Sospetto di brogli nel Pd, il segretario Costa (Andrea) sprezzante con D’Andrea: “Non curatevi di lui”. Come ai tempi dei Magnacucchi?

4/2/2014 – Il caso D’Andrea è deflagrato all’interno del Pd in modo dirompente, ma la reazione dei maggiorenti del partito – fatta la doverosa differenza dei tempi e del livello medio culturale – rilancia un’eco lontana della vicenda dei Magnacucchi, 63 anni fa.

Alla denuncia di favoritismi e brogli da parte del consigliere del Pd Ernesto D’Andrea, che non ha raccolto firme sufficienti di iscritti per potersi candidare alle primarie del centro sinistra e si considera “espulso” dal partito, il segretario provinciale del Pd Andrea Costa replica con un tono un filino sprezzate: elogia i volontari, consigliando loro di non curarsi delle accuse ma di “guardare e passare”. Non è colto dal benché minimo dubbio sul fatto che non si siano verificate irregolarità, di conseguenza tratta D’Andrea da bugiardo o al minimo da visionario.

Ecco cos’ha scritto ieri sera il segretario Costa: «Tutti mi chiedono un commento sulla vicenda di Ernesto D’Andrea. Da segretario provinciale mi sento in dovere di dire due cose.

La prima. Voglio difendere i volontari che hanno aperto i circoli del PD a Reggio Emilia per aiutare la raccolta firme di tutti i candidati e che oggi, anzichè essere ringraziati, vengono accusati delle peggio cose. Francamente da chi di vita di partito ne ha masticata parecchia ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso.

Lo dirò quindi io: grazie ai volontari, alle democratiche e ai democratici che hanno raccolto migliaia e migliaia di firme per dimostrare che cos’è davvero la partecipazione in carne ed ossa. Non vi curate di chi vi accusa, ma guardate e passate. Siete voi i custodi della democrazia del PD e non solo.

Secondo. Credo di aver esaurito ogni mio compito politico nei confronti di D’Andrea. Nove giorni fa ho convocato i segretari di circolo e i tre candidati PD alle primarie della città per verificare come andava la raccolta di firme, con lo scopo di assicurare a tutti pari opportunità e concordare le iniziative perchè tutto si svolgesse nel migliore dei modi: l’unico a non presentarsi è stato proprio D’Andrea.

Ieri, poi, dopo innumerevoli chiamate a vuoto da parte di mezzo partito, gli ho personalmente scritto nero su bianco che se aveva un problema di numero di firme, se ne poteva parlare insieme con trasparenza e senso delle cose. La risposta – dopo questo prolungato silenzio pubblico e privato – è stata una conferenza stampa unilaterale contro il suo partito e contro la sua gente.

Bene. Se non fosse di drammatica attualità, mi verrebbe da dire – da luzzarese – quel che si dice lungo il Po in questi casi: non siamo mica venuti giù con la piena. Se la strategia mediatica di D’Andrea è di narrarsi come la vittima dell’apparato e della congiura di partito, ne prendiamo atto. Noi ci occupiamo delle nostre città, della comunità, dei problemi della gente. Non parteciperemo alla costruzione di nessun martire, men che meno volontario».

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