[[ Fusione Unieco-Coopsette: primo sì delle assemblee, ma non sarà una passeggiata. Parlano Davoli e Casoli

16/2/2014 – Le assemblee dei soci riunite venerdì e sabato hanno dato il primo via libera alle fusione di Coopsette e Unieco, le due grandi malate delle coop costruzioni, in un’unica realtà imprenditoriale. Se tutte le verifiche andranno a buon fine la fusione potrebbe essere deliberata entro giugno-luglio: il condizionale è d’obbligo perchè insieme agli asset, ai patrimoni e ai know how dovranno essere messe insieme due montagne di debiti, su cui esistono complessi accordi di ristrutturazione (che hanno permesso di evitare concordati e liquidazioni). Di conseguenza il piano di fusione dovrà ottenere in un modo o nell’altro l’assenso dei creditori.

In una dichiarazione congiunta rilasciata ieri, i due presidenti Fabrizio Davoli e Mauro Casoli sottolineano che la nuova Unisette (nome peraltro provvisorio) avrà 2 mila 300 fra soci e dipendenti, e che nel 2014 le due cooperative prevedono nel complesso una produzione dal valore di oltre un miliardo di euro considerando anche le partecipate, e un “significativo” aumento dell’Ebitda (utile prima di interessi passivi, imposte e ammortamenti).

Anticipano nella dichiarazione uno sforzo volto all’internazionalizzazione della nuova coop (più lavori all’estero), e non nascondono che il personale sarà coinvolto in una ristrutturazione pesante. Parlano infatti di “percorsi di qualificazione” finalizzati anche «a politiche di insourcing». Sarebbe meglio spiegare ai soci, vista l’idiosincrasia del popolo italiano verso l’inglese, che ciò significa trasferire attività e  personale in altre società partecipate, che restano all’interno della coop, ma con partner esterni. Casoli e Davoli, inoltre, fanno appello alle banche perchè sostengano il nuovo progetto di integrazione.

LA DICHIARAZIONE DI MAURO CASOLI E FABRIZIO DAVOLI

Le assemblee dei soci di Unieco e Coopsette hanno deliberato l’avvio di un progetto di integrazione fra le due cooperative, finalizzato alla costituzione di un soggetto imprenditoriale che possa consentire di recuperare un ruolo da protagonista nel panorama imprenditoriale del Paese.

Dopo le omologhe dei rispettivi piani di ristrutturazione, rese possibili dagli accordi conclusi con i creditori sociali, le cui spettanze sono state salvaguardate nella misura del 100%, e dalla confermata fiducia de parte del ceto bancario, le due cooperative con le odierne delibere assembleari intendono investire sul loro futuro, pur consapevoli delle criticità da affrontare.

Una storia di oltre cento anni, gli importanti risultati del decennio ante crisi che hanno consentito un elevato livello di patrimonializzazione, pur al netto delle pesanti perdite recenti, le competenze e le referenze maturate, rappresentano nel loro insieme una base solida sulla quale costruire una profonda rivisitazione del modello d’ impresa, che dovrà caratterizzarsi per

– sinergie di costo finalizzate alla massima efficienza della gestione imprenditoriale

– sinergie commerciali tese a implementare e qualificare il portafoglio lavoro

– ulteriore sviluppo delle attuali specializzazioni

– crescita dei volumi sviluppati sui mercati esteri.

Unieco e Coopsette contano complessivamente a livello di gruppo su un patrimonio umano di oltre 2.300 soci e dipendenti che saranno chiamati a importanti percorsi di riqualificazione professionale finalizzati anche a politiche di insourcing.

Se la pesantissima crisi del mercato immobiliare alla luce del rilevante capitale investito continua a costituire una criticità per le due cooperative, in campo infrastrutturale Unieco e Coopsette stanno lavorando ad alcune delle principali opere del Paese, quali Brebemi, Tangenziale esterna Est di Milano e i nodi ferroviari di Firenze e Genova.

A ciò si aggiunge una storica e qualificata presenza su altri mercati; dall’ambiente alle infrastrutture marittime, dall’armamento ferroviario agli involucri architettonici, dalla prefabbricazione dei materiali per l’edilizia e ai sistemi d’arredo per ufficio.

Nonostante l’ultimo faticoso biennio a fine 2013 il portafoglio lavori complessivo sfiorava i tre miliardi di euro di cui 2,4 diretti; i budget 2014 delle due cooperative prevedono complessivamente una produzione di 840 milioni di euro che, sommando i volumi delle partecipate, si attesta a oltre un miliardo. Sotto il profilo della redditività nel 2014 è previsto un significativo incremento dell’Ebitda.

Le due cooperative saranno quindi chiamate nei prossimi mesi a mettere in campo un duplice sforzo: il primo per finalizzare gli ambiziosi obiettivi dei rispettivi budget, e il secondo per verificare con i loro gruppi dirigenti e le loro basi sociali la fattibilità del processo di integrazione.

Oltre naturalmente, alle verifiche di carattere tecnico-giuridico, il lavoro di implementazione del progetto dovrà trovare il coinvolgimento e la condizione dei principali stakeholders delle cooperative, in particolare degli istituti finanziari che già sono stati protagonisti decisivi del buon esito dei piani di ristrutturazione.

Pur nella piena consapevolezza della complessità da affrontare e degli sforzi che saranno richiesti, il lungo viaggio della cooperazione continua.

Fabrizio Davoli, presidente Coopsette

Mauro Casoli, presidente Unieco

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