Ci sarà mai un limite al cattivo gusto? In Regione uno spettacolo su mestruazioni e sangue di Cristo. Sdegno di Filippi, bufera su Roberta Mori

9/3/2914 – Bufera sulla consigliere regionale Roberta Mori del Pd, avvocato e ed ex sindaca di Castelnovo Sotto, per lo spettacolo Corpi Impuri patrocinato (e a quanto pare finanziato) dalla Regione, andato in scena il 7 marzo in occasione della Festa della Donna.

I dipendenti regionali hanno potuto approfittare di due ore di permesso per assistere allo spettacolo. La pièce ha urtato parecchie persone soprattutto perchè, è stato riferito, a un certo punto è stato tracciato un parallelo tra il sangue delle mestruazioni e il sangue di Cristo. E’ vero che l’espressione artistica artistica è libera e va giudicata sempre con prudenza, ma a tutto c’è un limite, specialmente quando ci sono in ballo il buon gusto e il sentimento religioso delle persone. La Mori è nell’occhio del ciclone perchè, riferiscono da Bologna, è stata lei a volere questa iniziativa.

Sulla questione, nel sopore che in genere colpisce destra e sinistra quando si tratta di religione, ha alzato la voce il consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi, che ha accusato la Regione di centro sinistra di “anticleriscalismo”.

«Esprimo tutto il mio sdegno per quanto accaduto nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna – ha scritto il consigliere azzurro reggiano – E’ oltremodo disdicevole prevedere, peraltro a spese dei contribuenti, in una sede istituzionale come quella dell’Assemblea legislativa la messa in scena di uno spettacolo marcatamente anticlericale, dissacrante e irrispettoso nei confronti delle stesse dipendenti regionali, dedicato alle mestruazioni.

La Regione per la Festa della donna ha, infatti, invitato tutti i dipendenti e i collaboratori a questa indegna manifestazione, lo spettacolo denominato Corpi Impuri, nella quale veniva fatto un parallelismo fra il cuore insanguinato del Cristo e i flussi mestruali.

Invito l’Assemblea legislativa, la Giunta regionale e la Commissione assembleare per la Parità, promotori dell’iniziativa, a chiedere, attraverso i loro principali rappresentanti, pubblicamente scusa per quanto accaduto».

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