[[ Cattivi maestri in cattedra: sfilata di ex Br ad Aq16. Abatangelo rivendica l’arte dell’illegalità spiegata ai giovani

6/02/2014 – C’erano diversi ex brigatisti rossi sabato scorso al centro sociale Aq16 di via Fratelli Manfredi per la presentazione del libro di Valerio Lucarelli “Vorrei che il futuro fosse oggi” sulla vicenda dei Nuclei Armati Proletari (Nap). Lo scrive il sito Reggionelweb che riporta anche la testimonianza del primo relatore della serata, Pasquale Abatangelo, che fu uno dei fondatori dei Nuclei Armati Proletari nel 1974 e restò in carcere sino al 2006.

«Mi sono sempre considerato un “dannato della Terra” (dal titolo di un celebre libro di Frantz Fanon, ndr) – ha detto Abatangelo – quindi non avevo nulla da perdere, tranne le mie catene. Sono stato arrestato da giovane, già sposato, con due figli piccoli… Ringrazio mia moglie che li ha tirati su da sola».

“Non è mai stata una passeggiata, ma una scelta su cui non c’è mai stato un attimo di rimpianto né prima né durante né dopo. Tantomeno ora. Sono contento di aver vissuto questa vita”.

Inoltre Abatangelo ha rivendicato di aver insegnato ai giovani «l’arte dell’extra-legalità» (ma per non esser ipocriti non dovrebbe essere chiamata illegalità a tutto tondo?).

«L’incontro con gli studenti è stato proficuo sotto tutti i punti di vista. A loro abbiamo insegnato l’arte dell’extra-legalità. Quando vuoi fare una rivoluzione bisogna saper fare delle cose: rubare le macchine, rapinare le banche, portare a termine un sequestro di persona. Noi quest’arte e queste conoscenze le avevamo e le abbiamo messe a disposizione del processo rivoluzionario».

Nel loro ultimo periodo i Nap confluirono nelle Brigate Rosse e nel 1978 il suo nome era nella lista dei 12 detenuti di cui le Br chiedevano la liberazione in cambio della vita di Aldo Moro.

Nel 1999, quando le Brigate Rosse ripresero ad uccidere, Abatangelo firmò un documento in cui insieme a Prospero Gallinari e Bruno Seghetti affermava che l’esperienza delle Br doveva considerarsi definitivamente chiusa e che non esisteva «nessuna continuità oggettiva o soggettiva fra la tradizione di lotta delle vecchie Br e il modo di ragionare e di agire di chi ha organizzato l’uccisione di Massimo D’ Antona».

Contro la serata con i reduci Br, ieri è intervenuta Forza Nuova di Reggio Emilia: «Riteniamo intollerabile che nella nostra città si permetta a certi personaggi di diffondere una ideologia fallimentare e di esprimere giudizi quantomeno discutibili, come… la correttezza dell’insegnamento del furto e della violenza ai giovani. Riteniamo assurdo – aggiunge Forza Nuova – che tale incontro si sia svolto in locali di proprietà del Comune, e quindi dei cittadini reggiani, nei quali da anni risiedono delle organizzazioni evidentemente protette dalla politica di maggioranza locale. Riteniamo vergognoso che le varie organizzazioni, tra le quali l’ANPI, si siano recentemente scagliate contro la nostra democratica discesa in campo mentre non una parola di condanna è uscita per questi ex terroristi.

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