Cinque ore di attesa per una denuncia, e la rimandano a casa. Il questore Savi si scusa con una cittadina

26/2/2014 – Il Questore di Reggio Emilia Domenico Savi ha chiesto scusa pubblicamente a una signora che ha dovuto attendere ben cinque ore nella sala d’attesa della Questura di Reggio Emilia per poter presentare la denuncia. I ladri avevano svaligiato il suo appartamento: ieri alle 16 è andata in via Dante per denunciare il fatto ma ha atteso inutilmente sino alle 20,15 sino a quando non le hanno detto che l’ufficio era chiuso e doveva passare il giorno dopo.

La donna ieri ha inviato una mail di protesta al quotidiano web 4minuti.it che a sua volta l’ha girata al Questore. Questi ha chiesto scusa per l’accaduto e ha annunciato che il personale addetto al ricevimento delle  denunce sarà aumentato. La donna ha parlato di altre tre persone in attesa dalle 14.30, meravigliandosi che  dalle 14 alle 20 l’ufficio avesse raccolto solo tre denunce: «Nel mio lavoro – ha aggiunto – io non posso permettermi  di far attendere un cliente 4 o 5 ore  per poi intimargli di tornare il giorno dopo”.

Da qui la risposta e il rammarico del questore Savi,  con  nota inviata ieri sera e che pubblichiamo integralmente: «Anch’io mi sentore responsabile dell’accaduto. A breve raddoppieremo il numero degli operatori anche nelle ore del pomeriggio».

«L’episodio che l’ha vista vittima due volte, prima dei malfattori che le hanno svaligiato l’appartamento e poi di un ufficio pubblico che l’ha accolta in malo modo, facendola attendere per oltre 4 ore per poi congedarla senza darle alcuna risposta, ha ingenerato in me un profondo senso di indignazione. Tuttavia l’ufficio in questione è l’ufficio denunce della Questura che io dirigo da tre anni e per questo, accanto alla civica indignazione per l’accaduto,  si unisce il personale rammarico  per un disservizio di cui, in ultima battuta, mi sento anch’io responsabile.

La delicatezza dell’acquisizione delle denunce, che non permette di preventivare il tempo necessario per ciascuna di esse, e il sempre crescente numero  di interventi su strada delle pattuglie della polizia , che ha reso necessario l’impiego del secondo operatore preposto all’ufficio denunce per una chiamata al 113, non possono tuttavia giustificare quanto accaduto e pertanto la prego di accettare le mie più sentite e sincere scuse. Consapevole che nella sua lettera intende puntare i riflettori su di una falla del sistema pubblico, le comunico che a breve si procederà al raddoppio del numero di operatori destinati in via esclusiva al servizio di ricezione denunce anche sul quadrante pomeridiano, al fine di dimezzare i tempi di attesa ed evitare ulteriori incresciosi incidenti”.

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Una risposta a 1

  1. (In)Justitia Rispondi

    26/02/2014 alle 09:49

    Molti ci rinunciano alle denunce.
    Per questo problema che Rep segnala e per la mancanza della ‘certezza della pena’. Alla Giustizia italiana ci credono in pochi ormai. Del resto basta informarsi bene a riguardo in rete. Un dramma per tutti i cittadini onesti.

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