[[ Il danno e la beffa: la mega-stagionatura si farà a Parma. Pagliani spara a zero: “La Masini è una sciagura”

13/3/2014 – La vicenda del mega stabilimento di stagionatura che doveva sorgere a San Martino in Rio si è conclusa nel peggiore dei modi: dopo il no della Provincia – contro il parere di cooperative e associazioni professionali del mondo agricolo, salvo la Coldiretti: la società promotrice dell’investimento ha rinunciato al progetto, che comunque sarà realizzato a ridosso del territorio provinciale di Reggio, molto probabilmente nel versante parmigiano della Val d’Enza. Dopo il danno, la beffa.

Durissimo il commento di Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia a palazzo Allende, presentatore della mozione a sostegno dell’iniziativa: «Ancora una volta la presidente Masini si è dimostrata una sciagura e il nostro territorio perde un’occasione d’oro».

«La compagna Sonia – afferma Pagliani – ha voluto chiudere alla peggio il suo triste mandato di Presidente della Provincia, mettendo in fuga un investitore che avrebbe speso, sul territorio reggiano, svariati milioni di euro per realizzare un magazzino di stagionatura e confezionamento del parmigiano reggiano».

“La dura e del tutto condivisa presa di posizione del presidente di Confagricoltura Lorenzo Melioli – continua l’esponente azzurro – non solo riconosce le ragioni di chi, come chi scrive, ha sostenuto a spada tratta l’utilità di ospitare l’iniziativa sul territorio reggiano, ma dovrebbe fare arrossire, oltre alla Masini, anche chi nel centrodestra le fece da palo, risultando determinante per il respingimento della mia mozione”.

Ancora una volta Reggio, per colpa di una classe politica arrogante ed insipiente, perde un’occasione d’oro di sviluppo economico. Quello servito dalla Masini e dai suoi acquiescenti compari è un vero e proprio regalo alla provincia di Parma, un assist che ci conferma che la Presidente zarina per Reggio è una sciagura”.

“La politica del no, l’unica cara ad una sinistra rosso antico, finirà per rendere sempre meno attrattivo il territorio reggiano. Di questo passo e con amministratori del calibro della Masini non mi stupirei se, nei prossimi anni, a noi del Parmigiano Reggiano restasse solo il nome”.

“Proprio per evitare che ciò accada – conclude Pagliani – rivolgo un accorato appello, a tutte le forze politiche che hanno a cuore le sorti del nostro territorio ed il suo sviluppo, affinché l’inopinata decisione della Masini e soci di non volere ospitare sul territorio reggiano il magazzino di stagionatura e confezionamento del parmigiano-reggiano non solo sia apertamente censurata, ma immediatamente revocata”.

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6 risposte a [[ Il danno e la beffa: la mega-stagionatura si farà a Parma. Pagliani spara a zero: “La Masini è una sciagura”

  1. gabriele giordani Rispondi

    13/03/2014 alle 23:03

    convengo con Giuseppe Pagliani,bisogna tentare in tutti i modi di tenere la stagionatura nella nostra provincia,il parmigiano reggiano non scordiamoci e nato a Bibbiano

    • Che bontà Rispondi

      14/03/2014 alle 14:50

      Gentile G.G. le posto questo link, sperando di sollecitare la sua curiosità.
      Saluti !
      http://www.comune.campegine.re.it/Sezione.jsp?idSezione=175

      • Pierluigi Rispondi

        14/03/2014 alle 21:39

        Grazie per la segnalazione. Un bell’articolo. Tuttavia, se si tiene conto degli autori romani e dei reperti ancora precedenti (come il calderone in bronzo di Rubiera) il formaggio diventato poi il parmigiano reggiano avrebbe origini che si perdono nei millenni. I Benedettini furono, come nel caso delle Cinque terre, grandi innovatori capaci di riportare in auge produzioni ed economie assai più antiche, ma decadute nei secoli bui essenzialmente per mancanza di mercato.
        Un autore romano, che ne citava un altro – riporto a memoria – scrisse di “aver visto i grandi caci padani capaci di sfamare mille giovani di buon appetito, col marchio di Luni l’etrusca”. In sostanza già più di duemila anni fa gli Etruschi fecero con i reggiani ciò che in tempi moderni hanno fatto i parmigiani: compravano le forme dai contadini-allevatori, le trasportavano per la via del Cerreto, nel porto di Luni le marchiavano e poi le spedivano via mare a Roma e in buona parte del Mediterraneo, lucrando ovviamente un grande guadagno. Lo stesso è avvenuto lungo la via del Po: eccezionli le testimonianze archeologiche sull’esportazione dei prosciutti, controllata anche in questo caso dagli Etruschi.

        • La Gio Rispondi

          15/03/2014 alle 12:13

          Grazie Pigi, sempre informato a dovere, come si addice a un vero giornalista d’altri tempi (come del resto gentiluomo).
          Inter nos e comunque sia mi ritengo discendente diretta dei Celti mica dei romani (o ‘la grandemonnezza’).

  2. Umberto Beltrami - Assessore al parmigiano-Reggiano di e in Bibbiano Rispondi

    15/03/2014 alle 11:12

    Al signore “Che Bontà” (forse di Campegine?)propongo un’ulteriore curiosità: http://www.comune.bibbiano.re.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=16754&idCat=16758&ID=16758&TipoElemento=categoria

    Le propongo anche la lettura dei saggi ed articoli dello storico Prof. Giuseppe Giovannelli di Felina.

    • Che bontà Rispondi

      17/03/2014 alle 13:33

      Grazie infinite. Sono reggiana, ma amo la provincia. 🙂
      Le assicuro anche diffusione capillare (agli interessati) in tutta Italia ! delle preziose indicazioni da Lei fornite.

      Care cose

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