Sdoganamento in ‘pompa’ magna! / Abbate: “Ci si liberi delle sovrastrutture catto-comuniste, la fellatio non sia più un tabù. Le donne di sinistra escano dal ricatto della diversità berlingueriana”

Un pepato appello-manifesto by Fulvio Abbate

17/2/2014 – “Anche le donne di sinistra abbiano il diritto di scegliere d’essere libere e spudorate pompinare per semplice ambizione sociale. E’ il momento che dicano basta alla “diversità” berlingueriana, un inutile ricatto moralistico.

fellatio

Il momento storico è loro propizio, paradossalmente la crisi generale della sinistra sta aprendo insperati canyon di laicità nella sinistra stessa, crateri profondi, pronti a farsi vallate, che un tempo sarebbero apparsi inimmaginabili, ritenuti perfino un problema per la tenuta culturale dell’intero movimento operaio internazionale, e non soltanto.

Finalmente il momento è – permettetemi la battuta penosa, degna di un Fiorello al mattino – prepuzio. E’ la rivincita postuma di Albert Camus su Jean-Paul Sartre. O piuttosto di Georges Bataille e Pierre Klossowski.

Le scorse settimane, sappiamo, hanno visto il pubblico trionfo del pompino. Sventurati quei media che hanno cercato di tacerne l’esistenza verbale davanti al loro pubblico. Nel senso che il pompino si è affermato come argomento principe nell’attualità politica, i dettagli del caso non sono rilevanti: fra qualche tempo di Beppe Grillo e dell’attività parlamentare del M5S zero resterà, al contrario il pompino continuerà a brillare come pepita fluorescente d’amore e puro piacere, come lazzo liberatorio. Il pompino (si può però dire anche “bocchino” o “pompa”) consiste nel prendere in bocca un pene e succhiarlo, una pratica unisex. Scrivo succhiare per brevità, sorvolo insomma sull’uso “sapiente” della lingua in queste circostanze, ma il concetto già c’è tutto.

Da scrittore, da artista, da semplice persona che ha innanzitutto a cuore l’immaginazione, piuttosto che la morale comune o magari imposta dai funzionari di controllo, mi ritrovo obbligato a non avere paura delle parole, tantomeno a provare vergogna nel pronunciare l’esistenza del pompino come pratica o perfino come semplice lemma. Il pompino, infatti, esiste come sogno di piacere. Anche per le donne.

Un’immensa bugia che lo reputino “degradante”, una cosa da “puttane” impiegate al casino. Al contrario, in molte ritengono che fare pompini sia una forma di dominio sul maschio stesso. Nessuna preclusione neppure rispetto al cosiddetto “ingoio”. Non si tratta adesso di costituire un partito o semplice movimento d’opinione che ne rappresenti la necessità liberatoria – sorta di Forza Pompa -, semmai di puntualizzare un elemento di parità.

pompini a raffica giornale

Nel discorso corrente, per abitudine, si ritiene che le migliori pompinare siano donne che appartengono alla destra, cioè a un sentire borghese, autoritario, perfido, per adesione a un codice maschilista o anche per profitto, ossia pompinare senza vero sentire, pompinare ambiziose che mettono in moto la propria scalata sociale e professionale attraverso la bocca trasformata in autoclave.

Non è neppure il caso di ricordare le accuse mosse ad alcune signore che hanno avuto e forse ancora mantengono incarichi di responsabilità perfino istituzionale in seno al partito di Silvio Berlusconi, uno che ha sempre ritenuto che “la patonza deve girare” (cit.), uno che sicuramente non farebbe mai votare ai suoi parlamentari l’estensione della legge “Scelba”, che vieta la ricostituzione del disciolto Partito nazionale fascista, alle nostalgiche pompinare.

bocchini in panchina

Ciò che adesso però va precisato è che perfino a sinistra si può essere pompinare per diletto sociale, per scelta ragionata, per ottenere visibilità, poco importa se nelle istituzioni o piuttosto nei giornali o in televisione, sul grande schermo o nei CDA. Anche la donna di sinistra è bene, lo abbiamo detto in apertura, che sia libera di autodeterminarsi come grandissima, superba pompinara per scopi di mobilità sociale o altre ragioni non necessariamente ritenute edificanti dai virtuosi.

Mettendo così definitivamente in discussione il ricatto moralistico della “diversità” berlingueriana. Assodato che qui non si tratta di consegnare patenti di attendibilità etica che molto assomigliano ai rapporti segnati dalle squadre “buoncostume” sui mattinali dei propri commissariati, mi sembra opportuno procedere sulla strada della liberazione dalle sovrastrutture catto-comuniste.

All’indomani del varo del governo di centrosinistra, nel 1963, l'”Avanti!” titolò: “Da oggi ognuno è più libero”. Oltre cinquant’anni dopo, risolleviamo la stessa bandiera per farla avanzare sulla strada di un vero sentire libertario. La scelta individuale di fare pompini sia insindacabile ora e sempre”.

