Rifiuti, siamo già in emergenza
La Provincia chiede aiuto a Parma

26/3/2014 – La provincia di Reggio Emilia chiede aiuto a Parma per smaltire i rifiuti urbani. Ciò a seguito della chiusura dell’inceneritori di Cavazzoli e dell’impossibilità di smaltire in discarica il rifiuto tale e quale.

Palazzo Allende ha chiesto alla Provincia di  Parma di poter utilizzare dal luglio 2014 al giungo 2017 l’impianto del Cornocchio, che tuttavia è fermo da due anni, per il pre-trattamento dei rifiuti urbani da traferire poi definitivamente  poi nelle discariche del reggiano.

Lo ha comunicato alla stampa questa mattina l’assessore provinciale all’Ambiente di Parma Giancarlo Castellani. “La Provincia di Reggio è sostanzialmente in emergenza – ha spiegato Castellani – due anni fa ha fatto la scelta di spegnere l’inceneritore confidando di far leva sulle proprie discariche e con un impianto di trattamento meccanico-biologico ancora da realizzare. Reggio Emilia è sprovvista di impianti di pretrattamento mentre a Parma ne abbiamo due, uno a Borgotaro e l’altro al Paip. Abbiamo risposto in termini interlocutori, chiedendo un incontro fra presidenti perché ci sono molti aspetti da discutere”.

Fra questi ad esempio, il fatto che si tratta di far viaggiare in tre anni fra i due territori ben 450mila tonnellate di rifiutisenza nessuna previsione di calo della produzione.

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GIOVANNINI: “EMERGENZA FRUTTO MALAPOLITICA PD”

“Il Vicesindaco vicario deve riferire immediatamente sulla situazione della gestione dei rifiuti – dichiara Giacomo Giovannini, capogruppo e capolista di Progetto Reggio -. La comunicazioni alla stampa dell’assessore provinciale all’Ambiente di Parma Giancarlo Castellani, secondo il quale “la Provincia di Reggio è sostanzialmente in emergenza”risultano gravi e preoccupanti poichè rende evidente che la sommatoria tra i ritardi accumulati dal PD nell’attuazione delle scelte strategiche sulla programmazione del ciclo dei rifiuti è ricaduto e ricadrà in toto sulle tasche dei cittadini reggiani chiamati sempre a pagare il conto di una mala politica che invece, guardacaso non taglia mai i megastipendi dei dirigenti IREN”.

Giacomo Giovannini, Progetto Reggio

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TUTINO REPLICA A CASTELLANI: REGGIO NON VIVE NESSUNA EMERGENZA 

L’assessore provinciale all’Ambiente di Reggio, Mirko Tutino, ha diffuso questa dichiarazione in replica alle affermazioni di Castellani: 

“Reggio non sta vivendo, e non ha mai dovuto affrontare, alcuna emergenza rifiuti. Così come non ha dovuto chiedere aiuto ad altre Province per smaltire i propri rifiuti. Molto semplicemente, anche alla luce dei flussi previsti dal Piano rifiuti della Regione Emilia-Romagna, è emersa la possibilità di svolgere una attività di selezione secco-umido del rifiuto residuo raccolto nella nostra provincia in un impianto del territorio parmense. L’ipotesi di portare questi rifiuti a Parma per poi smaltirli a Reggio Emilia una volta selezionati, non appare alla Provincia ed ai Comuni reggiani come la migliore soluzione possibile: per questo si è chiesto al Ministero dell’Ambiente di considerare come piena attuazione delle normative nazionali il piano di sviluppo del porta a porta in corso (siamo già a 150 mila cittadini coinvolti ed entro fine anno saranno 200 mila) e la realizzazione del Tmb prevista entro il 2016, così come fatto anche dalla Regione Toscana.

Nell’attesa di una risposta da parte del Ministero, e per puro eccesso di cautela, nelle scorse settimane – nell’ambito di una normale collaborazione istituzionale di cui, per altro, la Provincia di Parma ha sempre beneficiato – abbiamo pertanto chiesto di valutare la possibilità di utilizzare l’impianto Iren di Cornocchio. Ma questo, ribadisco, non significa affatto che Reggio Emilia sia in difficoltà, e tanto meno in emergenza, nella gestione dei propri rifiuti.

