Delitto Rombaldi, verso la stretta finale. Proroga di 30 giorni per verificare le micro-scalfitture nella canna della pistola

17/2/2014 – Un’altra perizia allontana sino ai primi di aprile la discussione finale sul processo a carico dell’ex vigile urbano Pietro Fontanesi, accusato dalla procura di Reggio di aver ucciso nel maggio 1992 il dottor Carlo Rombaldi davanti al garage del condominio di via Filzi, dove abitavano entrambi.

Il collegio peritale nominato dal Tribunale ha concluso i suoi esami balistici sulla pistola che all’epoca era in possesso di Fontanesi, e nell’udienza di oggi il coordinatore del collegio, il professor Farneti, si è dichiarato pronto a illustrare le proprie considerazioni conclusive. Tuttavia la Corte, presidente Caruso, ha concesso una proroga di 30 giorni chiesta dal perito di parte civile (con l’adesione del Pm Maria Rita Pantani), per verificare l’origine delle micro-scalfitture nella canna dell’arma.

Il professor Farneti, pur non opponendosi, ha a sua volta notato che tali scalfitture sono dovute all’uso della pistola e non sono di origine dolosa, quindi in ogni caso non potranno modificare l’esito della perizia ordinata dal Tribunale. Questo passaggio ha fatto ipotizzare a qualcuno che l’esito della perizia potrebbe essere più favorevole alle tesi difensive, tuttavia si tratta di giudizi assolutamente prematuri in quanto i periti, come ha disposto il presidente del Tribunale, non hanno potuto anticipare alcunché.

Nondimeno l’esame sarà compiuto attraverso il calco dell’interno della canna e l’esito dovrà essere depositato entro il 17 marzo, per poi procedere al confronto tra periti, accusa e difesa nell’udienza del 31. Il 7 aprile è prevista la discussione finale del processo.

La Pm Pantani ha chiesto l’autorizzazione a trasmettere l’esito delle perizie alla Polizia scientifica per un ulteriore esame con un microscopio laser particolarmente avanzato. Il presidente Caruso ha precisato nella sua ordinanza che la richiesta potrà essere presentata a tempo debito e comunque autorizzata solo per un’attività di studio, che comunque sarebbe “totalmente estranea a questo processo”.

Insomma: la Corte d’Assise chiamata a giudicare su Pietro Fontanesi, l’ex vigile urbano accusato di aver ucciso il medico Carlo Rombaldi, ha deciso questa mattina un’ulteriore perizia: si tratterà di fare un calco dell’interno dell’arma che, già di proprietà dell’accusato, secondo l’accusa è la stessa dalla quale sono partiti i colpi che uccisero il medico. Le perizia ordinata dal tribunale aveva concluso che questa prova non c’era. Il calco dovrebbe accertare se, nel frattempo, l’interno della canna sia stato scalfito con un qualche oggetto per deformarne l’impronta che la rigatura lascia sui proiettili. Il 7 aprile ci sarà la prossima udienza.

(p.l.g.)

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