[[ Stato di agitazione alla Realco, “130 lavoratori a rischio”. L’azienda replica: “Nessun rischio”

22/2/2014 – REALCO REPLICA AI SINDACATI: FALSO PARLARE DI RISCHIO PER 130 LAVORATORI

Lavoro a rischio per 130 persone alla Realco? “Non è vero e non riusciamo neppure a capire – replica secca l’azienda dopo la presa di posizione espressa da dirigenti sindacali – da dove possano nascere le affermazioni dei sindacati, che sanno benissimo di cosa si stia parlando e con i quali in questi anni è stato puntualmente concordato ogni passaggio riguardante processi di riorganizzazione del Gruppo”.

“Il tema – prosegue la Realco – è l’esternalizzazione delle funzioni legate agli acquisti dell’ortofrutta, oggi seguiti da due persone; davvero è stupefacente e incomprensibile il passaggio che porta i sindacati a parlare di rischi occupazionali per i 130 dipendenti del Gruppo.

Simili affermazioni producono ingiustificati danni, in termini di immagine, a una realtà che è motore propulsore per le attività di centinaia di soci, che garantiscono servizi a decine di migliaia di consumatori e assicurano lavoro a migliaia di addetti presso i punti vendita oltre che al personale della sede”.

“Un atteggiamento – spiega la Realco – a maggior ragione incomprensibile in presenza del coinvolgimento dei sindacati dei lavoratori (tanti dipendenti partecipano alle assemblee della cooperativa, luogo in cui vengono presentate ed approvate le future strategie) su tutti i passaggi che hanno caratterizzato e caratterizzano le strategie aziendali”.

“A fronte di un incontro programmato per mercoledì prossimo – incalza la cooperativa reggiana – non si capisce per quale ragione si parli di proclamazioni di scioperi, né si comprende perché si arrivi ad affermare che in quell’occasione i sindacati attendono risposte sul futuro della Realco, quando stiamo parlando dell’esternalizzazione di una funzione in continuità con altri passaggi analoghi e finalizzati a migliorare i livelli di competitività dell’organizzazione a favore anche dei consumatori”.

“Il futuro di Realco – prosegue l’azienda – è disegnato in un piano di sviluppo per il triennio 2014–2016, approvato dall’assemblea dei soci e noto anche ai dipendenti, che non solo non prevede alcuna cessione di punti vendita di proprietà di Realco, ma parla esplicitamente dell’apertura di nuovi supermercati e discount e della ristrutturazione di vari punti di vendita oggi esistenti”.

“Un piano di sviluppo – osserva Realco – alla luce del quale va letta anche la cessione dell’Ipersì Meridiana (peraltro avvenuta con i dovuti accordi sindacali e sottoscrizioni correlate), che corrisponde ad una strategia aziendale rispetto alla quale quell’unità di vendita, sia per dimensioni che per caratteristiche, si poneva al di fuori del suo “core businnes”, visto che il futuro di Realco è sempre più legato a supermercati e discount che vanno da 1.000 a 1.500 mq. e che operano con formule commerciali più confacenti alle caratteristiche gestionali degli associati alla cooperativa, alle cui attese di crescita la stessa è chiamata a rispondere”.

“A fronte di questi ben noti elementi – conclude l’azienda – sarebbe opportuno attenersi ai dati di fatto e a non alimentare artificiosamente preoccupazioni che non hanno fondamento e rischiano di produrre danni a carico di una società che sta operando da decenni sul mercato emiliano”.

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20/2/2014  L’assemblea dei lavoratori richiede l’immediata revoca dell’esternalizzazione del settore ortofrutta, invitando ad una discussione sul futuro lavorativo. Conferisce inoltre un mandato di indire un pacchetto di sciopero di otto ore

Stato di agitazione e gravi timori per la tenuta occupazionale. Questo ciò che è scaturito dall’ultima assemblea di lavoratori di Realco riguardo le sorti della cooperativa. Sono state giudicate insufficienti le informazioni che l’azienda ha fornito alla delegazione sindacale relative alle fasi cruciali della vita industriale della cooperativa.

“Ultimamente – riferiscono Enrico Gobbi di Fisascat Cisl Reggio Emilia e Carolina Cagossi di Filcams Cgil –, Realco ha esternalizzato il magazzino e cambiato diverse volte il fornitore per i servizi di logistica. Ha inoltre aperto due procedure di mobilità per una trasformazione strutturale e una riorganizzazione di cui non è ancora stato illustrato il piano industriale”.
“L’azienda – proseguono – ha comunicato alle rappresentanze sindacali aziendali l’intenzione di esternalizzare il settore acquisti dell’ortofrutta. Ciò determinerebbe licenziamenti non previsti dall’ultimo accordo di mobilità volontaria”.

“Meridiana Retail – aggiungono Gobbi e Cagossi – ha ceduto l’Ipersì Meridiana. Di recente sono avvenute vendite e chiusure di punti vendita per i soci sul territorio reggiano. Non è escluso che si proceda alla cessione di altre strutture commerciali, il tutto senza illustrare alle rappresentanze sindacali aziendali e alle organizzazioni sindacali i progetti industriali nel loro complesso”.

L’assemblea ha quindi richiesto l’immediata revoca dell’esternalizzazione del settore ortofrutta e invita l’azienda ad aprire un discussione sul futuro della cooperativa e i riflessi dell’occupazione dei 130 lavoratori. Alle rappresentazioni sindacali aziendali e alle organizzazioni sindacali è stato dato mandato di indire un pacchetto di sciopero di otto ore. Intanto è stato fissato un incontro con l’azienda e le organizzazioni sindacali per mercoledì 26 febbraio alle 9.30 e, per quell’occasione, i lavoratori aspettano risposte concrete sul loro futuro e sul futuro di Realco.

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