Venezuela, in libertà la fotoreporter reggiana fermata durante gli scontri a Caracas

Francesca Commissari

Francesca Commissari

2/3/2014 – La fotoreporter reggiana Francesca Commissari è stata liberata senza condizioni nel primo pomeriggio dalla base militare di Forte Tiuna a Caracas, dove era stata portata insieme ad altre 41 persone dalle forze speciali della polizia venezuelana.

Ne ha dato notizia poco fa in una ultim’ora il sito web del Nacionale, il quotidiano con cui collabora la Commissari e per conto del quale era andata a seguire gli scontri avvenuti in un quartiere elegante della capitale.

«Hanno restituito piena libertà alla fotoreporter italiana Francesca Commissari, che era nel gruppo dei 41 arrestati dalle forze militari – scrive il sito web del Nacionale – Un altro straniero, un cittadino portoghese, ha ottenuto la libertà senza cauzione. Anche gli altri sono stati rilasciati, ma secondo fonti giudiziarie devono rispettare le misure cautelari imposte dai giudici».

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2/3/2014 – La fotografa reggiana Francesca Commissari, da anni residente in Venezuela, è tra i 41 fermati dalla polizia venezuelana nella giornata di ieri, mentre seguiva gli incidenti avvenuti a Caracas per il quotidiano El Nacional, con il quale collabora. Lo ha riferito il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp). In vari tweet l’organizzazione sindacale conferma che la fotografa si trova nelle mani della polizia in una base militare, dove è stata raggiunta da un avvocato, e che il consolato italiano nella capitale venezuelana è stato informato.

Secondo quanto riporta la tv di Stato Vtv, la Guardia Nazionale avrebbe effettuato una vasta “operazione speciale” arrestando 41 persone, “delle quali 8 straniere”, con l’accusa di “terrorismo internazionale”. La Commissari, in sostanza, è vittima di un’operazione repressiva su larga scala, diretta a colpire gli organi di stampa.

Tuttavia le autorità non hanno ancora fornito dettagli sugli stranieri arrestati nel corso dei violenti scontri di venerdì nella piazza di Altamira, nel quartiere elegante di Chacao, ad est di Caracas.

Francesca Commissari è stata arrestata in piazza Altamira mentre la Guardia Nacional Bolivariana. Il quotidiano El Nacional ha scritto che è stata la stessa reporter a dare la notizia attraverso l’account Twitter. Ha informato così una collega di essere stata portata a Fuerte Tiuna. Un fotografo ha riferito in questi termini alla Cnn l’arresto della fotoreporter: «Stavamo ad Altamira, fotografando ciò che stava accadendo, quando improvvisamente sono arrivati mezzi motorizzati e tutti abbiamo iniziato a correre. Nella confusione, ci siamo persi di vista. Io sono riuscito ad entrare in un edificio, lei non era con me e quindi ho iniziato a chiamarla e mandarle messaggi ma non ho mai avuto risposta».

«Più tardi, via Twitter, ho iniziato a chiamare molto amici giornalisti e colleghi per vedere se sapevano qualcosa perché anche loro stavano con lei ma nessuno sapeva dove fosse Francesca. Successivamente, solo via Twitter, è stato confermato che era stata arrestata». «Sembra che le abbiano tolto la macchina fotografica».

La Commissari ha trascorso la notte a Fuerte Tiuna, principale base militare del paese, dove è assistita dai rappresentanti diplomatici italiani. “Francesca sta bene, non è in una cella ma in una stanza. Ho visto sia lei sia le altre persone portate via ieri sera”, ha dichiarato all’Ansa l’avvocato Alfredo Romero, della ong Foro Penal Venezolano. “Siamo in attesa che portino tutto il gruppo dal Fuerte Tiuna al palazzo di Giustizia per l’udienza sul loro caso. Sono tutti stati trattati bene”.

Una ragazza che vive nello stesso appartamento della fotoreporter ha detto: “Siamo davanti al palazzo di Giustizia in attesa che portino lei e le altre persone fermate alla piazza Altamira per un’udienza giudiziaria”. “Vista la situazione a Caracas e il fatto che si era recata a fare le foto in uno dei cortei degli studenti, mi sono preoccupata e ho iniziato a fare un giro di telefonate. Poco dopo ho saputo che Francesca era riuscita a mandare un tweet tramite una terza persona nel quale avvisava che era stata fermata e che le avevano preso gli apparecchi fotografici”.

“Più tardi si è presentato a casa un capitano chiedendo del suo passaporto”, ha aggiunto, ricordando che Francesca, nata nel 1979, è in Venezuela da anni ed è autrice di “diversi servizi fotografici all’interno del paese, tra l’altro delle donne delle comunità indigene negli stati di Bolivar e Amazonas”.

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