Cacciata di Franco Corradini, le opposizioni vanno alla guerra. Gli immigrati lo difendono e raccontano un’altra verità sul Catomes Tot

6/3/2014 – La cacciata dalla Giunta di Reggio dell’assessore alla Coesione Sociale Franco Corradini, disposta dal prosindaco Ugo Ferrari, avrà conseguenze politiche molto serie. Diciamo pure che i dolori di pancia nel Pd sono lancinanti. Il noto caso e soprattutto caos del voto degli immigrati alle primarie del centro-sinistra viene attribuito ipso facto all’ex assessore Corradini, tuttavia ciò non si può dire: primo perché non esistono prove del coinvolgimento di Corradini (il quale respinge sdegnosamente le accuse al mittente), secondo perché si rischiano querele da cavare la pelle.

L'epurazione sacrificale del buon Franco sta rivelandosi un boomerang per chi l'ha decisa

L’epurazione sacrificale di #sonoFranco potrebbe rivelarsi un boomerang d’immagine per la giunta

E’ la ragione per cui il prosindaco Ferrari ha affrontato stoicamente il ridicolo, prima lodando il lavoro svolto da Corradini, poi motivando la revoca delle deleghe con l’eccesso di assenze dalle riunioni di Giunta. E’ riuscito a offrire la testa di Corradini a Sel e a quella parte del Pd che ha giurato di fargliela pagare per le sue posizioni contro il park Vittoria, le critiche alla cooperazione e al ministro Poletti, e soprattutto per le sue affermazioni sui parenti assunti dall’ex sindaco Graziano Delrio, oggi braccio destro del premier Renzi nel governo. Bisogna prendere atto che ancora oggi a Reggio non si fanno prigionieri, specialmente quando si tratta di avversari interni.

Ora Corradini sta riflettendo cosa fare, e sono nell’aria decisioni clamorose. Da notare che ieri il segretario provinciale del Pd Andrea Costa ha ordinato un’inchiesta interna sui fatti del Catomes Tot, ma non ha pronunciato una parola sulla defenestrazione di Corradini. L’ex assessore di certo ne trarrà le conseguenze.

Intanto il prosindaco deve affrontare la richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale, che le opposizioni intendono trasformare in una plaza de toros, per riferire sull’accaduto. L’iniziativa è del gruppo consiliare di Progetto Reggio che ha presentato una specifica richiesta a norma dell’ articolo 20 del regolamento del consiglio comunale.

Progetto Reggio riporta le dichiarazioni di Corradini sul “linciaggio” nei suoi confronti e le “minacce” ricevute a più riprese.

Ecco il documento depositato questa mattina.

«In data 5 marzo il Vicesindaco vicario ha revocato le deleghe all’Assessore Franco Corradini, assumendole ad interim, “a causa del venir meno di requisiti imprescindibili di fiducia e collaborazione” pur riconoscendo che sino a dicembre 2013 “Corradini ha svolto un buon lavoro”;

tale decisione è stata assunta in seguito allo svolgimento dell’iniziativa del PD denominata “primarie” per la scelta dei candidati a sindaco in previsione delle elezioni amministrative 2014 e dopo una specifica richiesta dell’Assessore Matteo Sassi (anch’egli candidato alle sopramenzionate “primarie”);

note di stampa hanno infatti riportato che durante lo svolgimento di tale iniziativa privata autogestita si sarebbero verificati casi di compravendita di voti ovvero di partecipazione alla medesima da parte di cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno ma in possesso di regolare carta d’identità;

tra le ulteriori giustificazioni addotte dal Vicesindaco vicario per l’allontanamento dalla Giunta di Franco Corradini  vi sarebbero il tipo di campagna per le “primarie” condotta dal Corradini ed anche le assenze dello stesso in sede di riunioni di Giunta;

per contro note di stampa in merito riportano la denuncia dell’ex Assessore Corradini secondo il quale nei suoi confronti si sarebbe svolta “un’opera di linciaggio” ed inoltre che avrebbe addirittura ricevuto “intimidazioni”;

tale situazione ha inevitabilmente coinvolto l’intera Istituzione comunale esponendola ad un immeritata situazione di grave turbamento;

il Consiglio comunale impegna il Vicesindaco Vicario a riferire urgentemente allo stesso al fine di chiarire le decisioni assunte».

