Elezioni / Da mite a mito, Corradini tira fuori gli artigli
Il suo motto? Né parafulmine dei torti marci né “paraguru” dei poteri forti.
Il candidato sindaco Pd (oggi assessore) parte all’attacco spiazzando tutti: stoccate fratricide a Tutino, Gandolfi e Vecchi. Per lui (che non si tinge i capelli) è una svolta muscolare, sarcastica, anarchica, insomma “franca”

24/1/2014 Riportiamo la galvanizzante discesa in campo di Franco Corradini così come è raccontata sulla Gazzetta di Reggio

L'assessore alla coesione sociale ha rivelato... che lui non si tinge di certo i capelli

L’assessore Corradini ha rivelato… che lui non si tinge di certo i capelli (bravo!)

Ha vissuto le ultime tre settimane in una sorta di trance pre-agonistica: “Corradini si candida alle primarie per il sindaco”; Anzi no: “Corradini sta trattando per garantirsi un posto anche dopo le amministrative”; macché: «Corradini ci ripensa». Alla fine, questa mattina, in una conferenza stampa al Catomes Tot, l’assessore alla sicurezza e coesione sociale Franco Corradini ufficializzerà la propria discesa nell’agone delle primarie.

Alla fine ha deciso… «Lo dirò domani… Ho soltanto convocato una conferenza stampa in cui comunicherò la mia decisione».

Inizia così, decisamente in salita, la nostra chiacchierata con Corradini che qui rompe settimane di indugi e di cautele.

Faccio finta di non aver capito. Assessore della giunta uscente, esponente storico del Pd si candida in contrapposizione a Luca Vecchi, il candidato su cui il Pd sembra puntare. Perché lo fa? «La risposta è semplice: mi ritengo il candidato più adatto, il migliore a gestire l’attuale situazione in cui versa la città».

L'uomo del ponte ha detto sì. "Sono un uomo del dialogo, con tutti". Che perdipiù possiede ed emana anche un certo "sex appeal del non-organico" al blocco di potere che governa Reggio da anni. Già: si stava meglio quando si stava meglio...

L’uomo del ponte ha detto sì. “Sono un uomo del dialogo, con tutti”. Che perdipiù possiede il “sex appeal” del non essere organico al blocco di potere che governa Reggio da anni

Lei è l’assessore che in questi anni ha gestito il maggior numero di emergenze. Significa che la città è in emergenza? «Sicuramente non è questo il tempo in cui limitarsi a far l’elenco delle eccellenze. Anche perché le stesse eccellenze di cui parliamo ogni giorno rischiano di appannarsi rispetto al distacco che la politica, anche locale, registra nei confronti dei cittadini».

Ripeto: lei ha fatto l’assessore e prima il capogruppo del suo partito in Sala Tricolore. Un po’ di responsabilità in questo distacco sarà anche sua o no? «Io ho passato gli ultimi sette anni da assessore a ricucire strappi e a costruire ponti. La mia porta è sempre stata aperta a chiunque avesse un problema. Per contro il mio partito ha perso delle occasioni in questo senso. Ad esempio, su Park Vittoria…».

Alt. Sbaglio o ha gli stessi argomenti di Ernesto D’Andrea, l’altro candidato “fuori schema”? «Si sbaglia. In questi anni, D’Andrea ha avuto posizioni che io non ho condiviso».

Però adesso potreste coalizzarvi. Ci ha pensato? «No. In queste settimane con D’Andrea non ho parlato».

E con chi ha parlato? «Con il segretario Costa. Perché il mio interlocutore è il partito».

E con Vecchi… «Con Vecchi sì…».

Una trattativa? «Non c’è stata nessuna trattativa. Non c’erano le condizioni».

Ha chiesto posti? «No. Io corro per fare il sindaco. Il problema semmai è un altro…».

cacciaOvvero? «Ovvero negli ultimi sette anni io ho fatto quello che ho fatto nonostante un marchio».

Di “spaggiariano” scampato alle purghe? «Diciamo di intruso, di persona non organica al nuovo gruppo di potere e all’apparato del partito».

Ammetterà che sentir lei parlare di apparato fa un po’ sorridere… «A me no. Tutti gli otto circoli cittadini sono schierati con Luca Vecchi…».

E con lei, allora chi c’è? «Gente comune, semplici militanti del partito. E tanti cittadini che in questi anni hanno collaborato con me, anche riuniti in comitati».

Anche il comitato No Park? «Con quel comitato non ho avuto incontri. Non in via ufficiale almeno. Ma nessun comitato per la verità si schiera apertamente. Ci sono persone che hanno lavorato al mio fianco facendo parte di comitati».

In zona stazione prevede un plebiscito… «Non so dire come andrà. Di certo, con il mio lavoro in alcune zone ho impedito che la città esplodesse».

E ora presenta il conto. C’è chi dice per garantirsi un posto di lavoro. «Balle. Io il posto di lavoro ce l’ho: sono un dipendente in aspettativa. Altri invece, non possono dire altrettanto».

The wolf, il lupo. Che ha perso il vizio (di tacere ) e che ora mostra il pelo sullo stomaco.

The wolf, il lupo. Che ha perso il vizio (di tacere) e ora mostra il pelo (sullo stomaco). W Franco!

Di chi parla, scusi? «Vuole dei nomi? Tutino, se smette di fare l’assessore che fa? E Gandolfi?».

Non si allarghi. Torniamo al caso del Park Vittoria. Se sarà eletto sindaco che farà? «Userò una settimana per confrontarmi con i cittadini su tutti i pro e i contro del progetto e poi decideremo. Io posso permettermelo perché quel progetto io non l’ho votato».

