Terrore nello studio di un noto commercialista: tremila euro non bastavano all’imprenditore calabrese

19/2/2014 – Tremila euro non gli bastavano: voleva una garanzia per ottenere una linea di credito da una banca cittadina l’imprenditore reggiano Alfonso I., di origini calabresi, arrestato ieri mattina dalla Polizia dopo aver tentato un’estorsione a mano armata ai danni di un professionista. Le fasi del sequestro sono state chiarite stamani dalla Questura.

L’imprenditore, intorno alle 9 di ieri mattina, ha attesto il ritorno di un “noto commercialista” alla sua macchina parcheggiata in via dei Mille. Quando si è messo al volante anche l’altro è entrato nella macchina, ha tirato fuori la pistola e ha costretto il professionista a raggiungere il suo studio in pieno centro storico di Reggio. Tenendolo sotto tiro con una Beretta calibro 38, colpo in canna e col cane già alzato, l’imprenditore ha cominciato a chiedere denaro, al punto che il commercialista ha tirato fuori tutto il denaro che aveva in tasca, circa mille euro in contanti. Ma non bastava: sempre minacciato dal malintenzionato che, seduto, continuava a tenere la pistola tra le gambe, puntata verso di lui, il commercialista terrorizzato ha staccato un assegno per altri duemila euro. Tuttavia gli agenti hanno fatto irruzione appena in tempo. Ma neanche questo era sufficiente: il sequestro è continuato sino a quando gli uomini della Squadra Mobile non hanno fatto irruzione nello studio. La Polizia era stata allertata poco prima da una parente che, dopo aver parlato per telefono col commercialista, si era accorta che qualcosa non andava.

Catturato e perquisito, l’imprenditore ha detto di avere disperato bisogno di denaro per pagare le cure della figlia, gravemente malata. Il suo obiettivo, secondo le indagini, era di ottenere dal professionista non solo il denaro, ma una richiesta di credito (o una garanzia?) da presentare a una banca reggiana.

Oltre alla pistola, regolarmente detenuta, aveva con sé anche un secondo caricatore con relativi proiettili e un paio di manette. Di recente gli era stata negata una licenza di tiro a volo per uso sportivo.

Ora è in carcere per i reati di tentata estorsione, sequestro di persona e porto illegale d’arma da fuoco. Le indagini, coordinate dal pm Valentina Salvi, proseguono perché restano da chiarire diversi aspetti della vicenda.

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