Tre indagati per i soldi della Consulta emiliani all’estero, e bufera sull’Istituto Santi. Ma la Regione sapeva o no?

19/3/2014 – “Ci sono tre indagati per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna nell’inchiesta della Procura di Bologna sulla consulta per gli emiliano-romagnoli all’estero, organismo costituito in seno all’ Ente regionale”. Lo scrive l’Ansa. Al centro delle indagini della squadra mobile i finanziamenti ottenuti da associazioni che non avrebbero requisiti utili per ottenerli e gli indagati, secondo quanto si apprende, sarebbero persone legate alle associazioni.

Nel calderone delle polemiche, stavolta politiche, è finito anche l’Istituto Fernando Santi di Reggio Emilia, presieduto da Nando Odescalchi (già segretario provinciale del Psi) che ha definito la vicenda «una tempesta in un bicchier d’acqua»).

L’indagine della Procura ha preso il via dopo l’arrivo di un esposto anonimo molto dettagliato.  La notizia  – scrive oggi Prima Pagina – non viene confermata né smentita in Procura.

Nei giorni scorsi la consigliera regionale reggiana Liana Barbati, capogruppo dell’IdV, aveva spulciato le spese della Consulta, nata per assicurare legami tra il territorio regionale e le comunità emiliane all’estero. «Fra il 2008 e il 2013 – afferma Barbati – a tre associazioni sono andati contributi per 303 mila euro: sono l’Istituto Santi – che da solo ha ottenuto 161 mila euro – il Comitato tricolore per gli italiani nel mondo e l’Mcl Emilia-Romagna. Nel 2008 su sette progetti vincenti quattro sono stati presentati dal Santi. Idem nel 2009, in cui l’istituto ha ottenuto 340 mila euro di contributi. Ho chiesto l’abolizione della Consulta – ha dichiarato Liana Barbati – con un progetto di legge ad hoc perchè penso sia ora di verificare in maniera più puntuale e veloce la validità delle iniziative».

Ribatte Odescalchi attraverso la Gazzetta di Reggio: «Da anni attraverso l’Istituto Fernando Santi organizziamo iniziative di estrema importanza per gli italiani che vivono all’estero, e sono tanti, a partire dall’attività formativa che da sempre rappresenta la nostra peculiarità. Vedo tutto questo come una vana ricerca di visibilità da parte di una consigliera sulla via del tramonto».

Severo il giudizio del consigliere regionale di Forza Italia, Fabio Filippi: «Un organo nato ad hoc per garantire un “futuro” ai poveri consiglieri regionali di maggioranza trombati e ai quadri del partito, questo e nient’altro ha rappresentato in questi anni la Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero».

Il Sottosegretario della Giunta regionale Alfredo Bertelli, si prodiga nel difendere l’operato della Regione, che si professa parte lesa. Ma chi ha deciso a chi sarebbero stati concessi i finanziamenti? – chiede Filippi – Chi ha scelto i partner con cui collaborare? Temo che le responsabilità vadano ripartite tra più soggetti, compresa, ovviamente, la Regione Emilia-Romagna».

E aggiunge: «Non ci risulta che in questi anni l’apporto della Consulta relativamente allo sviluppo socio-economico della nostra regione oltre i confini nazionali sia stato particolarmente proficuo. Se l’organo non funziona bene va riformato, se deve funzionare come un poltronificio meglio sopprimerlo, non possiamo più tollerare questi sprechi».

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