(Fulvio Abbate per www.canecattivo.com)

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sasha cinque

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14 risposte a Sdoganamento in ‘pompa’ magna! / Abbate: “Ci si liberi delle sovrastrutture catto-comuniste, la fellatio non sia più un tabù. Le donne di sinistra escano dal ricatto della diversità berlingueriana”

  1. Asteroide 423 Rispondi

    19/02/2014 alle 10:04

    Gentile Abbate, non le è mai venuto il dubbio che molte donne non si siano mai poste alcun problema ‘teorico’… inteso mascolinamente o politicamente – facendone ?
    Potrebbe mai immaginare un pompino gratuito o senza fini – che non sia semplicemente un reciproco piacere ?

    Non avere paura delle parole. Ha ragione.
    Grande traguardo.
    Si spera presto, anche delle donne e FINALMENTE di un vocabolario interamente al femminile.

    Stia bene Fulvio.

    • Asteroide 423 Rispondi

      20/02/2014 alle 18:49

      Per ‘vocabolario’ interamente al femminile si intendeva linguaggio e comunicazione.
      Anche nel senso che a volte noi donne ci chiediamo quanto certi comportamenti – anche sessuali- siano sempre e comunque etichettati come volgari o ‘sconvenienti’ oppure, come in questo caso, necessariamente politici/sociali/culturali, dettati dal codice maschile imperante (proiezione culturale),
      e quanto invece ne sia diversa la nostra azione e fruizione.
      I termini (parole) dell’atto sessuale sono molto volgari e freddi e talvolta perdono la bellezza dell’agirli naturalmente.
      Penso invece, in contrapposizione, al linguaggio orientale (indiano e cinese) -dal Kama Sutra all’Ananga Ranga ovvero quello dei principali trattati taoisti o dell’arte tantrica.
      Lì i termini per definire il sesso o le parti sessuali sono armonici…quasi musicali.

  2. dream Rispondi

    19/02/2014 alle 11:39

    Veramente un bell’articolo, buono per incartare l’inutile paradigma post-esistenzialista che pretenziosamente dovrebbe fare da struttura portante ad un contenuto a dir poco volgare.

    • Linguaccia Rispondi

      19/02/2014 alle 22:34

      Ci si riferiva ad un altro tipo di vocabolario infatti, ma vedo che ad esempio lei non riesce proprio a farne a meno.

  3. Not a dream Rispondi

    19/02/2014 alle 21:06

    Più volgare chi scrive ‘chiavica è femmminile’.
    Nonché fuori luogo. Sessista.

    • Le sorelle e le cugine Rispondi

      20/02/2014 alle 15:09

      E’ estremamente lodevole che ‘Rep’ si distingua dalla maggior parte delle testate on line per la rapidità con cui elimina insulti ed offese tra blogger; indegni di una sana, libera e consapevole COMUNICAZIONE ( oltreché libidine, che come Verità, guarda il caso, in italiano sono termini femminili… ). 😉

      Complimenti ragazzi&ragazze, continuate così.
      Un bacio a Pierluigi.

  4. I cinque sensi Rispondi

    20/02/2014 alle 13:47

    Le Poesie di Raffaele Ferrario (ad esempio Post Mortem Barbie Forever)
    e quelle di Patrizia Valduga.
    Anche quando Giovanni Lindo scriveva di ‘coiti molesti e ingoi indigesti’.
    Pensate soltanto a quanto incassano le ditte dei colluttori nel nostro Paese…

  5. Just a dream indeed Rispondi

    20/02/2014 alle 16:23

    Penso invece che un mod non dovrebbe far leggere i commenti che poi non pubblica o pubblica smozzicati ad altri partecipanti, oppure dovrebbe per correttezza pubblicare tutta la posta privata che riceve . Il commento completo faceva riferimento al linguaggio scurrile, da cui il termina chiavica che al cospetto è una poesia.
    Se si vuole instaurare la pornocrazia giornalistica con tutti i connessi del linguaggio, liberi di farlo, come liberi sono i sognatori della purezza espressiva di chiamare le cose con il loro nome, esattamente come vuole Asteroide, a buona ragione dunque non ci si dovrebbe sentire scandalizzati per una onesta “chiavica”, epiteto che riferito all’insieme dell’articolo ci sta da Dio.
    Se non volete pubblicare, fatti vostri. Contrariamente a ciò che vi viene detto non siete rapidi nell’eliminazione delle volgarità, non avreste pubblicato sconcezze in tal caso.

    • Asteroide 423 Rispondi

      20/02/2014 alle 18:25

      Il commento si era letto integralmente perché pubblicato
      ma faceva riferimento ad ‘un scritto sopra’ (?) e la cosa poteva essere fraintesa,( ovvero riferita al mio post).
      Per il resto ad ognuno la propria percezione o meno della Volgarità.

  6. Cap Rispondi

    20/02/2014 alle 18:40

    Ciao a tutti.
    Siamo qui, nel nostro piccolo, per fare informazione, a volte cultura, più spesso intrattenimento, qualche volta cazzeggio (perché no?)… insomma per riderci anche su.

    Quelle espresse nei commenti sono opinioni, lazzi, spigolature, impressioni a caldo, e tutte vanno legittimamente espresse, ci mancherebbe.

