Nei sei palazzi della Regione non c’è posto per la mostra sul martirio di Rolando Rivi

11/2/2014 – Può sembrare incredibile, ma la Giunta Regionale non ha spazi adatti ad ospitare a Bologna, nello sterminato complesso di via Aldo Moro, la mostra sulla vita e il martirio di Rolando Rivi, il seminarista di 14 anni di San Valentino, sequestrato, tenuto prigioniero, torturato e infine ucciso da un gruppo di partigiani comunisti dieci giorni prima della Liberazione.

La mostra è stata realizzata in occasione della beatificazione di Rolando, riconosciuto martire “in odium fidei”, ma  nonostante ben sei palazzi a disposizione, non esisterebbe una sala disponibile nelle pertinenze del governo regionale. Verrebbe da dire che una scusa più risibile non poteva essere scovata. Tuttavia a pensar male si fa  sempre peccato, perciò non resta che prendere per buona la risposta data dalla Giunta a un’interrogazione presentata da Andrea Leoni e Fabio Filippi, a proposito di quanto accaduto a Rio Saliceto, dove la dirigente scolastica aveva sospeso le visite delle scolaresche alla mostra sul beato Rolando.

Nell’interrogazione i due consiglieri di Forza Italia chiedevano al Presidente della Regione di rimediare almeno parzialmente al blocco avvenuto a Rio Saliceto, esponendo la rassegna all’interno dei locali della Regione Emilia-Romagna.

L’Assessore agli Affari Generali della Giunta, Massimo Mezzetti, ha dunque risposto che “negli edifici della Regione non vi sono spazi a disposizione della Giunta Regionale con i requisiti richiesti dalla normativa vigente per accogliere esposizioni aperte al pubblico. L’unico spazio dotato di tali requisiti e adeguato ad accogliere piccole mostre, prevalentemente fotografiche, nell’atrio di ingresso di viale Aldo Moro 50, è nelle disponibilità dell’Assemblea Legislativa.”

“Riteniamo inverosimile – sottolineano Filippi e Leoni – che non vi siano spazi a disposizione, considerando che la sede della Regione è costituita da sei edifici di grosse dimensioni. Abbiamo, comunque, già predisposto una lettera da sottoporre alla Presidente dell’Assemblea Legislativa, Palma Costi, per richiedere la possibilità di esporre la suddetta mostra nell’atrio d’ingresso di Viale Aldo Moro 50”. Non resta che attendere la risposta della Palma Costi. Si potrebbe almeno disporre l’esposizione della mostra nel salone del Consiglio almeno per un giorno, come momento di riflessione offerto a tutti e per chiedere scusa con un gesto simbolico per quell’atto di barbarie e per tutte le nefandezze compiuti nel dopoguerra in nome dei soviet e della nascente democrazia italiana. E se non altro la vedrebbe anche il governatore Errani.

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