[[ Reggio al tempo dei monsoni: nel gennaio più caldo in 184 anni è piovuto il triplo, e al Cerreto cinque volte di più

4/2/2014Gennaio 2014, secondo gli annali dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, coi suoi 6.8°C di temperatura media mensile a Modena e i 5,7 a Reggio (dove al San Lazzaro è in funzione la nuova stazione meteo) è stato il secondo più caldo degli ultimi 184 anni nelle nostre zone.

Ma la vera anomalia è rappresentata dai quantitativi straordinari di pioggia, soprattutto in Appennino, che fanno dire agli esperti che lì si sono avute precipitazioni addirittura monsoniche. Difficile stabilire quando smetterà di piovere in quanto, anche se non intense, le piogge accompagneranno tutte le prossime giornate della settimana con una breve tregua tra mercoledì 5 e giovedì 6 febbraio. Ma venerdì 7 ancora piogge intense.

Temperatura media mensile di + 6,8°C e complessivi 120.8 mm di pioggia, con soli 2 cm di neve nel mese: questi i dati di gennaio rilevati per Modena dai tecnici dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Quello che si siamo appena lasciati alle spalle – commenta il meteorologo Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – è un gennaio decisamente da ricordare negli annali meteo, tanto che forse un domani potrebbe preso come esempio di inizio dell’era degli eventi estremi dovuti al global warming”.

In particolare, il mese risulta il secondo più caldo dall’inizio delle osservazioni a Modena, nel 1830, e il più “bagnato” quanto a precipitazioni totali (pioggia + neve fusa) dal 1972, ma stimabile come il piovoso se si limita il calcolo alla sola parte di pioggia.

Sono veramente tante le anomalie e i record di questo gennaio – continua Luca Lombrosotanto che non è azzardato definirlo <hyper estremo>, similmente all’estate 2003

Questo gennaio 2014 è stato il settimo con più precipitazioni dal 1830. Tuttavia, c’è un particolare non da poco: tutti i sei casi passati di gennaio, più ricchi di precipitazioni dell’attuale, furono freddi e con nevicate consistenti. “Nel 1972, per esempio, le precipitazioni totali furono 124.8 mm contro i 120.0 odierni, ma con 28 cm di neve pari indicativamente a 28 mm di precipitazione”.

A Reggio Emilia, la nuova stazione collocata la Campus universitario San Lazzaro ha fatto registrare una media mensile di temperature di 5.7°C con piogge pari a 133.6 mm. “Per la cronaca – si affretta a far sapere Luca Lombrosoil mese di gennaio climaticamente dovrebbe essere il mese con meno precipitazioni dell’anno, insieme a luglio, con una media nel nostro territorio di circa 40 mm di pioggia, mentre quest’anno ne sono cadute tre volte tanto!”.

L’Appennino, tuttavia, è l’area dove le precipitazioni, peraltro quasi sempre piovose anche a quote alte, sono state veramente straordinarie. I primi dati raccolti dai tecnici dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena sono sorprendenti. Al Passo del Cerreto sono caduti 883,6 mm a fronte di una media per il periodo attestata attorno a 180 mm (fonte SMI Nimbus e SIR Toscana), mentre a Lagdei (fonte ARPA SIM), nel Parmense, si sono addirittura superati i 1000 mm. “In attesa di approfondire i riferimenti storici – commenta Luca Lombrosobasta una curiosità per far capire la straordinaria anomalia che ha caratterizzato questo inizio del 2014: in Appennino le piogge sono state veramente monsoniche! Tanto per intenderci, 800 mm in un mese è  la piovosità media di luglio, in piena stagione di monsoni, di Cherrapunjee, in India, che è la località più piovosa del mondo!”.

Previsioni. Cosa ci si deve aspettare per i prossimi giorni? Le mappe indicano quasi costantemente pioggia, praticamente tutti i giorni con una relativa tregua fra mercoledì 5 e giovedì 6 febbraio. Per fortuna ora non saranno perturbazioni particolarmente intense, in quanto si tratterà solo di residui della depressione “Mayla” responsabile della sferzata di maltempo su quasi tutta la penisola. Tuttavia, venerdì 7 febbraio potrebbe arrivare una perturbazione più intensa e sempre accompagnata da aria mite.

Non pioverà ovviamente sempre, ma molto spesso sì – conclude Luca Lombroso, perché anche a medio termine non si intravede la possibilità di una stabilizzazione del tempo e neppure l’arrivo dell’inverno”.

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