    Abbiamo riportato un pezzo pubblicato su un sito che ospita articoli a volte arguti e a volte anche solo divertenti, e come noi ha fatto il più noto Dagospia (Abbate, poi, l’autore, è anche un valente scrittore e un noto personaggio televisivo). L’argomento, poi, a suo modo pruriginoso, è stato al centro delle cronache politiche nazionali per diversi giorni, trattato anche da grosse firme non foss’altro che per dovere di cronaca parlamentare (presente l’affondo di un grillino rivolto alle donne del Pd?).

    Detto ciò, a moderare i commenti siamo in due (chi c’è c’è, senza orari o protocollo, e ciascuno modera secondo il suo personale sentire), quindi può essere capitato che uno di noi due abbia dato il via libera a un commento e poi, a distanza di qualche ora, l’altro lo abbia ridotto o sistemato (e dunque può essere capitato che nel frattempo un lettore abbia prodotto un commento in risposta a un altro. Ripeto: tecnicamente può essere, e la scansione prettamente cronologica degli interventi può risultare non sempre consequenziale a quello precedente, che magari nel frattempo è stato alleggerito o in parte tagliato.

    (E’ un’ipotesi, che mi sembra logica: ma confesso che mi mancano tutti i dettagli che hanno portato a questa conversazione, quindi fatico a ricostruirla mentalmente per intero, e di ciò mi scuso, pur augurandomi tuttavia che questa mia risposta risulti sufficientemente confacente e soddisfacente)

    Succede raramente, dicevo. E comunque ringrazio il lettore/lettrice per avercelo fatto notare: significa che siete attenti e che ci seguite.

    Di sicuro, però, e voglio sottolinearlo, qui nessuno ha mai fatto leggere commenti ad altri partecipanti, cosa che peraltro non avrebbe senso. Personalmente, poi, anch’io sono favorevole alla parola “chiavica”, che nobilito anche qui citandola (dando ragione all’obiezione di Just a dream indeed).

    Per il resto, cercheremo di essere sempre più rapidi e precisi e liberali nella moderazione dei commenti, sperando che anche voi lettori facciate la vostra parte, e cioè che vi mostriate tolleranti con noi e con i limiti (tecnici, contenutistici, di linguaggio) che ci riconoscerete da qui in avanti.

    A presto… un abbraccio casto ovunque voi siate.

    • Asteroide 423 Rispondi

      20/02/2014 alle 19:18

      Grazie Cap,

      però ora sarebbe davvero democratico pubblicare integralmente l’originale post di dream, anche per stabilire esattamente in che contesto collocare la parolina ‘chiavica’, e decidere personalmente se nobilitarla o meno.

      Buon lavoro.

  7. La compagnia del gatto tartaruga Rispondi

    21/02/2014 alle 00:06

    Stasera in pizzeria abbiamo tutte/i convenuto che la parola pizza è carina… tranne quando si dice di qualcuno che ‘è una pizza’ oppure ‘ora gli do una pizza sul muso’…
    Pensavamo a Cap che aveva scritto di essere favorevole alla parola “chiavica” (che a noi fa comunque schifo) e …pure all’obiezione di J.a.d.i. ,senza in realtà avere davanti esattamente il post, impedendoci così una visione obiettiva e costruttiva delle obiezioni sollevate.

    Comunque sia piuttosto teniamo vivo il blog invece di perderci in questi vicoli CIECHI.

    notte!

  8. Just a dream indeed Rispondi

    21/02/2014 alle 08:32

    Grazie Cap, esaustivo.
    se è andata così, e non ho motivo ora di dubitarne, tutto è chiarito, mantengo però il mio dissenso per i contenuti espliciti di natura “pornocratica” che squalificano, poco ma sicuro, la vostra nuova testata a cui faccio i miei auguri, auguri con condizione personale, perseguire la via della facile carotina per gli allocchi infoiati, di qualsiasi genere siano, vi farà perdere consensi.
    A voi la scelta ovvio, del resto le poppe al vento hanno fatto guadagnare tutti i giornali, resta il problema del limite e qui credo che lo abbiate superato.
    A margine, l’autore non è male ma si abbandona anche lui al facile adescamento a sfondo sessuale, non è un vantaggio anche se lo crede, semplicemente diventa volgare.

  9. Asteroide 423 Rispondi

    21/02/2014 alle 11:14

    ‘ …Ed è proprio per quelle rare donne che non si identificano totalmente nell’artificialità, nel materialismo e nell’apparenza dilagante,
    e che magari cercano, tra mille e mille difficoltà, di ritrovare in sé l’eco di quella femminilità naturale e magica….
    ..quelle che non riescono a identificarsi completamente nei miti, nelle religioni e nelle mode odierne,
    e che provano in sé un insopprimibile senso di nostalgia nei confronti di un modo d’essere femminile più REALE,
    meno apparente e più magico…
    quelle che cercano mezzi per resistere al processo di artificializzazione e di materializzazione a loro danno, che dilaga attualmente… in una sorta di CULTO DELL’ARTIFICIALE ‘.

    Ada D’Ariés

    Forse proprio questo culto è la base di ogni pornografia…(della mente).

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