La palingenetica obliterazione delle politiche educative per la fascia 0-6 anni (comunicato Pd)

24/2/2014 Riceviamo dall’ufficio stampa del Pd di Reggio:

bambina martello«Il ragionamento sull’esigenza di una legge che unisca le politiche educative dell’infanzia per la fascia 0-6 anni, che poi prosegua all’interno del percorso della scuola dell’obbligo, si fonda su alcune semplici considerazioni: valorizzare il nido e la scuola dell’infanzia aumenta la possibilità di un territorio di diventare comunità e accresce le intelligenze e la capacità dei suoi futuri cittadini. E’ ormai noto, inoltre, come alcuni importanti studi economici attribuiscano all’aumento della qualità e della diffusione dell’educazione infantile l’aumento di alcuni punti di PIL futuro.

Un appuntamento come il Convegno Nazionale del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia rappresenta la conferma di quanto sia radicata nella coscienza civica di questa città il tema dell’educazione infantile. I tre giorni in cui il Centro Internazionale Malaguzzi, i nidi e le scuole, i teatri, la città hanno accolto i convegnisti, hanno rappresentato, quindi, un’occasione ulteriore per evidenziare una priorità sociale, una nuova frontiera del Welfare State, su cui il nostro Consiglio Comunale ha più volte ragionato e di cui è diventato portavoce a livello nazionale: una legge nazionale sui servizi educativi 0-6 anni. In occasione dell’approvazione degli ultimi bilanci ci siamo fatti promotori di ordini del giorno che invitano il Governo e i nostri rappresentanti reggiani ad esprimersi nel più breve tempo possibile nel merito della questione. Negli ultimi mesi ci siamo attivati ad un ascolto e confronto con genitori, insegnanti e pedagogiste per cercare di dare voce a questa priorità, sentimento diffuso nel nostro territorio. Questo percorso è culminato con la presentazione a fine gennaio di una proposta di legge di cui la stessa Incerti è la prima firmataria.

Il disegno di legge si pone gli obiettivi di aumentare la diffusione della scolarizzazione per gli 0-3 anni, di definire e normare l’azione dei diversi soggetti attivi in questo settore. Tutto questo all’interno di una cornice di un sistema pubblico integrato che vede al centro proprio l’amministrazione comunale, come gestore di servizi, coordinatore e garante dell’azione dei diversi soggetti. Risultano quindi indubbi i presupposti di forte territorialità del servizio, di finanziamenti pubblici a garanzia dell’ universalità degli accessi, di un sistema che integri le diverse esperienze con a capo gli enti locali, a cui siano affidati la formazione e l’aggiornamento di insegnanti e pedagogisti, che diano cittadinanza civica e legittimità al ruolo dei genitori e al loro protagonismo al progetto pedagogico della scuola.

Si deve, poi, arrivare in tempi brevi anche alla parificazione delle retribuzioni nel mondo della scuola. Per troppi anni le nostre scuole hanno fatto affidamento sulla buona volontà e sul senso di responsabilità civica del suo corpo professionale, che compensasse le mancanze, materiali e non, dello Stato. Insegnare, educare, far crescere competenze, curiosità e saperi non sono azioni di volontariato. E’ un ruolo che lo Stato riconosce come fondamentale per il suo benessere e la sua sopravvivenza.

Per tutto questo ci sentiamo molto in sintonia con la mozione lanciata da questo convegno sulla necessità di una rapida approvazione di una legge servizi educativi 0-6 anni, che sosterremo convintamente sia a Reggio che a Roma.

Antonella Incerti parlamentare Pd,  Federico Montanari consigliere comunale Pd

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