Mi stupisce questa lettura da parte dell’assessore provinciale di Parma, anche perché il Piano rifiuti adottato dalla Regione a febbraio ha già previsto che – nella fase di costruzione del Tmb – si faccia la selezione dei rifiuti di Reggio a Parma per poi smaltirli negli impianti di Reggio. Ribadisco, per la Provincia e per i sindaci si dovrebbe fare diversamente, per cui davvero non comprendo come sia possibile dare a un passaggio meramente tecnico un valore di questo genere, soprattutto se si considera che negli ultimi quindici anni Reggio ha smaltito – che é cosa ben diversa dalla semplice selezione di rifiuti – un milione di tonnellate di rifiuti provenienti da Parma.

Come già capitato in passato, credo che il dibattito politico tra Provincia e Comune di Parma coinvolga impropriamente Reggio Emilia. Forse sarebbe ora di fare qualche passo avanti e lavorare insieme per una programmazione regionale di qualità. Anche perché il ruolo delle singole Province e dell’autosufficienza provinciale, se leggo bene la cronaca odierna, é destinata comunque ad essere superata”.

Mirko Tutino, Assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia

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Una risposta a 1

  1. Cap Rispondi

    03/04/2014 alle 01:34

    SELEZIONE DEI RIFIUTI – IL SINDACO VICARIO DI REGGIO EMILIA, FERRARI: “DA PARMA UNA POLEMICA STRUMENTALE CON RISVOLTI SOLTANTO LOCALI. FUORI LUOGO INVOCARE ORA L’AUTOSUFFICIENZA PROVINCIALE. A REGGIO NON E’ IN ATTO E NON E’ PREVISTA ALCUNA EMERGENZA”

    Ritengo fuori luogo la strumentalizzazione fatta dall’assessore provinciale di Parma Giancarlo Castellani, in merito alla comunicazione tecnica con la quale la Provincia di Reggio Emilia ha chiesto di verificare la possibilità di effettuare la selezione secco-umido del rifiuti residui del nostro territorio, in un impianto di Iren nel territorio parmense per poi smaltire il materiale nella nostra provincia.

    La Provincia, in piena sintonia con i Comuni reggiani, si è semplicemente posta il problema di rispondere ad una richiesta della Regione, inoltrata sulla base di una circolare dell’ex ministro Orlando, che prevede un’immediata applicazione dell’obbligo di pre-trattamento dei rifiuti. Insieme all’assessore Tutino abbiamo segnalato alla Regione e al Ministero che la strada migliore sarebbe quella di non dover effettuare trattamenti economicamente ed ambientalmente più onerosi dell’applicazione graduale della normativa attraverso lo sviluppo del porta a porta e con l’attivazione del Tmb nel 2016. La stessa soluzione prevista dalla Regione Toscana.

    Utilizzare quindi una comunicazione fatta per ipotizzare la risoluzione di un problema al solo scopo di rispondere ad una polemica politica tutta locale, mi sembra troppo. Non c’è nessuna emergenza in atto né prevista, nessuno ha chiesto a Parma di bruciare i nostri rifiuti, ed è fuori luogo che si invochi l’autosufficienza provinciale, quando la normativa regionale l’ha ormai superata e lo faccia un territorio che, negli anni in cui smaltire i rifiuti urbani all’interno del proprio bacino provinciale era un obbligo di legge, ha esportato oltre un milione di tonnellate di rifiuti.

    Non abbiamo spento l’inceneritore di Cavazzoli per fare dispetto a Parma. Lo abbiamo spento perché era del 1971 e perché realizzarne uno nuovo, con la raccolta differenziata in crescita e con la stessa Regione che ora prevede di disattivarne due entro sei anni, sarebbe stato economicamente ed ambientalmente assurdo. Abbiamo fatto salire la differenziata di 5 punti in tre anni, ridotto le quantità di rifiuto raccolto, ed in particolare quello indifferenziato, grazie al Piano d’ambito provinciale e continueremo anche per i prossimi anni. Ci siamo riusciti perché il Comune, la Provincia di Reggio Emilia e le aziende sono stati registi ed attuatori di una politica virtuosa e unitaria. Mi auguro che Parma possa fare altrettanto agendo come sistema territoriale e non come singoli enti.
    Confido che le polemiche di questi giorni lascino il posto a un impegno comune per rafforzare e innovare il piano rifiuti che la Regione Emilia-Romagna, unica in Italia, ha messo opportunamente in campo.

    Ugo Ferrari
    Sindaco vicario di Reggio Emilia

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