Caos Pd: convalidati i voti del seggio 1, ma Corradini se ne va. “Partito ostaggio delle nomenklature, i garanti commissione farlocca”

14/3/2014 – «Per me è finita una stagione di uomo di partito e delle istituzioni, ma non l’impegno da battitore libero contro le vischiosità, le ingiustizie, le parentopoli di un sistema che non vuole guardare in faccia con coraggio la propria decadenza».

ARGENTERIA PD: CONTINUANO A VOLARE PIATTI

ARGENTERIA PD: CONTINUANO A VOLARE PIATTI

Con queste parole l’ex assessore Franco Corradini, defenestrato dalla Giunta, ha dato l’addio al Pd. Lo ha fatto ieri pomeriggio con una lettera di ringraziamento ai sostenitori pubblicata sul suo profilo Facebook, poco prima che il comitato dei Garanti del partito, presidente Raffaele Leoni, convalidasse i voti delle primarie del seggio numero uno, dove erano concentrati i votanti immigrati e dove secondo i garanti sono avvenuti “passaggi di denaro”.

Il verbale attesta che non ci sono stati contributi all’associazione degli immigrati del Burkina Faso, ma ha incomprensibilmente lasciato in sospeso il giudizio su Franco Corradini, nonostante emerga dallo stesso verbale che l’ex assessore all’Integrazione non ha dato nè soldi nè contributi a nessuno. Un “veleno”  non è piaciuto per niente a Corradini, che in una dichiarazione diffusa ieri sera conferma la rottura completa col Pd.

Parla di “commissione farlocca”, accusa il Pd di complicità nella manovra di Sel e Matteo Sassi contro di lui, e ha annuncia ricorsi alla Magistratura: «In questa breve guerra, dove non ci sono né vincitori né vinti, di cose ne sono state dette tante, anche molto gravi. E rimangono agli atti. Cose di cui qualcuno dovrà assumersi le responsabilità. Non tanto di fronte a una Commissione farlocca, ma davanti alla Magistratura».

Ma torniamo alla lettera di Corradini: non vi è un riferimento esplicito all’uscita dal Pd, ma testo e contesto sono chiari: Corradini da oggi è un “battitore libero”. L’atto d’accusa è esplicito: «Il Pd in questa vicenda fa una brutta figura, appare un partito chiuso, autoreferente, in mano a piccole nomenclature, la degenerazione burocratica è maggiore di quanto pensassi». E il riferimento alla “parentopoli” è la chiave per comprendere vicenda e portata dello scontro: sono in molti a pensare che Corradini abbia pagato a caro prezzo le affermazioni pronunciate durante la campagna per le primarie sui “parenti di Delrio”.

Intanto la bomba politica esploderà lunedì in Sala del Tricolore. Il prosindaco Ferrari è stato chiamato da Progetto Reggio a riferire sulla cacciata di Corradini dalla Giunta di Reggio.

***

 LA LETTERA PUBBLICATA SU FB

Carissimi, ci tengo a dirvi una cosa importante: GRAZIE.

Mi scuso se lo faccio solo ora, ma, come immagino avrete visto, gli ingiusti attacchi che sto subendo mi stanno assorbendo ogni energia per difendermi.

Nonostante cerchino di invalidare il risultato, il 22% (la metà dei voti del candidato vincitore) è stato più che dignitoso e di questo devo ringraziare solo voi, per la fiducia e per la preziosa collaborazione, senza le quali non l’avrei ottenuto.

Considerato l’isolamento in cui mi sono trovato all’interno del PD, partito che ho contribuito a fondare, e con l’opposizione di tutte quelle forze economiche e sociali che nella nostra città sono dalla parte della conservazione e non dalla parte dei cittadini.

Vorrei fare tanti nomi e cognomi, ma so che ne dimenticherei di certo qualcuno.

Farò in modo che questi miei ringraziamenti che porgo con il cuore, giungano a tutti.

Penso che la vittoria più bella di queste primarie sia il risultato di un lavoro che svolgo da anni per una giusta integrazione, integrazione vera che vede la partecipazione attiva e, specialmente, l’entusiasmo di tutti anche alla vita politica, dove spariscono le provenienze geografiche e dove tutti, indistintamente, agiscono per il bene comune della collettività.

Purtroppo qualcuno non ha gradito tutto questo. Ma ciò che abbiamo costruito insieme non deve certo finire qui. Una cosa vi assicuro, una promessa vi è dovuta, anche in futuro farò sentire la mia voce, combatterò dalla parte dei più deboli da qualunque parte del mondo provengano.

