriranno gli occhi sulla realtà. La manipolazione delle masse e una scienza vecchia come il mondo, e la relativa applicazione usata come paravento per scopi economico finanziari. Non esiste nulla di nuovo sotto il sole…fondamentale e’ mantenere le masse prive di cultura, con la carotina di falsi ideali consumistici e il bastone che significa: togliergli tutto! Bravi !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *