“Il Park è assurdo, con me non si farà”. Il candidato Corradini spara sul quartier generale di Luca Vecchi

16/2/2014 – «Quel parcheggio è un’opera assurda e inutile: se sarò eletto sindaco non si farà». L’assessore Franco Corradini, in corsa alle primarie per il candidato sindaco del centro-sinistra a Reggio, è decisamente passato all’opposizione del sistema di potere rappresentato dal candidato favorito Luca Vecchi, capogruppo Pd e uno dei commercialisti di riferimento delle grandi coop Lega.

Uno dei rospi ingoiati dall'Amor Nostro Corradini (anche detto Sua Franchezza) negli ultimi anni. Ora però il candidato sindaco, sempre meno mite e sempre più mito, li sta risputando uno a uno. Morale: scendendo nell'agone ha detto addio al magone (bravo!)


Uno dei rospi ingoiati dall’Amor Nostro Corradini (anche detto Sua Franchezza) negli ultimi anni di giunta Delrio. Ora però il candidato sindaco, sempre meno mite e sempre più mito, li sta risputando uno a uno. Morale: scendendo nell’agone ha detto addio al magone… e sarà lui a far vedere i sorci verdi a tutti!

Oggi ribadisce la sua opposizione, non nuova, al Park Vittoria, per il quale del resto è già scattato un allarme sui ritardi nei pagamenti ai fornitori e sulla lievitazione dei costi. Ora Corradini si spinge più avanti, e afferma che se sarà lui il nuovo sindaco, l’opera sotto il parco del Popolo non verrà più realizzata.

«Come già espresso e ribadito in tempi non sospetti, ritengo la costruzione del Parcheggio in Piazza della Vittoria un’opera inutile e quindi da non realizzare – dichiara -. A parte il fatto che a pochi metri ci sono ben due parcheggi (Aci e Caserma Zucchi) mai pieni di auto, quell’opera non corrisponde alla necessità di una mobilità sostenibile e peggiora la qualità della vita in centro storico. Senza contare i rilevantissimi costi per la collettività in tempi di crisi economica che tutti conoscono sulla propria pelle.

A mio avviso va ripensata – aggiunge – la funzione della circonvallazione, che oggi rappresenta un vero e proprio muro e crea un accesso non protetto e non sicuro in particolare per ciclisti e pedoni. Bisogna fare in modo che la circonvallazione diventi un collegamento parte integrante del sistema della mobilità sostenibile esteso finalmente al centro storico, privilegiando il trasporto pubblico efficiente, piste ciclabili sicure, soste e parcheggi intermodali».

«Gli effetti collaterali del cantiere relativo al parcheggio in Piazza della Vittoria sono tanti – prosegue – Ad esempio: salvaguardia reperti archeologici di epoca romana, tutela degli alberi monumentali vincolati,  sicurezza statica dei fabbricati e monumenti. Stanno creando notevoli criticità ai residenti e alle attività economiche e sociali presenti in zona, che potrebbero diventare difficilmente recuperabili».

«Ritengo che sia stato sbagliato non confrontarsi in modo costruttivo con i cittadini e il comitato contrari all’opera. Di fronte alla richiesta d’ascolto di cittadini (che ad oggi hanno raccolto 8.000 firme), fare spallucce con l’arroganza di chi già sapeva che avrebbe tirato dritto a testa bassa comunque, è stato uno schiaffo che i reggiani non meritavano.

Quando ho incontrato comitati nati su problematiche locali relative alle mie competenze da Assessore, li ho sempre ascoltati in un rapporto di dialogo al fine di arrivare a una soluzione concordata e collaborativa. L’ultimo esempio quello della realizzazione dei microcinema in Via Ariosto».

E conclude: «Il mio sfidante alle Primarie del centrosinistra Luca Vecchi è un inflessibile difensore della costruzione del Parcheggio in Piazza della Vittoria. Se sarò eletto Sindaco quell’assurdo e inutile parcheggio non verrà realizzato».

Sempre in questi giorni Corradini ha lanciato un duro atto d’accusa nei confronti della cooperazione. In una lettera inviata a tutti gli iscritti al Pd la definisce «una nomenclatura di dirigenti autoreferenti che difende il proprio posto». E’ con Legacoop che Luca Vecchi, principale concorrente di Corradini, ha i suoi incarichi professionali più importanti. Di conseguenza, anche se non lo dice, il riferimento alla “nomenclatura” di sovietica memoria è riferito anche e principalmente a lui.

«Molti dei pilastri che hanno reso ricca e civile Reggio Emilia sono invecchiati, si sono chiusi in sè – si legge nella lettera – Penso alla drammatica crisi della cooperazione, una nomenclatura di dirigenti autoreferenti che difende il proprio posto anche di fronte ad aziende coop ormai con l’acqua alla gola».

Non mancano strali nei confronti della Cgil, «sovente sorda a quanto si muove nella società reggiana, alle nuove contraddizioni che nascono tra i giovani precari e tra gli anziani che con l’invecchiamento della popolazione vedono sorgere nuove patologie spesso drammatiche per loro e le loro famiglie.

Sono stato protagonista, insieme a tanti di voi, delle scelte che hanno rinnovato la vita di Reggio Emilia e ne hanno segnato la modernità: ciclabili, vele di Calatrava, Mediopadana, bosco urbano, centro Malaguzzi, università. Scelte spesso sofferte e molte volte osteggiate da parte di quel mondo che con un po’ di superficialità si dichiara il nuovo».

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