Inglesi estasiati da Bologna e della cucina emiliana. Lo chef Theo Randall stregato dal balsamico tradizionale

3/3/2014 “Bologna è una città d’arte buona da assaggiare e bella da scoprire”. E’ la sintesi di due importanti riconoscimenti alla città di Bologna ricevuti questa settimana dalla stampa inglese. Sono firmati – entrambi hanno preso parte a educational tour coordinati da Apt Servizi – dallo chef stellato Theo Randall sul ‘The Mail on Sunday’ e dalla giornalista Julia Buckley per la rivista National Geographic Traveller. Come spiega nel suo editoriale il direttore Pat Riddell, Bologna (“patria del prosciutto, Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, ragù”) è una città europea che si scopre piano piano e di cui ci si innamora. Per questo Bologna, con la sua ricchezza turistica, è stata inserita dalla rivista in un elenco di seconde città europee assieme a Anversa, Bordeaux, San Sebastian, Spalato, Porto, Tampere, Rotterdam.

Evidentemente nell’educational si è utilizzato il particolare per l’universale, perchè delle quattro specialità citate dal direttore del National Geographic Travel solo una, il ragù, è e le altre tre sono di Reggio, Parma e Modena. Anzi, Reggio Emilia le raggruppa tutt’è tre: parmigiano reggiano, balsamico tradizionale e prosciutto quanto meno per la produzione del suino pesante. Forse qualcosa non ha funzionato nella comunicazione, e sarà bene che l’Apt corregga il tiro. E che gli operatori e gli enti reggiani facciano notare l’incongruenza e soprattutto realizzino una comunicazione ad hoc.

Sia come sia, l’educational ha portato un altro risultato notevole dopo il reportage di Forbes (secondo cui è l’Emilia Romagna la terra dove si mangia meglio al mondo), a conferma  che l’enogastronomia emiliana attraversa un momento d’oro.

Dunque nel suo articolo, dal titolo “Avrò sempre ‘fame’ di Bologna”, lo chef stellato inglese Theo Randall – titolare dell’omonimo ristorante dell’Hotel Intercontinental di Londra, noto personaggio televisivo in trasmissioni della Bbc e specializzato in cucina italiana – fa emergere l’entusiasmo per quello che ha visto, toccato e assaggiato e parla di Bologna come di “una delle grandi potenze gastronomiche d’Italia” dove “i ristoranti a conduzione familiare sono i custodi delle ricette della tradizione tramandate da decenni”.

Theo Randall è rimasto affascinato dall’incontro  con l’Aceto Balsamico Tradizionale e colpito per aver partecipato a una scuola di cucina e visitato un prosciuttificio – ricorda al pubblico inglese come una sera gli sia stato servito un piatto di tortellini in brodo “che si scioglievano in bocca e che metterò presto nel mio menù”. Ho trovato – scrive Randall – “grandi idee per i miei menù dopo l’incontro con i produttori locali e Bologna è il luogo ideale per un week-end. E’ una bella città, con sorprendenti portici e piazze, e un Mercato di Mezzo (con numerose ‘boutique’ del gusto) superlativo”.

Randall dà poi ai lettori inglesi anche un consiglio: “Se in Emilia-Romagna siete alla ricerca di un buon ristorante il mio suggerimento è chiedere, a chi incontrate, l’indirizzo di un locale dove andrebbe anche lui perché le persone di questa terra sono orgogliose dei loro prodotti di qualità”.

“Bologna – scrive su National Geographic Traveller la giornalista Julia Buckley – spesso trascurata dai visitatori è una splendida città d’arte tutta da scoprire rispetto ad altre destinazioni superstar con palazzi, piazze e strade di bella architettura, con le sue torri medioevali, due delle quali diventate il simbolo della città”. Nel suo reportage Julia Buckley inizia il suo racconto dalle strade del Quadrilatero (il Mercato di Mezzo) con le sue straordinarie ‘boutique’ enogastronomiche con file continue di clienti in attesa di acquistare Parmigiano Reggiano, prosciutto perché “a Bologna, chiamata la grassa, il cibo è al primo posto”. Ma – spiega la reporter inglese, che ricorda come sia in corso fino al 25 maggio la mostra ‘La ragazza con l’orecchino di perla-Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt. Capolavori dal Mauritshuis’ – “nonostante la sua formidabile reputazione enogastronomica, a Bologna c’è molto di più del cibo. Non ci sono certo attrazioni strabilianti come il Colosseo e il Canal Grande ma ogni palazzo antico, ogni chiesa e piazza isolata, ogni strada del centro con i suoi portici invita alla scoperta di qualcosa d’antico e di bello”.

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