“Pierferdy perché mi tradisci? Io a Canossa non ci torno”. In fibrillazione la politica reggiana per la lettera aperta di Mario Poli a Casini sulle sorti dell’Udc. In vista un’altra migrazione dopo quella di Zobbi?

4/2/2014 – Dite a Pierferdy Casini che a Mario Poli non va giù l’inversione a “u”, col ritorno dell’Udc nella grande casa del  Centro-Destra. Perché tradisci noi eroi dell’orgoglio democristiano, sembra dire il Vecchio Saggio dell’Udc reggiana. Ma non farebbe meglio a preoccuparsi della migrazione di Tarcisio Zobbi con un bel pezzo del partito reggiano verso l’Ncd di Angelino Jolie Alfano? Oppure Poli prepara la “sua” migrazione?

Ecco intanto la lettera aperta di Mario Poli* a Pierferdinando Casini

Devo onestamente confessare da dirigente politico UDC di periferia che non  ho proprio condiviso sia nel metodo che nel merito l’intervista del Senatore Casini, fino ad oggi leader dell’UDC, rilasciata al quotidiano la Repubblica di Sabato scorso.

In quelle due colonne Casini compie una improvvida inversione a U del Partito a favore del Centro Destra, di Forza Italia e di Berlusconi, lasciando letteralmente di sasso le tante donne e uomini dell’UDC che si sono impegnati in questi anni per l’affermazione di un Polo di Centro e Riformista.

Questa resa troppo facile alla real-politik oscura il nobile progetto  centrista, appunto l’UDC, Unione dei Democratici Cristiani, che noi provenienti da Democrazia Europea, partito che da solo aveva preso alle Politiche del 2001 il 3% circa, avevamo abbracciato con entusiasmo fin dal 2002.

Le nuove ma vecchie alleanze oggi prospettate sono una evidente contraddizione delle battaglie storiche sostenute in questi 7 anni dal nostro partito; battaglie iniziate con la scelta coraggiosa e scomoda del 2008, quando non abbiamo aderito alla proposta del Partito padronale, il  P.D.L., lanciato da Berlusconi sul predellino.

Ora è vero che le elezioni politiche del 2013 non ci hanno premiato, ma non per questo va abbandonata la strada immaginata appena a Dicembre 2013 di un Partito Popolare per l‘Italia con gli amici Dellai e Mauro di Scelta Civica; piuttosto in Congresso servirà approfondire le cause degli insuccessi registrati negli ultimi anni  e le ragioni per cui alcun Dirigente di Vertice ha mai pensato alle proprie dimissioni, come prassi democratica avrebbe voluto.

Il riferimento al Congresso non è per chi scrive del tutto casuale perché fra 20 giorni si terrà finalmente, dopo la “debacle” dell’UDC alle elezioni di Febbraio 2013, il Congresso Nazionale che per Statuto definisce la strategia del partito e la nuova Dirigenza.

In quella sede si prenderanno le decisioni fondamentali! La linea del Partito non viene decisa da ”un uomo solo al comando” e attraverso proclami pubblicati su carta stampata e/o attraverso i social networks.

Naturalmente oltre alla obiezione di metodo ci stanno anche quelle di merito perché il ritorno fra le braccia di Forza Italia, a guisa di un moderno ANDARE A CANOSSA, dopo che siamo stati convinti e determinati oppositori del Governo Berlusconi 2008-2011, non esalta tutto il Partito e non convincerà tutti i delegati del Congresso che mi auguro abbiano ampia libertà di discussione e possano far emergere indirizzi differenti da quanto prospettato dal Senatore Casini.

Circa la proposta di nuova legge elettorale in discussione alla Camera, andrebbe fatta da parte dell’UDC una battaglia più ferma e  più dura per introdurre le PREFERENZE senza arrendersi già all’idea di un Parlamento futuro che sarà giudicato dagli Italiani, comunque vada a finire, come UN PARLAMENTO DI  NOMINATI dai Segretari dei Partiti”.

*Capogruppo UDC, Consiglio Provinciale di Reggio Emilia

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