Bella forza: quel giorno, dal verbale di giunta risulta assente…  «Ma la mia posizione è nota e agli atti fin da quando se ne cominciò a parlare, nel 1991. Come del resto su altre questioni in cui ho difeso l’operato della maggioranza, penso all’alba della stazione mediopadana e altre in cui mi sono dissociato e ho avuto ragione come le Torri di Zanuso».

Siamo arrivati alle guerre puniche, si rende conto? Diranno che lei è il vecchio… «Di certo non mi tingo i capelli».

Sarà dura raccogliere le firme tra gli iscritti? «Siamo già partiti, certo non è facile nelle condizioni date».

Anche un politico navigato come lei s’attacca alle regole? «No. Dico solo che le Primarie sono una grande occasione di democrazia e io sono orgoglioso di partecipare a questa competizione. L’importante è che non sia tutto già deciso».

(Massimo Sesena, Gazzetta di Reggio)

***

«Ci vuole capacità di ascolto, di dialogo e di confronto per far uscire il Pd dalla blindatura in cui l’hanno rinchiuso i suoi dirigenti», ha affermato l’assessore Franco Corradini ieri nell’ufficializzare la sua candidatura alle primarie del Pd per la candidatura a sindaco del capoluogo.

Una corsa in cui si propone come il paladino di una discontinuità nel metodo e di merito su alcune scelte dell’attuale giunta di cui pure fa parte. Soprattutto su temi come il Park della Vittoria («su cui sono sempre stato in dissenso» ha chiosato) e che «va rivisto coinvolgendo cittadini e Comitato per il no». E non ci sta a passare per il vecchio che avanza.

Pur rivendicando con orgoglio «di aver lavorato con persone e su progetti che hanno cambiato la città», dice citando le vele di Calatrava, gli asili, le piste ciclabili e il verde urbano, ha sottolineato «di essere stato uno dei pochi a contrastare il leghismo e le ronde qualche anno fa» e di aver saputo dialogare con i comitati sorti nell’ultimo periodo.

E farà così anche nelle primarie «confrontandomi e raccogliendo in un book, che sarà consegnato alla coalizione, i suggerimenti e le idee dei cittadini».

Il “mite” Franco Corradini non ci sta proprio a incassare solo bordate e chiede al Pd reggiano di cambiare passo, perché, sostiene rivolto ai renziani, «non possiamo essere innovatori a Roma e conservatori a Reggio».

Il conservatore, per Franco Corradini ha un nome e un cognome: è il capogruppo in sala Tricolore Luca Vecchi, suo competitor alle primarie. Corradini lo accusa di essere «statico»: nel mirino dell’assessore la relazione che Vecchi ha fato in occasione della presentazione della sua candidatura. Una relazione «che è stata un elenco di eccellenze, ma anche di silenzi». La colpa di Vecchi, secondo Corradini «è quella di aver isolato in città un Pd che sta diminuendo la sua capacità di influire sull’opinione pubblica».

Per Corradini «bisogna invece parlare, discutere e non aver paura di fare emergere idee diverse. A questo servono le primarie, che però devono essere vere e non sono un duello all’ultimo sangue», ha affermato, respingendo la proposta dell’altro candidato Ernesto D’Andrea per il quale chi perde deve lasciare la politica.

Ma il suo obiettivo resta Luca Vecchi che, «ha alle spalle i poteri forti» e sul quale si è permesso anche una battuta quando ha affermato «di aver pensato se io vincessi, lui potrebbe occuparsi, gratuitamente s’intende, del riordino e della razionalizzazione delle società partecipate».

Franco Corradini mostra di aver scelto con cura i temi che intende cavalcare nelle primarie per cercare di scrollarsi di dosso lo spettro di essere in politica da una vita e i fantasmi di essere stato un seguace di Antonella Spaggiari (che nel Pd oggi è quasi una bestemmia) così come smentisce di aver l’appoggio di Sonia Masini.

L’Assessore sembra quasi voler dare le carte prima ancora di parlare di programmi. I programmi saranno al centro della sua campagna elettorale tra qualche giorno, quando presenterà tutto assieme al suo gruppo di lavoro, (in cui tra volti nuovi, spiccano figure già conosciute come l’ex consigliere regionale Laura Salsi e l’ex numero due della Federazione Ds Gilberto Gasparini).

Corradini ha ripetuto che corre per vincere e fare il sindaco perché «Reggio non si guida con il pilota automatico». Intanto ha tirato fuori gli artigli in una corsa in cui rischia di restare ai blocchi di partenza. «Non sarà facile – ha concluso – raccogliere le 260 firme tra iscritti per chi non ha apparato, né poteri forti alle spalle come me». Bluffa un po’, ma nel frattempo, per star sicuro, sta «raccogliendo nuove tessere».

(Roberto Fontanili, Gazzetta di Reggio)

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2 risposte a Elezioni / Da mite a mito, Corradini tira fuori gli artigli
Il suo motto? Né parafulmine dei torti marci né “paraguru” dei poteri forti.
Il candidato sindaco Pd (oggi assessore) parte all’attacco spiazzando tutti: stoccate fratricide a Tutino, Gandolfi e Vecchi. Per lui (che non si tinge i capelli) è una svolta muscolare, sarcastica, anarchica, insomma “franca”

  1. stefano Rispondi

    26/01/2014 alle 12:47

    franco e’ reggio. punto. reggio laica socialista solidale. punto. franco e’ il migliore per reggio.
    punto. otto anni di delirio hanno disgustao e rovinato reggio.punto. ora basta. FRANCO CORRADINI.

  2. Asteroide 423 Rispondi

    28/01/2014 alle 19:45

    Se è l’alternativa agli ‘happy-boys’…
    votatelo subito.
    Ciao Franco, da lontano ti sostengo.
    😉

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