Ugo gli ha tolto la sedia da sotto il quorum, tuttavia Corradini non si arrende e anzi vende cara la pelle, continuando a proclamare la sua verità

Gli hanno tolto la sedia da sotto il quorum (seggio 1). Ma Corradini non si arrende, e continua a proclamare la sua verità bum-bum

GLI IMMIGRATI SI SCHIERANO CON CORRADINI: “IL PD HA DISTRUTTO IN POCHE ORE IL LAVORO DI ANNI”

6/3/2014 – Ieri ha preso posizione a favore dell’ex assessore un gruppo di immigrati, che si dichiara “profondamente amareggiato” per il trattamento riservato a Franco Corradini. Spiegano la loro versione su quello che è successo al seggio del Catomes Tot: «Gli italiani, attivi del Pd, ci guardavano dall’alto al basso e sghignazzavano». «Siamo quelli che devono avere il diritto di voto, ma il voto deve essere pilotato, perchè se non votano a testa bassa quello che il partito italiano ordina, allora il voto rischia l’annullamento». Parlano di ghettizzazione del voto, di faide interne al Pd (“A noi non interessano”) e difendono Corradini a spada tratta: «Ci ha spiegato con pazienza e in modo corretto l’esercizio del nostro diritto di voto. Ma mai una sola mezza volta Corradini ci ha proposto un soldo per votare. Ringraziamo Corradini per il lavoro svolto per un’integrazione vera, che i suoi nemici politici hanno distrutto in poche ore».

Ecco la lettera integrale sottoscritta da Solomon Affare, Ines Dervishi, Gecim Abdi e Ramzi Ben Romdhane. 

«Profondamente amareggiati, vogliamo raccontare anche la nostra verità, se i media danno spazio anche a chi non si unisce al coro contro Corradini.

Domenica molti di noi si sono recati al Catomes Tot con molto entusiasmo, era la prima volta che potevamo partecipare attivamente anche alla vita politica della nostra città. Giunti al seggio, degli italiani che poi abbiamo saputo essere attivisti del PD, ci guardavano dall’alto in basso e sghignazzavano.

Ad alcuni di noi hanno contestato brutalmente un fatto “gravissimo”: avevamo una regolare carta d’identità. Quando mai! Noi eravamo gli stranieri, quelli ghettizzati in un unico spazio, quelli che se sono fisicamente vicini a un semplice screzio (fra italiani) portano a far scattare la chiamata immediata delle forze dell’ordine. Siamo quelli che devono avere il diritto di voto, ma il voto deve essere pilotato, perchè se non votano a testa bassa quello che il partito italiano ordina, allora il voto rischia l’annullamento.

Per noi era la prima volta. Non siamo come quelli che votano da 50 anni e conoscono alla perfezione tutti i meccanismi di voto.

Corradini ci ha sempre pazientemente spiegato in modo corretto l’esercizio del nostro diritto di voto alle primarie del centrosinistra e quei 2 euro, non lo nego, per molti di noi non erano facili da comprendere. Ma mai, e dico mai, una sola mezza volta Corradini ci ha proposto un soldo per votare. Voleva anzi che fosse chiaro questo aspetto, per evitare spiacevoli sorprese di chi si recava a votare e doveva tornare indietro perchè privo dei 2 euro.

Piuttosto degli scrutatori del PD hanno obbligato a versare i 2 euro anche agli stranieri iscritti al PD, ennesima presa in giro nei confronti dell’immigrato.

A noi non ci interessano le faide interne del Partito Democratico, non ci interessa Sassi che deve arrivare secondo a tutti i costi e Vecchi che doveva fare un’ovazione. E non ci interessa nemmeno se la cooperazione reggiana si è sentita offesa dalle critiche di Corradini in campagna elettorale.

Tutto questo NON CI INTERESSA.

Ci interessava invece partecipare democraticamente alla vita politica della città senza discriminazioni, ma forse il PD non è ancora pronto per una tale integrazione. La sospensione del seggio di cui il PD ha voluto la ghettizzazione concentrandovi gli stranieri è un fatto gravissimo che, insieme ai comportamenti sopra esposti, dimostra una profonda e strisciante forma di razzismo, aggravata da ipocriti proclami di integrazione in pubblico.

Cogliamo l’occasione per ringraziare invece Franco Corradini, l’unico amministratore che in questi anni ha saputo costruire giorno dopo giorno un’integrazione vera che i suoi nemici politici di partito hanno distrutto in poche ore il 2 marzo».

Nella foto, l'urna del Catomes Tot in rivolta: "Sono stata strumentalizzata"

Nella foto, la nota urna del Catomes Tot si rivolta e ribalta: “Basta parlare di me!”

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