Il PD in questa vicenda fa una brutta figura, appare un partito chiuso, autoreferente, in mano a piccole nomenclature, la degenerazione burocratica è maggiore di quanto pensassi.

Per me è finita una stagione di uomo di partito e delle istituzioni, ma non l’impegno da battitore libero contro le vischiosità, le ingiustizie, le parentopoli di un sistema che non vuole guardare in faccia con coraggio la propria decadenza.

Vi ringrazio ancora tanto, Franco Corradini”

***

“COMMISSIONE FARLOCCA, VADO DAL MAGISTRATO”

Ieri sera Franco Corradini ha diffuso questa dichiarazione:

“Vengo informato dalla stampa della decisione della Commissione di Garanzia di riconoscere il risultato del Seggio 1 dove avevano “ghettizzato” a votare gli stranieri.

Da un lato sono soddisfatto perchè viene finalmente riconosciuto il voto di chi per la prima volta ha partecipato con passione anche alla vita politica attiva locale. All’errore dell’umiliazione nei confronti dello straniero è stata raffazzonata una goffa “riabilitazione” -sebbene molto tardiva- e ne prendo atto.

Non mi soddisfano le argomentazioni in perfetto stile politichese di chi dice tutto e niente, salvando tutto e nessuno. Riammettendo il voto, ma specificando che “la prova non si può dire pienamente superata”.

Per quanto mi riguarda, non avevo dubbi sulla validità di quel voto, quindi non sto nemmeno a commentare l’epilogo di una danza aperta da Sel e dall’assessore Sassi che appariva fin da subito come un personale capriccio politico di chi non accettava di essere arrivato terzo.

Poi il PD complice ha fatto la sua parte.

Purtroppo però in questa breve guerra, dove non ci sono né vincitori né vinti, di cose ne sono state dette tante, anche molto gravi. E rimangono agli atti. Cose di cui qualcuno dovrà assumersi le responsabilità. Non tanto di fronte a una Commissione farlocca, ma davanti alla Magistratura.

Tanto mi premeva chiarire, perché non vorrei che qualcuno, confidando nella pazienza nota di Corradini, pensasse che anche le diffamazioni nei confronti del sottoscritto finiscano a tarallucci e vino”.

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2 risposte a Caos Pd: convalidati i voti del seggio 1, ma Corradini se ne va. “Partito ostaggio delle nomenklature, i garanti commissione farlocca”

  1. :) Rispondi

    14/03/2014 alle 10:56

    Franco è un nome che in sé ha già l’ESSENZA.
    Uguale ? e CONTRARIA.

  2. stefano Rispondi

    14/03/2014 alle 18:56

    Lei sa che il sottoscritto anarchico socialista individualista libertario per scendere in campo e difendere franco corradini ha dovuto leggermente deviare o forse mettere in riga la propria natura. Ebbene l’ho fatto perche’ io franco corradini lo conosco da 40 anni lui soldato di partito io allora come adesso battitore libero della sinistra libera libertaria. Franco e’ stato nella sua lunga militanza politica una onestissima formichina piena pero’ di passione e intelligenza. Non aveva il piglio del leader o meglio il pelo sullo stomaco del leader pelo e contropelo se si considera che nel momento in cui entra il vaticano nel pci si origina un corpo estraneo assai mostruoso. Corpo estraneo transgenico a nome PD. Franco ci crede al PD al contrario di altri papaveri del pci tra cui bertolini, franco e’ un politico buono con un intestino che gli consente di digerire pasti come del rio e il famoso cugino. Va aventi franco da ottimo soldato che un po’ alla volta si trrasforma in sergente poi tenente infine capitano. Tutto nella disciplina di partito a cui lui ha sempre creduto. fgci consiglio comunale assessore aspiranrte sindaco. Arrivano pero’ i giovani del rio 54 anni spadoni 52 catellani 55 ecc i giovani che vogliono cambiare portare aria nuova la loro. Aria di chiesa d’incenso di ritiri spirituali d’intimita’ divina di todo modo di San Pellegrino dove io gicavo a pallone col sindaco. e bestemmiavo e non si poteva anche adesso sta’ male fa’ maleducazione ignoranza non rispettavo la forma QUELLA forma che Corradini ha sempre rispettato e che il duo sassi vecchi ha voluto ignorare perche’ qualcuno da roma voleva la morte politica di franco. la morte della sinistra volevano da roma dei sindacati delle riunioni degli antagonisti la morte dell’idologia per la quale si erano battuti i vari prodi ecc

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