Chi ha messo l’ordigno (non esplosivo) nel cantiere del Park Vittoria?

(Lo spazio bianco qui sopra è il cratere provocato dall’ordigno se solo fosse esploso… pur non potendo assolutamente esplodere, in quanto non contenente carica esplosiva)

18/2/2014 – Un ordigno da mortaio contenuto in una busta di plastica azzurrina, del tipo usato per le spedizioni celeri, è stata rinvenuto poco prima delle 10 all’Isolato San Rocco, proprio davanti al Punto Moda.

La busta con l'ordigno (Foto Bertozzi)

La busta con l’ordigno (Foto Bertozzi)

La busta era appoggiata sotto la recinzione del cantiere dei parcheggi sotterranei di piazza dellaVittoria. Si tratta evidentemente di un gesto dimostrativo. Si è poi scoperto che l’ordigno era un fumogeno da mortaio, quindi privo di carica esplosiva.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Reparto Operativo di Reggio Emilia. I carabinieri hanno circoscritto e messo in sicurezza la zona in attesa dell’intervento degli artificieri del Nucleo Carabinieri di Bologna per la rimozione dell’ordigno. L’operazione si è conclusa intorno alle 13 e l’allerta è cessata. Intanto sono scattate le indagini.

Sull’accaduto nel pomeriggio ha diffuso una dichiarazione il prosindaco Ugo Ferrari: «Questa è una città che non si lascia intimidire». Va rilevato che le parole del sostituto di Delrio sono un po’ troppo sopra le righe, in quanto di fatto tende ad attribuire la responsabilità dell’accaduto al movimento contro il Park Vittoria, cosa sino a questo momento non affatto scontata.

«Saranno gli accertamenti degli organi inquirenti a definire la dinamica di quanto accaduto nel cantiere per la riqualificazione di piazza della Vittoria. Un gesto comunque grave e da condannare – ha dichiarato Ferrari – L’opera in questione è frutto di un percorso istituzionale, legittimo e democratico. Questa è una città che non si fa intimidire e sa come affrontare su un terreno costruttivo ogni confronto, anche il più difficile. L’auspicio è quello di abbassare i toni di un dibattito che, per quanto acceso, deve avvenire nei limiti di un confronto civile».

Al  prosindaco evidentemente non passa per la testa che le motivazioni del gesto possono essere le più disparate, non ultimo l’avvertimento verso ditte operanti nel cantiere, o di qualcuno che attende di essere pagato.

Comunque non è molto democratico, e pure di cattivo gusto, adombrare che la mano che ha messo la finta bomba vada cercata fra gli oppositori del progetto, che sino ad oggi sono rimasti perfettamente sul terreno democratico.

Un carabiniere davanti al cantiere: la busta con l'ordigno è appoggita sotto la recinzione

Massima allerta. Un carabiniere davanti al cantiere: la busta con l’ordigno è appoggiata sotto la recinzione (Foto Bertozzi)

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