Anche Le Monde s’inchina al Parmigiano Reggiano: “Una divinità da conservare come oro”

6/3/2014 – Nel pieno dello scontro, mai così duro, intorno al Consorzio di tutela (con il presidente Alai deciso a trascinare Coldiretti in Tribunale), Le Monde – il quotidiano francese più prestigioso – dedica un ampio speciale al Parmigiano Reggiano, definendolo “Una divinità che si conserva come oro, da salvare quale patrimonio inestimabile e simbolo del Made in Italy in tutto il mondo“.

Il corrispondente Philippe Ridet ne ripercorre la storia, esaltandone le caratteristiche che lo rendono unico e che sono il vanto dell’Emilia, e soprattutto un monumento all’agroalimentare reggiano.

“Nel maggio 2012 – ricorda Ridet – in occasione del terremoto in Emilia-Romagna, i produttori lanciarono una corsa contro il tempo per salvare migliaia di tonnellate dal sisma. Oltre a proteggerlo come un gioiello, lo si copia come una borsa Louis Vuitton. Di cosa si tratta? Ma del Parmigiano Reggiano, naturalmente. È la star dei formaggi italiani, niente a che vedere con i cugini lombardi o del Trentino chiamati Grana Padano e Trentingrano. Prodotto di lusso e di grande consumo, è simbolo del Made in Italy e resiste alla crisi e ai terremoti e vede aumentare le proprie esportazioni in un Paese che invece ristagna. Nella hit parade dei paesi amanti del formaggio dell’Emilia-Romagna, al primo posto la Francia, seguita da Gran Bretagna, Germania, Usa, ma cresce anche in Brasile, Indonesia ed Arabia Saudita”.

Per Le Monde non ci sono dubbi, il segreto è la lavorazione e la cura del dettaglio: “Il Parmigiano, concepito a partire da latte crudo e scremato di mucca della razza reggiana, è quello prodotto nelle province di Parma, Modena, Reggio Emilia e, in parte, nella zona di Bologna. Ci vogliono minimo 12 mesi di stagionatura perché questa delizia possa approdare sulle tavole dei consumatori e non è un caso che dal 1996 il parmigiano goda del marchio Dop che ne garantisce l’autenticità”. Quindi cura dei particolari, ma soprattutto grandi garanzie di qualità: “Una buona parte del budget del Consorzio che lo gestisce (30 milioni di euro) – sottolinea Ridet – è assorbito dai controlli. Nel 2013, 3.500.000 forme sono state analizzate e 1.700 punti vendita visitati. “È vero, costa caro – ammette Riccardo Deserti, direttore del Consorzio – ma è l’unico modo per garantire la qualità”.

Opinione condivisa dall’Assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Maurizio Melucci, secondo cui “il riconoscimento di Le Monde non fa altro che sottolineare l’assoluta eccellenza e unicità di un prodotto italiano che, tra l’altro, è fra i più imitati al mondo e che si inscrive perfettamente nella logica dell’Expo 2015 intitolata Nutrire il Pianeta, Energia per la vita. Molto importante è che l’attestato di stima arrivi dalla Francia, un Paese concorrente ma non per questo privo di quello spirito critico costruttivo che sa riconoscere l’eccellenza di un prodotto che sposa artigianalità e modernità”.

LEGGI  L’ARTICOLO ORIGINALE DI LE MONDE

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