Rotoli di soldi e “suq del voto” alle primarie degli immigrati. Pagliani insorge, Sel chiede l’annullamento del seggio al Catomes Tot

3/3/2014 – Dopo la memorabile domenica di caos, con tanto di voto di scambio e arrivo dei Carabinieri, in cui si sono svolte le primarie per il sindaco di Reggio al centro sociale Catomes Tot, la Federazione provinciale di Sel (Sinistra ecologia e libertà, che correva con l’assessore Matteo Sassi) ieri pomeriggio ha chiesto l’annullamento delle votazioni al seggio numero 1.

La richiesta è arrivata con un duro comunicato firmato da Michele Bonforte, coordinatore provinciale di Sel.

«Da più parti vengono riferiti episodi di “scambio di voto” per le primarie – scrive Bonforte – E’ un grave inquinamento della consultazione e sopratutto un insulto alla tradizione democratica di Reggio Emilia, un danno che colpisce la giusta battaglia per l’allargamento del diritto di voto per le amministrative ai lavoratori immigrati.

Noi abbiamo fatto una campagna faticosa per convincere e non  “spingere” al voto – aggiunge – E’ chiaro che anche solo il sospetto di tali comportamenti non è tollerabile. Se vogliamo che queste primarie non siano le ultime a Reggio Emilia, occorre con decisione sanzionare quanto avvenuto, al fine che non si debbano mai ripetere in futuro.

Non si può stigmatizzare chi è stato strumentalizzato e poi lasciare in pace chi strumentalizza. Non sono i lavoratori immigrati che devono essere esclusi dalle primarie, ma i candidati, italianissimi, che hanno una tale bassa considerazione della partecipazione democratica.

Chiedo ai garanti delle primarie di valutare l’annullamento del seggio 1. Ciò non toglie nulla alla chiara affermazione di Luca Vecchi, ma afferma un principio. La tolleranza di questi costumi di lotta politica rischia di trascinarci in una china che non ha fondo».

Si spinge molto più avanti il candidato Matteo Sassi, mette sul banco degli imputati Franco Corradini. «Ciò che è successo al Catomes Tot ha un nome e un cognome: Franco Corradini. È lui che rivendica questo ruolo nei confronti dei migranti. Quel modo di fare politica è dannoso per la città e per la democrazia e per la sfida di integrare immigrati che sono stati strumentalizzati».

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PAGLIANI: “VERGOGNA, UNA DELLE PAGINE PIU’ BRUTTE DELLA POLITICA REGGIANA. IL PD DEVE DELLE SPIEGAZIONI”

3/3/2014 – Vergogna, vergogna, vergogna: così Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, ha reagito a quanto è accaduto ieri al centro sociale Catomes Tot di Reggio, dove al seggio delle primarie del centro sinistra era concentrato il voto dei cittadini stranieri.

«Cinesi con rotoli di denaro, secondo quanto riportato dai giornali, pachistani arrabbiati, albanesi col quartier generale in un bar, un’associazione di immigrati che “prestava” soldi ai connazionali privi dei fatidici due euro. Un vero caos con arrivo dei carabinieri”. Per Pagliani “ieri è stata scritta una delle più brutte pagine della politica reggiana”, e certo viene la pelle d’oca a pensare cosa potrebbe accadere alle elezioni “vere”.

Aggiunge l’esponente azzurro: “476 stranieri votano, alcuni pare senza la necessaria documentazione e c’è da scommettere quasi tutti privi di denaro. Chi ha messo fuori mille euro? Si voleva compensare l’enorme calo dell’affluenza con un voto extracomunitario? Credo che il Pd e il vincitore delle primarie, Luca Vecchi, debbano fornire delle adeguate ed esaustive spiegazioni alla cittadinanza”.

“Penso poi, con grande amarezza – conclude Pagliani – che il fondatore del “catomes tot”, Vittorio Benevelli, presidente a suo tempo del centro storico, si stia rivoltando nella tomba, vedendo la sua creatura che era un luogo ben frequentato dagli anziani reggiani, trasformato in un mercato del voto. Negli altri centri sociali cosa è successo? I 26 centri sociali di Reggio si sono trasformati in una succursale dei circoli del PD? I reggiani toccano con mano la politica del PD, su cosa s’intenda per politica dell’integrazione“.

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REGGIO CITTA’ APERTA: “UN FLOP ANNUNCIATO E UN RISULTATO SCONTATO”

di Francesco Fantuzzi

3/3/2014 – Finalmente, il 2 marzo è arrivato. Per oltre un mese il dibattito politico locale si è appiattito su un fiacco confronto tra i candidati, che peraltro ha sorvolato su alcune semplici e fondamentali domande. Che credibilità ha chi parla di cambiamento ed è ancora assessore in carica? Chi si fa campagna elettorale coi nostri soldi? Chi parla di acqua pubblica e quando Delrio ha creato un mostro chiamato Iren non ha detto nulla? Chi ora non vuole più il parcheggio interrato avendo percepito la sua impopolarità?
Il numero certo non esaltante dei partecipanti, l’esito prevedibile, per tacer delle polemiche sul voto degli immigrati, confermano ciò che Reggio Città Aperta ritiene da tempo, cioè che la possibilità di partecipazione si misura in realtà costruendo assieme un’idea della nostra città, coinvolgendo le persone, sentendoci parte di un bene comune che ci appartiene. Per noi primari sono solo i cittadini.

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Una risposta a 1

  1. Vittorio! Rispondi

    03/03/2014 alle 14:57

    Vittorio strepitoso.
    Attaccava poesie e mottetti ovunque. Aveva uno sguardo limpido verso l’infinito.
    Capiva al volo.

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