La morte di Sylve e il giallo del bus sbagliato. Il prosindaco Ferrari chiede scusa alla famiglia. Tempesta su Municipale e Seta

28/3/2014 – La tragedia di Sylvester e il sequestro del bus sbagliato. Lo scandalo, su cui il procuratore Grandinetti intende andare a fondo con determinazione, travolge la Polizia municipale di Reggio e soprattutto vertici e uffici della società del trasporto pubblico Seta, che aveva fornito i dati del mezzo da sequestrare.

In una clamorosa presa di posizione il prosindaco di Reggio Ugo Ferrari ha chiesto scusa alla famiglia dello studente ghanese di 14 anni di Rubiera morto cadendo dal bus della linea 2 alla fermata di Porta Santa Croce.

Ferrari  in un comunicato definisce “sconcertante, grave e difficile da capire il presunto errore nell’identificazione dell’autobus e dell’autista della tragedia”. Dopo aver chiesto ai soggetti coinvolti di interrompere il balletto delle responsabilità per l’errore, Ferrari scrive di aver chiesto a Seta e alla polizia municipale di riferire quanto di loro conoscenza e di dare la massima collaborazione per fare piena luce sull’accaduto. E conclude: «Alla famiglia vadano le scuse per questo grave errore. Assicuro che proseguiremo nell’impegno per garantire più elevati standard di sicurezza nel trasporto pubblico, affinché Sylvester non sia morto invano».

L’inchiesta deve praticamente partire da zero, essendo ormai evidente che il primo autista indagato e l’autobus messo sotto sequestro per gli accertamenti tecnici non c’entrano con quanto è avvenuto alla fermata di Porta Santa Croce. ” La legge ammette che ci possa essere un errore incolpevole – ha detto il procuratore capo Giorgio Grandinetti – e spero sia così, che non ci sia altro. Altrimenti dovremmo aprire un altro fascicolo…”.

Di sicuro per l’autista messo sotto inchiesta erroneamente, è la fine di un incubo, mentre una tempesta di guai si abbatte sulla Municipale e il il comandante Russo: non solo per le parole del prosindaco, quanto per la revoca dell’incarico delle indagini da parte della Procura. Ma se è vero che la Municipale, che non era in possesso del numero di targa del mezzo su cui viaggiava il povero Sylvester, ha dovuto fidarsi dei dati forniti da Seta, la situazione si profilerebbe molto più grave per l’azienda trasporti di Modena, Reggio e Piacenza.

Torniamo alla tragica mattina del 13 gennaio. Se il ragazzino ghanese fosse caduto da questo primo “Jumbo” il fatto sarebbe stato notato dall’autista di quello che seguiva, partito anche lui da Rubiera 9 minuti dopo, ma che, non facendo fermate fino a Reggio, arriva a Santa Croce quasi contemporaneamente. Ad accorgersi che qualcosa non andava, avendo visto un giovane a terra e un capannello di coetanei intorno, è stato invece il conducente della linea 4, la Coviolo – Ospizio. Il quale, pur non avendo visto direttamente l’incidente, e neppure l’autobus che lo precedeva, aveva arguito, non si sa in base a quali elementi, che quel giovane fosse caduto dal Jumbo che era partito da Rubiera per primo. Una valutazione che ha poi instradato l’inchiesta della polizia municipale su un binario sbagliato.

Dovrà perciò essere ascoltato il conducente del secondo Jumbo, ora indagato, e si dovrà fare la perizia anche su questo mezzo, tenendo conto che nel frattempo ha continuato a girare su strada. Per questo potrebbero essere importanti le documentazioni che i carabinieri hanno sequestrato in Seta, comprese i registri dell’officina di manutenzione. Poi ci sono le testimonianze degli studenti: alcuni di loro hanno detto di aver viaggiato assieme a Sylvester, e che si trovavano sul mezzo partito da Rubiera per secondo. Altri potrebbero confermare questo particolare decisivo.

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