[[ Fiere travolte dai debiti, la lista Grande Reggio guarda ai crucchi: “Adottiamo il modello Monaco di Baviera”

27/2/2014 –  “Non rischiamo di ripianare un debito per accumularne subito uno nuovo. Urge una visione manageriale nuova che proietti Reggio Emilia oltre i confini locali, con un forte coinvolgimento del tessuto economico”.

Il presidente del comitato Grande Reggio, Primo Gonzaga, prende posizione su un argomento nodale per il tessuto economico reggiano: il destino delle Fiere. “La voragine debitoria della Srl – dichiara Gonzaga – non deve concentrare le attenzioni solo al ripianamento del deficit, ma deve portare a un veloce ed efficace ripensamento della strategia fieristica. Senza una visione manageriale nuova del ruolo delle Fiere, rischieremmo infatti di ripianare un debito per iniziare subito dopo ad accumularne un altro”.

Chiarisce il presidente: “Non è sufficiente versare denaro per puntare a non perdere le manifestazioni che ci rimangono, come intende fare la Provincia. Se si vuole continuare con la strada della proposta fieristica si abbia la consapevolezza che Reggio Emilia non potrà più competere da sola, pertanto urge un piano di alleanze. In questo senso il nostro pensiero è chiaro: la politica deve considerare un forte coinvolgimento del tessuto economico e imprenditoriale per le scelte strategiche che indirizzano l’economia locale. In questa fase la Camera di Commercio e le associazioni di categoria dovrebbero essere l’interlocutore privilegiato, da ascoltare con interesse e attenzione, indipendentemente dall’assetto societario presente e futuro delle Fiere di Reggio. Ma bisogna far presto”.

“Lo sbocco che noi auspichiamo per le nostre Fiere è uno sviluppo fieristico sul modello Monaco di Baviera – spiega Gonzaga – con un grosso centro fieristico di portata mondiale come hub, e diverse Fiere dei territori limitrofi come appoggio, ognuna specializzata nel proprio settore. Per questa idea sarebbe ottimale agganciarsi alle Fiere di Milano per l’Expo 2015, ma siamo già in forte ritardo e dobbiamo partire subito. Oppure, sempre in questa ottica, si percorra la strada che porta oltre confine, e si cerchino capitali stranieri in modo da fare di Reggio una fiera di domanda nazionale di qualche colosso espositivo straniero come le Fiere di Monaco, Hannover, Barcellona o Parigi. Una soluzione del genere porterebbe anche un rinnovato afflusso turistico e favorirebbe l’esplorazione del nostro territorio da parte di investitori stranieri”.

“Anche su questo punto nodale – conclude il presidente – Grande Reggio vuole ribadire l’idea che le amministrazioni pubbliche debbano sgomberare il campo da veti incrociati, giochi clientelari e accordi sottobanco per ascoltare le esigenze di chi produce e investe sul territorio, e far così tornare a prosperare una città ricca di iniziativa e competenze com’è sempre stata la nostra Reggio Emilia. Questa è la strada maestra che Grande Reggio percorrerà politicamente”.

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