furbetti acer

“Un’operazione virtuosa, che abbiamo voluto realizzare per rendere giustizia al falso mito dell’assegnatario ‘furbetto’ e che, come dimostrano i primi risultati, introduce una maggiore equità nei controlli e consente di ottenere una maggiore disponibilità di risorse per l’edilizia pubblica a Reggio.”

É con queste parole che l’assessore comunale alle Politiche sociali Matteo Sassi ha presentato alla stampa oggi, venerdì 21 febbraio, insieme al presidente di Acer Reggio Emilia Marco Corradi, i primi dati relativi all’attività di verifica e controllo delle dichiarazioni Isee presentate dagli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Tramite un protocollo di intesa che disciplina le procedure di controllo l’attività,  affidata ad Acer nell’ambito della collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la stessa Acer, prevede la verifica annuale della congruità dei requisiti necessari per l’assegnazione di un alloggio Erp ed ha effetto retroattivo.

Le verifiche sono state rese possibili grazie all’utilizzo delle banche dati di Anagrafe, Agenzia delle Entrate e Agenzia del Territorio e hanno riguardato la situazione economica degli utenti derivante da reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare, tenendo conto delle caratteristiche sociali dell’intero nucleo familiare.

 

A un anno dall’attivazione del servizio, su un numero complessivo di 2100 assegnatari sono stati verificati i redditi di circa 1410 utenti, su cinque annualità (dal 2007 fino al 2011). Le verifiche hanno permesso di rilevare 347 incongruità, che potrebbero generare variazioni di canone in aumento per 349.382 euro di maggiori entrate per il Comune di Reggio Emilia.

Notificata l’incongruità, gli utenti hanno 30 giorni di tempo per sanare la loro posizione presso gli Uffici comunali competenti, pena la decadenza del diritto all’alloggio. Sino ad oggi, 39 assegnatari di alloggi Erp hanno già concordato il versamento totale o rateizzato dell’importo dovuto, per un totale complessivo di 37.160,27 euro, e nel mese di marzo verrà regolarizzata la posizione di altri 30 utenti.

Solo in un caso si sono riscontrate le condizioni per l’avvio della procedura di decadenza del diritto all’alloggio.

 

Tra le principali cause di incongruità, si registrano omissioni di redditi, di proprietà di beni immobili e di redditi derivanti da ospiti non dichiarati. Tuttavia, nella maggioranza dei casi si tratta di piccole incongruenze rilevate ad anziani, famiglie numerose o persone con occupazioni saltuarie. L’attività di verifica e controllo assume quindi una funzione formativa degli assegnatari degli alloggi pubblici, i quali talvolta presentano reali difficoltà nel gestire le necessarie pratiche burocratiche e amministrative.

 

“Con questi controlli abbiano ottenuto due importanti risultati”, ha detto Sassi, nel corso della conferenza stampa. “Viene sfatato il mito che dipinge gli assegnatari come dei furbetti che occupano alloggi pubblici senza averne diritto e viene al contempo realizzata un’operazione di equità. Per la prima volta, infatti, le verifiche non vengono più svolte a campione, come in precedenza, ma a tappeto”.

Corradi ha infatti confermato che nei prossimi mesi saranno completati i controlli anche sui restanti assegnatari di alloggi.

 

Alla conclusione del primo anno di attività, l’ammontare complessivo delle potenziali maggiori entrate potrebbe andare ben oltre i 350mila euro ipotizzati attualmente. Una cifra che consentirebbe di realizzare il recupero e la manutenzione di decine alloggi pubblici, da destinare a nuove assegnazioni.

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