Maria Mussini “Per cacciarmi hanno disatteso il regolamento”. Critiche anche a Olivieri e Vaccari

8/3/2014 – “Alla luce degli ultimi fatti e per fare estrema chiarezza sulle mie posizioni desidero ribadire che le mie dimissioni dalla carica di senatrice sono una protesta contro la ripetuta violazione del regolamento interno del Gruppo parlamentare a cui appartengo e del codice di comportamento dei parlamentari che ho firmato all’atto della candidatura.

La violazione di queste regole si è manifestata in modo evidente all’atto delle espulsioni di 4 colleghi.

Le norme, benché elementari, costituiscono una garanzia per tutti a fronte delle diversità soggettive, inevitabili in qualsiasi aggregazione di persone; se vengono applicate e disapplicate in modo discrezionale, per convenienza o per antipatia, chiunque può essere attaccato, messo in uno stato di paura e privato della possibilità di difendersi.

Mi sono dimessa dalla carica di senatrice e solo da quella, perché continuo a condividere il progetto che il Movimento 5 Stelle porta avanti per la costruzione di un paese migliore. Ho dichiarato la mia volontà di continuare a lavorare per questo anche da fuori, quando tali dimissioni saranno accettate.

Le dimissioni dalla carica sono l’unico gesto previsto dal nostro codice etico e, anche in questo caso, la mia scelta è stata fatta nel rispetto di ciò che appartiene a quel Movimento che non ho mai detto di volere lasciare. La nostra richiesta di rispettare questo codice non ha avuto risposta, mentre siamo stati cacciati senza considerare la condotta che abbiamo tenuto fin qui, il lavoro fatto, la cura e la tutela del gruppo cui apparteniamo.

Ieri ci è stato chiesto di ritirare le dimissioni, per procedere poi a una riscrittura delle regole: questo non sana la questione che si è aperta, poiché non è riscrivendole che si dimostra la volontà di rispettare quelle che già ci sono, anzi.

Gli attivisti dai territori si aspettano che noi lavoriamo, non che discutiamo tra di noi, ma senza rispetto del regolamento il capo-bastone di turno fa come gli pare. Invece dobbiamo essere forti e compatti e il regolamento c’è proprio per questo, altrimenti non possiamo portare avanti le nostre battaglie per il Paese.

Quanto poi alle dichiarazioni sulla mia persona giunte da Reggio Emilia, ho assistito ancora una volta alla violazione delle regole: il consigliere comunale Olivieri si è espresso a nome di tutti senza essersi confrontato con l’assemblea del gruppo 5 stelle della città, ha preso una posizione nei miei confronti che non spettava a lui prendere. Olivieri ha preteso un automatismo che non era scritto da nessuna parte. Successivamente il mio nome è stato fatto, da colleghi parlamentari e di nuovo da Olivieri insieme al candidato sindaco della città Vaccari, in relazione a un’assemblea nella quale sarei stata sfiduciata: è falso, in quanto io ho avuto diversi incontri per spiegare le mie ragioni, ma in nessuno di questi è stata assunta una deliberazione di sfiducia nei miei confronti”.

Maria Mussini, (ex) senatrice (ex) M5S

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