[[ La tragedia di Sylvester: funzionavano o no i sistemi di sicurezza del bus? Indagato l’a.d. di Seta: “Sono sereno”

4/2/2012 – L’amministratore delegato di Seta, Filippo Allegra, anche lui iscritto nel registro degli indagati per l’incidente nel quale è morto il 14enne studente ghanese Sylvester Agyemang, caduto la mattina del 13 gennaio alla fermata di Santa Croce,  precisa di aver chiesto lui stesso che sia al più presto svolto  l’incidente probatorio sul mezzo posto sotto sequestro dal pm Stefania Pigozzi. Com’è noto, con questo atto i periti dovranno accertare il corretto funzionamento o meno del sistema di sicurezza collegato all’apertura delle portiere. Così come l’autista del mezzo, Allegra è indagato per omicidio colposo. Il conducente dell’automezzo che seguiva immediatamente quello della tragedia è accusato di omissione di soccorso.

In una nota, l’amministratore delegato scrive: “Confermo la mia assoluta serenità e la piena fiducia nell’operato degli organi inquirenti, ai quali garantisco totale disponibilità e collaborazione. Auspico che possa essere al più presto effettuato l’incidente probatorio , come da me richiesto, al fine di chiarire con certezza quanto è accaduto ed individuare eventuali responsabilità”.

4/2/2014 – Per la tragedia di Sylvester Agyemang, lo studente ghanese morto alla fermata bus di Porta Santa Croce, è iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo anche l’amministratore delegato di Seta Filippo Allegra. Gli indagati salgono così a 3: due autisti (quello del bus della linea 2 da cui è caduto il ragazzo quello del mezzo che lo seguiva) e, appunto, l’ad Allegra. Si indaga infatti anche su un’ipotesi di responsabilità aziendale per un possibile malfunzionamento dei sistemi di sicurezza del bus.

A questo proposito il giudice Antonella Pini Bentivoglio sta decidendo sulla richiesta avanzata dalla difesa per l’esecuzione di un incidente probatorio volto ad accertare il funzionamento o meno dei sistemi di sicurezza del mezzo. Lo scrive Otello Incerti su 4minuti.it. Questi sistemi dovrebbero impedire la ripartenza del mezzo a porte non perfettamente chiuse. La richiesta è stata avanzata dai legali degli autisti. Uno è accusato soltanto di omissione di soccorso, mente per il conducente del mezzo su cui viaggiava Sylvester, difeso dall’avvocatessa Federica Bassissi, l’ipotesi è di omicidio colposo. I genitori del ragazzino sono assistiti dall’avvocato Andrea Pellegrini.

La mattina del 13 gennaio scorso Sylvester era rimasto impigliato nella porta posteriore del mezzo, mentre questo stava ripartendo. Le telecamere che sorvegliano le porte non hanno un apparato di registrazione, per cui non è possibile avere immagini per ricostruire come esattamente sia avvenuta la tragedia. Le testimonianze di chi viaggiava sul mezzo sono poi confuse, essendo quelle di giovanissimi sotto choc e spaventati. Unica cosa al momento certa è che lo zaino del ragazzino era rimasto agganciato all’interno, dove è stato poi recuperato. Perduto evidentemente l’equilibrio, Sylvester era caduto sbattendo la testa, mentre il mezzo accelerava e non si fermava. Il conducente aveva detto di non essersi accorto di quanto stava avvenendo.
Il mezzo era stato sottoposto a un primo controllo, nel capannone del deposito dove è stato messo sotto sequestro dal pm Stefania Pigozzi, e, secondo quanto ha detto Seta, il sistema di sicurezza funzionava regolarmente.

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