Strage di Cernaieto, è comparsa una seconda croce. Qualcuno vuol segnalare un’altra sepoltura?

7/1/2014 – Un’altra croce a Cernaieto di Casina, dove subito dopo la Liberazione i partigiani, a seguito di un processo sommario, uccisero i militi delle Gnr di Montecchio, fra cui quattro ragazzi di 16 e 17 anni.

cernaietoNella stessa fossa furono rinvenuti i resti di tre donne. Dal 2006 su iniziativa del consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi, sostenuto dai famigliari dei caduti, nei pressi della fossa comune sorge una grande croce in legno, più volte abbattuta e restaurata.

Ora un’altra croce in legno è comparsa a pochi metri dalla targa commemorativa in ricordo dei caduti, dall’altro lato della strada provinciale. E’ lo stesso Filippi ad annunciarlo. «La croce è costituita da due tavole di abete unite tra loro – ha dichiarato – La strage di Cernaieto è rimasta indelebile nella mente di molti reggiani: è difficile infatti dimenticare quella profonda buca, trasformata in una fossa comune, dove furono gettati dai partigiani comunisti ventiquattro persone, fra i quali tre donne e quattro minorenni».

«Non sappiamo chi sia stato a settant’anni dalla strage a compiere questo atto di compassione, forse un partigiano pentito, forse un parente di una delle vittime: certamente il gesto dona un valore aggiunto a quel luogo brutalmente dissacrato nel 1945». E se qualcuno avesse voluto segnalare il luogo di un’altra sepoltura?

«Non sappiamo nemmeno se sotto la croce ci siano resti umani – aggiunge Filippi -. Sono disponibile a parlare con chi ha compito un gesto tanto nobile, sarei felice di ascoltare la sua storia, aggiungendo un nuovo tassello ai fatti di Cernaieto.

Una nuova speranza nasce in noi, i cittadini hanno capito che quello che ci viene raccontato nei libri di storia non sempre corrisponde alla verità, che in alcuni casi mistificazioni palesi hanno travalicato la realtà. I simboli religiosi e laici posti in questi anni a Cernaieto sono oramai diventati patrimonio delle nostre terre, della nostra storia, della nostra cultura. Da anni gli atti vandalici sono del tutto assenti. Cernaieto è diventato un luogo di preghiera e giustizia come noi tutti speravamo fin dall’inizio.

Le stesse istituzioni, in alcuni casi refrattarie a riconoscere ufficialmente quanto accaduto a guerra finita nelle nostre terre, devono oggi fare ammenda, comprendere l’importanza di un luogo, prima simbolo di prevaricazione e ingiustizia e oggi simbolo di misericordia ed equità, che oramai appartiene all’intera cittadinanza».

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