Scambio di salme all’obitorio del Franchini: al posto del padre c’è un altro morto

25/2/2014 – Al dolore si è aggiunta una macabra beffa. E’ accaduto ieri sera all’ospedale Franchini di Montecchio, dove è avvenuto uno scambio di salme. La storia è stata raccontata da Rossana Barani al giornale web 4minuti.it.

La signora Barani è accorsa al Franchini dopo aver appreso che suo padre Medardo, 86 anni, era morto, tuttavia all’obitorio si è accorta che quello che le è stato mostrato non era il cadavere di suo padre. Aveva addosso gli abiti preparati per suo padre, e la salma era nella bara acquistata per lui.

La signora Barani, superato il primo momento di sconcerto, ha pensato che poteva esserci stato uno scambio, e si è portata nella stanza accanto. E infatti, rivestito con gli abiti di un altro, e in una bara non sua, c’era suo padre. Ha protestato con gli addetti delle pompe funebri e le è stato risposto che l’errore doveva essere stato fatto da dal personale dell’ospedale.

E’ tornata a casa e ci ha scritto: “E morto il mio papà, e stasera, quando sono andata per vederlo, mi sono accorta che hanno scambiato persone… ho chiamato quelli delle pompe funebri e mi hanno detto che a loro arrivano con un cartellino direttamente dal reparto. E’ possibile che una cosa del genere succeda nei nostri ospedali?”.

Questa mattina gli addetti alle pompe funebri hanno provveduto a rimediare all’errore, cambiando bare e vestiti. I responsabili del Franchini dovranno fornire spiegazioni.

LE SPIEGAZIONI DELL’AUSL: “L’ERRORE E’ DELL’AGENZIA DI POMPE FUNEBRI”

In un comunicato diffuso oggi la direzione dell’Ausl ha precisato che l’errore non è stato del personale dell’Ospedale di Montecchio, e spiega perché: “I pazienti deceduti in ospedale, dopo un periodo di osservazione, vengono trasportati alle camere ardenti dal personale ospedaliero. A tutti i pazienti, al momento del ricovero, viene messo al polso il braccialetto di identificazione nel quale sono contrassegnati nome e cognome.

Il braccialetto non viene mai rimosso durante il ricovero, ma viene tolto dal personale delle pompe funebri nella fase di preparazione della salma, che si svolge nella sala vestizione della camera ardente. L’errore che si è verificato nella camera ardente non è pertanto di responsabilità del personale sanitario dell’Ospedale di Montecchio”.

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Una risposta a 1

  1. Karma Rispondi

    25/02/2014 alle 12:12

    Il rispetto e la cura verso i defunti passano attraverso il senso umano e civile della popolazione che abita quel luogo.
    ‘Quel luogo’ non è più il luogo di una volta.

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