[[ Le licenziate fanno causa, dichiarata fallita la Uil Servizi di Reggio. Sindacato nei guai

14/3/2014 – Il giudice Giovanni Fanticini ha decretato il fallimento della Uil Servizi di Reggio Emilia dopo la causa intentata da tre dipendenti, tra le quali la responsabile Angela Labate, che erano state licenziate lo scorso anno. Curatore fallimentare è stato nominato l’avvocato Alessandro Benatti.
E’ l’epilogo di una vicenda travagliata, iniziata con lo sciopero della fame dell’ex segretario provinciale Luigi Angeletti, poi dimissionario il 5 dicembre 2012. Angeletti accusò i vertici nazionali “di aver incassato dalla camera sindacale di Via Gramsci 40 mila euro al mese, salvo ristornarne appena 1.400”, e inoltre  di aver “lasciato a casa alcuni dipendenti” dal giorno alla mattina. In effetti il servizio fiscale del sindacato non rinnovò la convenzione con la Uil Servizi srl, la società di diritto privato che, all’interno del sindacato reggiano, gestiva le pratiche fiscali, con licenziamento in tronco delle dipendenti.
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Ecco cosa dichiarò all’epoca Angela Labate a 4minuti.it:
«Uil nazionale e Caf nazionale si sono lavati le mani delle persone che lavoravano al Caf reggiano: dunque della sottoscritta, di Francesca Fiore, Cristina Costache ed Erisa Seiti.
In che senso se ne sono lavati le mani? Lei sta facendo un’affermazione molto pesante….
“Parlo a ragion veduta: sindacato e Caf nazionale vogliono che il presidente del Caf coincida con la figura del segretario provinciale del sindacato. Pertanto, con le dimissioni di Angeletti, abbiamo perso il lavoro. E questo nell’indifferenza del sindacato nazionale.
Quindi vi hanno licenziato?
Non ci hanno licenziato. Ma nessuno si sta interessando a noi, che, essendo rimaste senza occupazione non abbiamo potuto fare altro che metterci in ferie per utilizzare quelle accumulate negli anni. In attesa, ovviamente, di sapere quale sarà il nostro futuro.
…che lei si immagina come?
Non lo so, ma immagino che per i servizi di assistenza fiscale abbiano già costituito una nuova società, in cui far lavorare nuove persone, senza tenere in considerazione coloro che, per 8 anni, hanno permesso alla Uil di affermarsi sul territorio.
Dunque che farete adesso?
Dopo svariate richieste verbali e scritte e inviate alla Uil nazionale e a tutta la segreteria confederale, a tutt’oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.
Cosa chiedevate al sindacato, nello specifico?
Chiedevamo delucidazioni in ordine al pagamento degli stipendi: c’è chi non riceve l’assegno mensile da ottobre e chi da dicembre.
E’ più arrabbiata o amareggiata?
Sia l’una che l’altra, anche in considerazione del fatto che dopo questi anni passati a rilanciare la Uil, alcuni segretari di categoria reggiani non stanno facendo nulla per tutelare il posto di lavoro della sottoscritta e delle tre colleghe che, come me, sono – di fatto – rimaste senza occupazione”.
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Il testo integrale della lettera inviata dalle dipendenti della Uil Servizi srl a tutta la segreteria confederale Uil

Carissimi segretari,
siamo le lavoratrici della Uil servizi di Reggio Emilia. vi portiamo a conoscenza della nostra grave situazione non solo economica di stipendi non percepiti da ottobre e per altri da dicembre, ma la cosa gravissima e’ che siamo ritenuti lavoratori estranei alla Uil. siamo indignate per essere trattate come nemici o sconosciuti dopo aver lavorato anche sabato e domenica per le categorie della Uil di Reggio Emilia. Abbiamo provato a chiedere chiarimenti e spiegazioni ma ci e’ stato riferito che siamo separati in casa e che la Uil Servizi non ha nulla a che vedere con la Uil e pertanto siamo state abbandonate a noi stesse. E’ da due mesi che viviamo nell’indifferenza assoluta, i segretari si erano preoccupati affinche’ ai servizi venissero mantenuti tutti i dipendenti e invece il 15.01.2013 abbiamo ricevuto un fax con l’inibizione immediata dallo svolgere qualunque attivita’ riguardante il Caf per mancato rinnovo della convenzione per l’anno 2013. Lo sgomento e’ stato totale, nessuno ci aveva avvisate di quanto stava per accadere. Ci siamo trovati dopo due giorni a dovere consegnare gli archivi a Venere srl (Bologna) e trovare attaccati nella saletta e fuori sulla porta dell’archivio la lettera del Caf Nazionale. Sembra una scena del crimine, quando intervengono i Ris con l’apposizione dei sigilli e dell’atto di sequestro. Ci siamo sentite e ci sentiamo come dei delinquenti come se avessimo sbagliato per anni tutte le pratiche o fatto cose illegali mentre l’unica nostra colpa e’ quella di avere amato profondamente la Uil e il lavoro che svolgevamo, mettendo tutte noi in secondo piano la vita privata.
La cosa sgradevole e’ che tutto succede all’interno di un sindacato e non ci stiamo a sentire che i dipendenti della Uil Servizi Srl non hanno niente a che fare con la Uil. Se ci sono dei rancori o delle questioni in sospeso con il precedente segretario che era stato incaricato di fare l’amministratore della Uil Servizi (come avviene in tutta Italia) non e’ corretto prendersela coi dipendenti che hanno lavorato solo per la Uil e per il Caf Uil (una parte del nostro lavoro ha portato introiti e iscritti a tutti). Inoltre, tutta questa situazione sta creando disagi all’utenza che non condivide la scelta della chiusura del Caf che a loro dire era l’unica cosa che funzionava suscitando indignazione per chi ha preso la decisione.
Tanto ci sentivamo di dirvi in quanto e’ giusto che possiamo anche noi avere una voce dentro a un qualcosa che non sembra un sindacato dei cittadini. (Cristina Costache, Francesca Fiore, Angela Labate). 
E ora, chi pagherà i debiti, di Uil servizi e le spettanze alle licenziate? Il sindacato nazionale potrebbe essere chiamato a saldare una somma non indifferente.
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