Crac: il cemento di Parco Ottavi
si sgretola nel concordato. Sì dei giudici, vedremo le banche

26/3/2014 – E’ arrivata al capolinea un’altra disavventura edilizia targata coop,  legata a doppio filo al crac della Cooperativa Muratori Reggiolo. Con decreto del 12 marzo, firmato dal presidente Rosaria Savastano, il Tribunale fallimentare di Reggio Emilia ha concesso il concordato alla società Gli Olmi Spa di Reggio, con sede in via Sforza 6, nuova denominazione della società Parco Ottavi.

Gli Olmi avevano chiesto il concordato il 26 febbraio, con una proposta sommaria volta a fermare la frana provocata dalle villette invendute (forse anche a causa di tipologie discutibili) e da una trentina di milioni di debiti, di cui 17 solo nei confronti di Carisbo.

Le iniezioni di denaro, compresi i soldi sborsati dal Ccfs per l’acquisto di dieci lotti edificabili, non sono riuscite a salvare la situazione. Obbligata la strada del concordato di fronte a oltre centomila euro di interessi passivi al mese.

In base alle grandi linee  del piano industriale proposte dagli Olmi, un accordo con i creditori sarebbe possibile nell’ipotesi di una liquidazione degli attivi entro cinque anni.

I giudici Savastano, Varotti e Fanticini hanno dichiarato ammissibile il ricorso de Gli Olmi spa, pur rilevando che “la descrizione sommaria del piano non appare logica e coerente: la ricorrente prospetta infatti un concordato preventivo liquidatorio, ma espone anche la necessità di completare le opere di urbanizzazione dei vari subcomparti (tramite imprese terze): completamento che in tutta evidenza implica un concordato preventivo con continuità aziendale“.

Gli Olmi avevano chiesto 120 giorni per presentare il piano industriale, ma in considerazione della non complessità delle operazioni necessarie, i giudici hanno concesso il termine di sessanta giorni a decorrere dal deposito del ricorso e del piano industriale concordatario. Commissario giudiziale è stato nominato il commercialista Bruno Bartoli.

Il piano di Parco Ottavi, in ballo dalla fine degli anni Ottanta, e contestato da più parti per le sue dimensioni, si proponeva come “quartiere giardino” rivolto soprattutto a un ceto affluente di giovani professionisti, prevedeva villette e appartamenti su un’area di 525 mila metri quadrati, parco urbano con laghetto, scuole elementari, asilo nido, galleria commerciale e collegamento ferroviario. Un sogno troppo grande, figlio della bolla immobiliare e che, secondo molti, sarebbe l’origine principale del fallimento della Cmr che ha coinvolto più di duemila famiglie di soci prestatori. Nel contesto del Parco Ottavi dovrebbe sorgere un nuovo supermercato Conad.

Vedremo quale compromesso sarà proposto agli istituti di credito, e soprattutto se sarà accettato.

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